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Cronaca

Denunciate 14 guide dell’Etna, violazioni anche nel territorio di Biancavilla

Zone off limit, ma i militari della guardia di finanzia hanno appurato l’inosservanza da parte di gruppi di turisti

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I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi hanno denunciato 13 guide vulcanologiche ed 1 guida alpina per inosservanza delle ordinanze che regolano l’accesso alle zone sommitali dell’Etna.

In particolare, in ragione dello stato di criticità del Vulcano, i sindaci di Nicolosi, Biancavilla e Bronte hanno emanato specifici provvedimenti che impongono delle stringenti regole. C’è il divieto ad oltrepassare i 2920 metri di altitudine per non incorrere in situazioni di pericolo. Rischio derivante da possibili ricadute di materiale lavico eruttato dalle bocche in attività.

In tale ambito, le guide vulcanologiche e alpine, nell’organizzare le escursioni, garantiscono con la loro professionalità il rispetto di tutte le limitazioni previste dagli organi competenti al monitoraggio del vulcano. Ciò al fine di consentire ai turisti di effettuare visite delle aree di interesse nella massima sicurezza.   

Gli specialisti delle Fiamme Gialle del Sagf di Nicolosi sono costantemente impegnate nel garantire la pubblica incolumità. Lo scopo è evitare che incauti escursionisti possano incorrere in situazioni di pericolo.

Nel corso di tali controlli, i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno intercettato in zone vietate al transito diversi gruppi di turisti. Erano accompagnati da guide vulcanologiche e alpine, in violazione delle loro prerogative di garanti della sicurezza dei soggetti accompagnati. Hanno violato così le disposizioni in vigore con potenziale pregiudizio per l’incolumità dei turisti.

Per tale ragione, le 14 guide sono state denunciate per violazione dell’art. 650 del Codice Penale, ovvero inosservanza dei provvedimenti amministrativi.

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Cronaca

Violenta lite tra due uomini all’Idria, carabinieri aggrediti e minacciati

Calci e pugni ai militari intervenuti sul posto: «Ve la faccio finire male, vi ammazzo a tutti quanti»

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Un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Biancavilla per di minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un 37enne è stato denunciato per lesioni personali. Entrambi protagonisti di una lite, in piazza Cavour, ai piedi della chiesa dell’Idria, nel centro storico di Biancavilla.

Su disposizione della centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Paternò, che aveva ricevuto tramite 112 una segnalazione, i militari di pattuglia si sono recati immediatamente sul posto.

Nemmeno il tempo di scendere dall’auto di servizio, che i militari si son visti parare davanti il 38enne. Senza mascherina e il volto insanguinato, nonché in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, li ha aggrediti con calci e pugni. E poi urla contro di loro: «Non servite a nulla! Io faccio parte di un clan mafioso di Adrano! Ora ve la faccio finire male! Ora vi mando tutti in ospedale! Appena mi liberate vi ammazzo a tutti quanti».        

Dopo una violenta colluttazione, i carabinieri sono comunque riusciti a bloccarlo e ammanettarlo. I militari hanno accertato che poco prima, al termine di un’animata lite, il 38enne era stato colpito al volto dal 37enne, quest’ultimo risultato l’ex marito dell’attuale compagna dell’altro. L’arrestato è stato accompagnato all’Ospedale “San Marco” di Catania, dove i medici del pronto soccorso gli hanno diagnosticato un “trauma facciale con ematomi al viso”, giudicato guaribile in 30 giorni.

La solidarietà del sindaco ai carabinieri

«Ritengo doveroso esprimere tutta la mia vicinanza ai carabinieri che ieri sera sono stati minacciati e vessati da due persone», ha detto il sindaco Antonio Bonanno per manifestare solidarietà alla stazione di via Benedetto Croce.

«Il lavoro dei militari della nostra Stazione è impagabile. Sempre in prima linea a fronteggiare anche l’emergenza sanitaria in corso. La loro efficienza e sensibilità -ha concluso il primo cittadino- si stanno rivelando fondamentale. A loro, va tutto il nostro sostegno».

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