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Cronaca

Denunciate 14 guide dell’Etna, violazioni anche nel territorio di Biancavilla

Zone off limit, ma i militari della guardia di finanzia hanno appurato l’inosservanza da parte di gruppi di turisti

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I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi hanno denunciato 13 guide vulcanologiche ed 1 guida alpina per inosservanza delle ordinanze che regolano l’accesso alle zone sommitali dell’Etna.

In particolare, in ragione dello stato di criticità del Vulcano, i sindaci di Nicolosi, Biancavilla e Bronte hanno emanato specifici provvedimenti che impongono delle stringenti regole. C’è il divieto ad oltrepassare i 2920 metri di altitudine per non incorrere in situazioni di pericolo. Rischio derivante da possibili ricadute di materiale lavico eruttato dalle bocche in attività.

In tale ambito, le guide vulcanologiche e alpine, nell’organizzare le escursioni, garantiscono con la loro professionalità il rispetto di tutte le limitazioni previste dagli organi competenti al monitoraggio del vulcano. Ciò al fine di consentire ai turisti di effettuare visite delle aree di interesse nella massima sicurezza.   

Gli specialisti delle Fiamme Gialle del Sagf di Nicolosi sono costantemente impegnate nel garantire la pubblica incolumità. Lo scopo è evitare che incauti escursionisti possano incorrere in situazioni di pericolo.

Nel corso di tali controlli, i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno intercettato in zone vietate al transito diversi gruppi di turisti. Erano accompagnati da guide vulcanologiche e alpine, in violazione delle loro prerogative di garanti della sicurezza dei soggetti accompagnati. Hanno violato così le disposizioni in vigore con potenziale pregiudizio per l’incolumità dei turisti.

Per tale ragione, le 14 guide sono state denunciate per violazione dell’art. 650 del Codice Penale, ovvero inosservanza dei provvedimenti amministrativi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Truffa un’azienda agricola con un assegno rubato di 7500 euro: arrestato

Un 49enne smascherato dai carabinieri dopo un secondo tentativo di illecito pagamento di 2700 euro

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Aveva acquistato da un’azienda agricola di Biancavilla materiale per 7500 euro, pagando con un assegno risultato poi provento di furto. La titolare ha richiesto l’intervento dei carabinieri dopo avere riconosciuto l’uomo, che a distanza di due giorni si è ripresentato per un ulteriore acquisto di 2700 euro con relativo assegno.

I militari hanno subito avviato le indagini, risalendo ad un 49enne di Ramacca. L’uomo è stato ora arrestato dai militari della stazione di Biancavilla, con il supporto della Radiomobile della Compagnia di Paternò. Dovrà rispondere di truffa e, per il secondo episodio, tentata truffa ai danni dell’azienda di Biancavilla.

I carabinieri erano intervenuti immediatamente in azienda, sorprendendo l’uomo che insisteva per pagare mediante il titolo bancario. Appena gli sono stati chiesti i documenti per identificarlo, lui ha sostenuto di non avere la carta di identità, fornendo false generalità nel tentativo di eludere i controlli. Un tentativo, però, che gli è costato anche una denuncia per false dichiarazioni a pubblico ufficiale.

Nell’immediatezza, infatti, le pattuglie sul campo hanno contattato i colleghi della Centrale Operativa che, grazie alla consultazione della banca dati delle forze dell’ordine, hanno consentito di risalire alla sua vera identità.

Smascherato, dunque, l’uomo è stato portato in caserma a Biancavilla e sottoposto a ulteriori verifiche. In particolare, sono stati sequestrati gli assegni che il 49enne aveva con sé, perché risultati appartenenti a un carnet rubato. Per lui, c’è quindi un’ulteriore accusa di ricettazione.

Dalle indagini è, inoltre, emerso come l’uomo avesse già messo a segno, con analogo modus operandi, un’altra truffa sempre ai danni di un commerciante. Sulla base degli indizi raccolti, il 49enne è stato arrestato e sottoposto all’obbligo di firma tutti i giorni presso la stazione dei carabinieri di Ramacca.

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Cronaca

Violenta rissa in via Milone: due arresti dei carabinieri per tentato omicidio

I militari chiudono subito il cerchio su una lite tra stranieri: la vittima colpita anche con uno sgabello

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Tentato omicidio in concorso. Con questa accusa, i carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato due uomini di 36 e 27 anni, entrambi con precedenti penali. I due, di originini straniere ma residenti a Biancavilla, sarebbero gli autori del ferimento di un loro connazionale, 38enne, al culmine di una lite. I fatti sono accaduti in via Milone, in pieno centro storico.

Al loro arrivo, i militari, intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112 e alla locale caserma, hanno trovato il ferito a terra, dolorante. Immediato il suo trasporto al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.

Nell’immediato sono state avviate anche le indagini per risalire ai colpevoli. Grazie alla rapida acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e alle testimonianze di chi aveva assistito ai fatti, i militari sono riusciti in breve tempo a identificare i presunti responsabili dell’episodio.

Secondo quanto ricostruito, i due, al culmine di una lite per motivi ancora in corso di approfondimento, avrebbero aggredito il connazionale colpendolo ripetutamente al capo anche con uno sgabello.

I due indagati, rintracciati poco dopo dai Carabinieri al termine di una rapida attività di ricerca sul territorio, sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, rinchiusi nel carcere catanese di piazza Lanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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