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Addio a “Zio Saro” Musumarra, tra i protagonisti del Carnevale a Biancavilla

Prematura scomparsa a 48 anni: Rosario era stato anche due volte campione nazionale in gare “audio car”

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È stato uno dei protagonisti più attivi del Carnevale di Biancavilla, partecipando alle varie edizioni con un proprio team, distinguendosi per la realizzazione dei carri allegorici. Una persona ben voluta da tutti. I colleghi di avventura lo ricordano «sempre con quel sorriso e lo spirito di allegria e collaborazione che aveva per gli altri».

Rosario Musumarra, conosciuto con affetto come “Zio Saro”, se ne è andato in maniera prematura. Aveva 48 anni, era sposato e padre di tre figli. Attorno a loro, parenti, amici e quanto lo hanno stimato parteciperanno ai funerali, fissati oggi, venerdì 21 agosto, alle ore 16.30, in chiesa madre.

Tutti i gruppi del Carnevale si stringono al dolore della famiglia: «Il tuo entusiasmo e lo spirito vitale che hai spigionato -hanno scritto su Facebook- continuerà a sostenerci, nel tuo ricordo, rallegrando le nostre giornate. Non c’è niente di più doloroso che pensare ai tuoi occhi e al tuo sorriso ora che sei andato via per sempre».

Ma Rosario Musumarra, oltre al Carnevale, aveva pur un’altra passione, quella per gli impianti hifi delle auto. Una passione che lo aveva spinto a partecipare a competizioni nazionali, riuscendo a conquistare posizioni di rilievo. Per due volte, nel 2002 e nel 2004, con il team “Max audio”, aveva raggiunto il titolo di campione italiano “Db drag” (gara che premia l’abilità per produrre il suono e la maggiore pressione sonora all’interno dell’auto).

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La “rinascita” di Giovanna: «La mia odissea col Covid, salva per miracolo»

A due anni dalla guarigione, la testimonianza umana e la gratitudine di una donna tenace

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Ci sono eventi che sembrano trapassati, ma che invece hanno lasciato segni profondi. Di Covid si soffre meno e si parla poco. Eppure, per tante famiglie resta una ferita aperta. Ha provocato morte e sofferenza. E chi ce l’ha fatta, non può fare a meno di gioire alla vita.

La testimonianza di Giovanna Schillaci, una donna di Biancavilla, che ha rischiato tanto a causa del coronavirus, è intrisa di umanità autentica e gratitudine.

«Oggi una data importante per me che non dimenticherò mai. Il 28 gennaio 2021 –racconta Giovanna– inizia la mia lunga odissea. Arriva l’ambulanza a prelevarmi in gravissime condizioni: polmonite bilaterale interstiziale da Covid. La mia vita è in pericolo. Solo un miracolo potrà salvarmi».

«Ed eccomi oggi, dopo due anni con dei segni indelebili e molteplici sofferenze. Ma molto gioiosa e grata, prima a Dio e poi ai medici professionisti che abbiamo nel nostro ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Loro mi hanno curata con dedizione e amore ed oggi sono qui a raccontare la mia terribile disavventura».

Un’esperienza difficile, superata grazie alla struttura sanitaria di Biancavilla, che nell’emergenza fu convertita completamente al trattamento dei malati Covid.

Giovanna non dimentica quei camici bianchi che le sono stati a fianco. E li nomina uno per uno.

«Sono rimasti nel mio cuore e li custodirò per tutta la vita: la Dottoressa Maria Altomare, la dottoressa Martina Paternò, il dottore Salvo Spadaro, la psicologa Dottoressa Graziella Zitelli e la dottoressa Cristina Amato. Hanno messo anima e corpo per salvarmi e farmi ritornare a casa dalla mia meravigliosa famiglia, che non vedeva l’ora di riabbracciarmi e coccolarmi. Ringrazio tutti gli altri medici e infermieri che mi sono stati vicini, facendomi pesare meno la solitudine e il mio calvario. Grazie di cuore a tutti i miei angeli custodi».

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