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Politica

Pogliese condannato per peculato, Bonanno solidale: «Oltre l’amicizia…»

«Sentenza da rispettare, ma i prossimi gradi di giudizio faranno definitivamente chiarezza»

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«Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, rappresenta la speranza di rilancio e rinascita del capoluogo etneo. Lo dico andando ben oltre l’amicizia storica che mi lega alla sua persona».

Lo afferma, in una nota, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno. Il riferimento è alla condanna per peculato, a 4 anni e tre mesi, inflitta dal Tribunale di Palermo nei confronti dell’inquilino di Palazzo degli Elefanti. Sentenza nell’ambito dell’inchiesta sulle “spese pazze all’Ars” che lo ha visto coinvolto nel periodo in cui era esponente del Pdl. Lo stesso Pogliese, per effetto della legge Severino, è stato sospeso dalla carica di primo cittadino.

«La sentenza delle scorse ore –specifica il sindaco di Biancavilla– va certamente rispettata nella convinzione che i prossimi gradi di giudizio faranno definitivamente chiarezza su una vicenda che, ascoltando anche l’immorale sciacallaggio mediatico degli avversari politici, rischia di divenire grottesca».

«Il rilancio di Catania –conclude Bonanno– non si ferma e con esso anche l’autorevolezza di un uomo come Salvo Pogliese che non si è tirato indietro in alcun modo quando è stato chiamato al più grande gesto d’amore per la sua Città: la discesa in campo per concorrere al ruolo di Sindaco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. Massimo

    27 Luglio 2020 at 12:37

    Ma per favore… il rilancio di Catania con Pogliese…

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Politica

Al via il primo cantiere lavoro: in zona “Scala bianca” tute arancione in azione

Parte il primo dei due “cantieri lavoro” finanziati dalla Regione Sicilia nel territorio di Biancavilla

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Al via un “cantiere lavoro” in zona “Scala bianca”. È uno dei due che interesseranno in questi mesi Biancavilla. I finanziamenti sono arrivati dalla Regione e, dunque, senza alcun addebito per le casse comunali.

Gli operai sono già al lavoro in zona “Scala bianca”. Si tratta di quindici unità in tutto che percepivano il Reddito di cittadinanza e che, invece, per i prossimi sessanta giorni saranno occupati negli interventi concernenti il Cantiere. Con loro anche due dirigenti.

«Diamo un’occupazione, in quest’arco di tempo, ad alcuni nostri concittadini – spiega il sindaco Antonio Bonanno – e, al contempo, ripristiniamo un’area che aveva bisogno di diversi interventi. Facciamo tutto questo senza alcun aggravio per il nostro Bilancio grazie al finanziamento fatto arrivare da Palermo».

«I lavori che interessano il cantiere lavoro in zona “Scala bianca” riguardano l’asfaltatura della strada e la pulizia dei canaloni dove scorre l’acqua – interviene l’assessore Nino Finocchiaro -. Da parte nostra, stiamo monitorando gli interventi passo dopo passo».

Nel complesso, gli interventi dei due cantieri impiegheranno 34 persone. Sono quindici operai, un direttore dei lavori e un istruttore per ognuno dei due cantieri. Interventi che rientrano nelle richieste avanzate dall’amministrazione Bonanno alla Regione siciliana che ha finanziato i lavori per un importo di 230mila euro.

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Taglio dei parlamentari, a Biancavilla quasi l’82% dice “sì” al referendum

Ma ai seggi si è recato meno di un terzo degli aventi diritto: 12.666 hanno preferito restare a casa

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

I biancavillesi si sono espressi: quasi l’82% ha detto “sì” al taglio dei parlamentari (oltre 10 punti percentuali sopra il dato nazionale). Il referendum costituzionale ha chiamato al voto 18.430 cittadini di Biancavilla. Ma meno di un terzo degli aventi diritto si è recato ai seggi per esprimere la propria preferenza.

Eppure la chiamata alle urne ha riguardato la modifica della Carta fondamentale della Repubblica con la sforbiciata del numero di deputati e senatori.

Dei 5764 biancavillesi che hanno votato, in 4671 hanno tracciato un segno sul “sì” e 1051 sul “no”. Una scelta netta, benché decisa soltanto dalla partecipazione al voto del 31,28 dell’elettorato biancavillese. Dato al di sotto di quello registrato in Sicilia, che peraltro si attesta come ultima regione d’Italia con un’affluenza del 35,39%.

La campagna referendaria a Biancavilla è stata la più spenta e silenziosa di sempre. Soltanto qualche volantinaggio per il “no” da parte di Alfio Petralia della Camera del lavoro di Biancavilla. Alcuni manifesti sono stati affissi da attivisti del Movimento 5 Stelle, schierato per il “sì”.

Per il resto, la politica ha dimostrato un disinteresse pressoché totale a Biancavilla su questo referendum per il taglio dei parlamentari. Nessun esponente dell’amministrazione comunale né dell’assemblea cittadina si è esposto. Il palco dei comizi è rimasto inutilizzato per tutta la campagna referendaria.

Nonostante la doppia giornata per potere votare, i biancavillesi che hanno preferito restare a casa sono stati 12.666. Quanti si sono recati ai seggi, lo hanno fatto nel rispetto delle misure anti-Covid con mascherine e igienizzante per le mani.

Referendum, la “diserzione” degli scrutatori

È stato un referendum, quello sul taglio dei parlamentari, a Biancavilla, con una bassissima affluenza, che ha reso il conteggio dei voti più semplice e veloce. Un lavoro più sbrigativo per gli scrutatori delle 20 sezioni sparse negli edifici scolastici di Biancavilla. Mai come in questa occasione –va pure annotato per la cronaca– si è verificata un disinteresse anche per ricoprire il ruolo di scrutatore.

Decine di cittadini sorteggiati come scrutatori hanno comunicato la loro rinuncia o non si sono presentati per la costituzione del seggio. Anche qualche supplente ha rinunciato. Il motivo? Paura del contagio da coronavirus, a quanto pare. Ma anche regioni economiche, visto che per un impegno da sabato pomeriggio a lunedì pomeriggio, gli scrutatori percepiranno appena 104 euro.

Tutti elementi –anche questi, oltre all’affluenza– da mettere sul tavole delle riflessioni per analizzare la disaffezione alla partecipazione democratica. Disaffezione che ormai da anni non risparmia neppure la “democraticissima” Biancavilla con le forze politiche sempre più marginali ed incapaci di intercettare e rappresentare istanze e umori dei cittadini.

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