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Politica

Aiuti per chi ha il reddito di cittadinanza, una pensione di invalidità e una partita Iva

Distribuzione dei buoni spesa ad altre “categorie”, le domande devono essere presentate entro il 20 aprile

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La Giunta Bonanno ha deliberato un atto di indirizzo che va a completare la prima tranche di somme elargite dal Governo nazionale per far fronte all’emergenza alimentare scaturita dal Covid 19.

Ad integrazione di quanto già stabilito nella delibera che individuava coloro i quali avrebbero potuto partecipare alla richiesta dei Buoni spesa, vanno aggiunti i percettori di Reddito di Cittadinanza senza altri redditi, i pensionati per invalidità e i possessori di partita Iva che hanno sospeso l’attività a causa della diffusione del coronavirus.

Nello specifico: fino a 200 euro di RdC l’integrazione è di 300 euro (in buoni spesa); tra 201 e 400 euro di RdC l’integrazione è di 200 euro (in buoni spesa); tra 401 e 600 euro di RdC, invece, l’integrazione (in buoni spesa) è fino al raggiungimento della cifra di 600 euro. 

Per i percettori di pensione di invalidità senza altri redditi l’integrazione riconosciuta è di 200 euro (in buoni spesa).

Per i possessori di Partita Iva le cui attività sono state chiuse a seguito dei provvedimenti governativi e regionali per il contenimento del diffondersi del Covid 19, l’integrazione è di 200 euro (in buoni spesa).

Il termine ultimo per la presentazione della richiesta del buono spesa è fissato per il 20 aprile 2020.  Chi rientra in queste tre “categorie” e ha presentato la domanda nei giorni scorsi, questa è da ritenersi valida: non c’è necessità di inviarla di nuovo.

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1 Comment

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  1. Francesco Cantarella

    17 Aprile 2020 at 13:43

    Volevo complimentarmi con l’amministrazione comunale per l’impegno preso con i disabili, redditi di cittadinanza e partite iva. Ricordo però al signor sindaco e a tutti i suoi assessori in bella vista che esistono anche molte persone che aspettano ancora la cassa integrazione da un mese e mezzo e che hanno a casa famiglia e figli come tutti. Francesco Cantarella.

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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