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Buoni spesa con… quelle due firme, dall’opposizione si annuncia battaglia

Polemica pasquale sui nomi di sindaco ed assessore sugli stampati consegnati alle famiglie

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di VITTORIO FIORENZA

Circola su Facebook e su Whatsapp la foto di uno dei “buoni spesa” che il Comune di Biancavilla, attraverso proprio personale ed associazioni di volontariato, sta recapitando alle famiglie.

Piccolo dettaglio: lo stampato, oltre a contenere l’importo, i loghi del Comune e del Dipartimento nazionale di Protezione Civile e la dicitura “Emergenza Coronavirus”, riporta in basso le firme del sindaco Antonio Bonanno e dell’assessore ai Servizi sociali, Vincenzo Amato.

Elementi ritenuti inappropriati e inopportuni, al punto che c’è chi si spinge ad intravedere presunte «modalità da campagna elettorale».

Ma a leggere alcune esternazioni sui social, tra i singoli esponenti dell’area dell’opposizione, c’è pure chi sollecita o annuncia esposti alla magistratura per verificare eventuali irregolarità. Una polemica pasquale a tutti gli effetti.

A Biancavilla Oggi, l’avv. Andrea Ingiulla parla con la sua consueta chiarezza: «Sul piano dell’opportunità, cadono veramente le braccia, è assurdo e non ci sono dubbi su un comportamento da censurare. In queste ore stiamo valutando possibili iniziative, per esempio l’affissione di manifesti. Ma anche un esposto alla magistratura e uno da inviare al prefetto di Catania. Certamente il deputato Anthony Barbagallo presenterà una interrogazione per chiedere di chiarire i fatti, di questo posso già dare conferma».

Alfio Distefano, già candidato e primo dei non eletti della lista “SiAmo Biancavilla”, costola del Pd, sul proprio profilo Facebook, dice la sua, pubblicando l’immagine del “buono” incriminato: «Con fondi del governo nazionale, la nostra cara amministrazione riesce a farsi campagna elettorale tramite buoni pasto. Riescono a sfruttare un periodo così critico, dove molte famiglie non possono comprare beni di prima necessità. In altri comuni giustamente non hanno messo nomi e cognomi. Pazienza, siamo caduti veramente in basso». E aggiunge: «Se ci saranno irregolarità sarà la magistratura a deciderlo. Provvederemo molto presto». Infine, ancora più specifico: «L’esposto sarà fatto e la magistratura deciderà se è lecito tutto ciò».

Nel giro di pochi minuti è arrivata pure una nota ufficiale del Partito democratico, che, pur non accennando a ricorsi alla Procura, esprime «la propria profonda amarezza per l’atteggiamento irrispettoso innescato con la firma, a titolo personale, apposta sui “Buoni Spesa” consegnati dagli Uffici comunali alle sfortunate famiglie di Biancavilla».

E ancora: «Il tutto si manifesta in un clima fortemente preoccupante per evolversi dell’epidemia Covid-19 in tutto il mondo, con l’aggravante che tali somme, destinate al comune di Biancavilla, sono state elargite dal Governo Nazionale a guida del Premier Giuseppe Conte e non provengono da stanziamenti ne comunali ne regionali. Continuiamo ad essere molto preoccupati per la gestione amministrativa biancavillese, che in questi momenti avrebbe bisogno di buona amministrazione e di poco personalismo e manie di protagonismo. Il Sindaco Bonanno farebbe bene a chiedere scusa a tutta la comunità biancavillese per tale atteggiamento eticamente censurabile. Per concludere noi del Partito Democratico di Biancavilla vigileremo affinché le somme destinate al Fondo di Solidarietà alimentare siano destinate alla platea per cui sono nati, e chiederemo conto alla amministrazione comunale di come sono state distribuite le risorse per la tutela delle fasce più deboli».

Il sindaco: «Vedono scandali ovunque»

Aspetti su cui abbiamo chiesto spiegazioni e chiarimenti all’amministrazione comunale. Questa la replica del sindaco Bonanno: «Spiace constatare come una precisa parte politica non faccia altro che strumentalizzare qualsiasi cosa venga fatta dalla mia amministrazione. Ma non sono così ingenuo dal raccogliere queste inutili provocazioni, soprattutto in questi giorni dove siamo impegnati senza un attimo di sosta. Li aspetto, semmai, per dare anch’essi il loro contributo. Vedono scandali ovunque quando avrebbero dovuto raccontare tutta la verità. Ovvero che il Buono pasto viene accompagnato da una lettera che spiega esattamente tutto».

Questa la lettera, consegnata alle famiglie assieme al buono: «Sono giorni difficili nel corso dei quali l’amministrazione e le istituzioni comunali stanno svolgendo un lavoro significativo per tentare di affrontare al meglio quella che rischia di diventare un’emergenza anche alimentare. Questo buono spesa rientra nel primo contributo del Governo assegnato alla Città di Biancavilla e che abbiamo provveduto a ripartire tra coloro i quali ne avevano più di bisogno. È una piccola cosa ma che aiuta ad andare avanti. Il Comune resta a vostra disposizione per qualunque chiarimento o urgenza. Occorre restare tutti uniti: istituzioni, cittadini e famiglie. Perché “siamo tutti sulla stessa barca”. Grazie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Commenti

4 Commenti

  1. Alfredo

    13 Aprile 2020 at 23:13

    Bastava autografare solamente la lettera. Non ha senso metterci il nome per una cosa che non avete realizato. Con voi o senza i buoni pasto arrivavano lo stesso. Bisogna ringraziare il governo Conte. Anzi controllate bene chi sta ricevendo questi buoni. E impossibile che hanno i buoni persone che lavorano e chi ha 250€ di pensione non riceve nulla. Smascherate queste persone e poi dite che siete stati voi a smascherarli. Anche con un artilo con tanto di firma …. Distinti saluti ALFREDO

    • Gaetano

      13 Aprile 2020 at 23:53

      Signor Alfredo, ma lei che è informato di persone che prenderebbero senza avere diritto i buoni, perché non li segnala lei -come dovrebbe fare un buon cittadino- al Comune o ai carabinieri? Purtroppo tutti parlano e fanno blabla ma quando c’è da esporsi, si preferisce l’omertà… Quante storie per due firme. Si tratta di una minchiata colossale su cui l’opposizione, che non ha mai aperto bocca e non ha di meglio da fare, ha voluto ritagliarsi un po’ di visibilità. Io onestamente non gliel’ha avrei data, è solo polemica inutile.

      • Alfredo

        14 Aprile 2020 at 11:15

        Dare tempo al tempo…

        • Gaetano

          14 Aprile 2020 at 14:43

          Sì sì, aspetta e spera… si sollevano polveroni per pura strumentalizzazione politica, nulla di più

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Politica

«Il sindaco ci dica se ci sono le condizioni per stare in maggioranza»

Dopo lo “strappo” in aula, intervento del gruppo “Noi per Biancavilla”: toni amari ma conciliatori

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«Amarezza per quanto accaduto e pieno consenso sulla scelta politica adottata dal consigliere Fabrizio Portale».

Si esprime in questi termini, Nino Finocchiaro, responsabile del gruppo “Noi per Biancavilla”, rappresentato in Consiglio Comunale da Portale. Il riferimento è allo “strappo” verificatosi in aula, quando il consigliere non ha partecipato al voto per la scelta dei componenti biancavillesi per l’assemblea dell’Unione dei Comuni della Val Simeto (Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia e Centuripe). Un voto che, di fatto, ha escluso Portale, preferendo altri tre componenti di maggioranza (Rosanna Bonanno, Giorgia Pennisi e Marco Cantarella), oltre all’unico componente di minoranza, Melissa Pappalardo, eletta di diritto.  

«Tale scelta operata con il consenso del sindaco Antonio Bonanno ha di fatto tradito gli impegni assunti nei riguardi della nostra lista, già esclusa da ogni rappresentanza istituzionale sia in Giunta che in Consiglio Comunale», attacca Finocchiaro, facendo eco alle dichiarazioni già espresse a caldo da Fabrizio Portale a Biancavilla Oggi. Quest’ultimo aveva “avvisato” il primo cittadino di valutare l’uscita dalla coalizione di maggioranza.

La richiesta al sindaco Bonanno

«Chiediamo al sindaco, quale garante degli impegni assunti con la nostra lista e con oltre mille cittadini che l’hanno votata, di conoscere – ribadisce ora Finocchiaro – se sussistono ancora le condizioni politiche che hanno dato luogo all’accordo in sede di campagna elettorale e se ritiene ancora necessaria ed indispensabile la nostra presenza all’interno della maggioranza».

I toni di Finocchiaro sono comunque conciliatori: «Il nostro consigliere, nell’interesse della Città, nonostante il trattamento subito è disponibile a sostenere come ha sempre fatto, tutti gli atti amministrativi che il sindaco e la Giunta Municipale fino ad oggi hanno adottato e adotteranno, previo coinvolgimento sulle scelte importanti per la nostra città. Non si può pretendere che una forza politica possa sostenere l’attività dell’amministrazione comunale, se dovesse persistere un atteggiamento di chiusura e di esclusione sulle scelte che l’amministrazione e la maggioranza che la sostiene compiono nell’adozione degli atti amministrativi».

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