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Cronaca

Indagini a Roma, vittima una donna di Biancavilla: «Ti taglio la gola, ti ammazzo»

Sotto inchiesta è finito l’ex marito, che adesso deve rispondere di maltrattamenti e lesioni personali

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di Vittorio Fiorenza

Le indagini descrivono tutti i contorni di una vita infernale. Con insulti e umiliazioni: «Bastarda, zoccola, stronza». E poi percosse, schiaffi, la testa sbattuta contro il muro. Minacce di morte: «Ora te la faccio pagare, prima o poi ti taglio la gola con un coltello, ti ammazzo, ti uccido». Questo il contesto di violenze e maltrattamenti che emergerebbe ai danni di una donna di Biancavilla.

Sotto indagine è finito l’ex marito, di origini romane, che deve rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia e anche di lesioni personali, visto che in un’occasione, lo scorso gennaio, la donna avrebbe subìto un trauma cranico (con prognosi di 10 giorni), dopo essere stata spintonata violentemente e colpita alla testa.

I fatti sono accaduti a Roma ed è stata la Procura della Capitale a svolgere le indagini. Le carte giudiziarie riferiscono «una serie continua di sofferenze fisiche e morali ed un regime di vita intollerabile». La vittima, in particolare, sarebbe stata esposta alla «incontrollata aggressività dell’uomo derivante da abuso di alcolici».

Le indagini della Procura di Roma sono state formalmente concluse: si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. La donna biancavillese è assistita dall’avv. Pilar Castiglia, mentre l’ex marito è assistito dagli avv. Manuela Acciaroli e David Ficini.

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Cronaca

Aggredisce e minaccia la madre: «Ora t’ammazzo», arrestato un 35enne

Intervento dei carabinieri, a seguito di un’accorata richiesta di aiuto di una donna maltrattata

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La telefonata ai carabinieri è arrivata da una casalinga 63enne. Un’accorata richiesta di aiuto. Ancora una volta, la donna era stata picchiata dal figlio, che pretendeva denaro per l’acquisto di alcol, droga o giocare ai video poker. Immediato l’intervento dei militari: arrestato un 35enne per maltrattamenti contro familiari ed estorsione.

Appena arrivati nell’abitazione, i carabinieri hanno trovato la donna attorniata dai familiari, marito e tre figli, tra cui il 35enne. La donna, che sin dà subito è apparsa emotivamente provata, pur non volendo affidarsi alle cure dei sanitari, nonostante mostrasse i segni delle percosse, soprattutto sulle braccia e sul collo, ha comunque deciso di confidarsi con i militari, raccontando quanto appena accaduto.

Dalla ricostruzione dei fatti, è quindi emerso come il figlio avrebbe da lei preteso l’ennesima somma di denaro, questa volta di 30 euro, che sarebbe riuscito ad ottenere solo dopo averla aggredita. In quel frangente, provvidenziale sarebbe stato l’intervento del padre 70enne, che in difesa della moglie, sarebbe intervenuto bloccando l’uomo.

Il 35enne, a quel punto, soddisfatto, dopo essere uscito per alcune ore, sarebbe rincasato solo in serata, completamente ubriaco, dando il via ad un nuovo litigio. Dopo aver fatto cadere una bottiglia di birra sul pavimento, si sarebbe infatti nuovamente scagliato contro la povera madre, dandole la colpa dell’accaduto. La reazione dell’uomo sarebbe stata minacciosa: «Colpa tua se la birra mi è caduta a terra, ora t’ammazzo». E poi si sarebbe scagliato contro una porta, danneggiandola insieme ad altre suppellettili.

Effettivamente, anche alla presenza dei militari, il 35enne non si è calmato, proseguendo anzi con le minacce alla madre: «Appena torno (dal carcere) t’ammazzo».

La donna aveva già presentato una denuncia nei confronti del figlio per analoghi fatti. Motivo per cui, i carabinieri hanno stavolta arrestato il 35enne, trasferendolo nel carcere di piazza Lanza, a Catania.

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