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Fuori città

Ospiti del “Cenacolo” a quota 1920 m per la festa della Madonna della Neve

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In occasione della festività della Madonna della Neve, una rappresentanza di ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla ha partecipato alle manifestazioni celebrative che si sono svolte presso l’edicola votiva posta vicino l’ex casa cantoniera del Rifugio “Sapienza” sull’Etna.

L’evento, organizzato da ex dirigenti diocesani dell’Azione Cattolica, ogni anno raduna a quota 1920 metri un cospicuo numero di appassionati della montagna ed escursionisti del Cai, che colgono il momento di coniugare la preghiera con la bellezza e la salubrità del paesaggio.

Gli ospiti della struttura biancavillese, in una dimensione di apertura all’inclusione sociale, voluta fortemente dalla direzione amministrativa e sanitaria dell’ente, hanno colto l’occasione per integrarsi con i numerosi partecipanti al momento religioso e vivere una giornata all’insegna del contatto con la natura.

La celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Barbaro Scionti, parroco della Basilica Cattedrale di Catania, è stato uno dei momenti significativi della giornata.

I partecipanti hanno apprezzato molto l’accoglienza loro riservata, unitamente agli ospiti di altre strutture, da parte del sindaco di Nicolosi, Angelo Pulvirenti, nel cui territorio ricade il tempietto dedicato alla Madonna della Neve, la cui prima costruzione risale al 1945 per poi essere ricostruito a seguito di una distruttiva eruzione negli anni ’80 del secolo scorso.

Apprezzata anche la delicata attenzione rivolta agli utenti della comunità terapeutica, accompagnati dall’educatore Filadelfio Grasso, da parte di una delegazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, guidata dal Luogotenente emerito Dr. Giovanni Russo, comprendente il dott. Salvuccio Furnari, l’arch.  Salvatore Di Mauro (organizzatore dell’evento) e altri “cavalieri” e “dame” convenuti anche loro nel luogo di preghiera.

Gli ospiti del “Cenacolo”, dopo una sosta nel piazzale della stazione della funivia, hanno visitato i vicini crateri Silvestri, ammirandone il panorama e l’originale orografia del terreno.

Un piacevole picnic nella lussureggiante pineta di Biancavilla ha concluso l’interessante giornata “religioso-ambientale” costituendo un fattore anche educativo-riabilitativo e terapeutico, svolto oltre i confini di un classico setting.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Utenti del “Cenacolo” e del Dsm alla scoperta del teatro massimo “Bellini”

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Gli ospiti della comunità terapeutica assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla, accompagnati dall’educatore Filadelfio Grasso, e gli Utenti, i familiari e i volontari del Modulo Dipartimentale “Salute mentale” afferenti a gruppi strutturati di Biancavilla, seguiti dall’assistente sociale Annetta Manitta, nell’ambito delle attività culturali ed educative, hanno effettuato, in due momenti distinti, visite guidate al maestoso Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania.

I partecipanti all’iniziativa, varcando per la prima volta la soglia del teatro, sono rimasti affascinati e attratti dalle folgoranti luci, dagli specchi e dal colore rosso porpora degli arredi che adornano gli ambienti.

Le decorazioni dorate e gli affreschi hanno suscitato ancor di più emozioni non immaginabili da provare in quel luogo, non avendo avuto altre esperienze similari.

Gli obiettivi programmati che gli operatori, sia della comunità terapeutica che del Dipartimento, si erano prefissati e raggiunti sono sintetizzabili in due linee di azione specifiche: promozione individuale culturale attraverso la scoperta di un edificio di alto pregio architettonico ambientale e di massima fruizione per la collettività sotto l’aspetto artistico, musicale e lirico-sinfonico; conoscenza e approfondimento della figura dell’architetto Carlo Sada, autore del pregevole manufatto.

L’iniziativa è stata possibile grazie alla disponibilità della direzione del teatro ed alla sensibilità di giovani guide catanesi che hanno condotto i visitatori in un viaggio affascinante in un altrettanto magico luogo.

Arricchente l’intervento del dott. Salvuccio Furnari, cultore dei beni ambientali e monumentali di Biancavilla, che ha evidenziato la radice comune del milanese Carlo Sada, sconosciuto ai più, progettista sia del teatro catanese che dell’elegante e maestoso campanile della Chiesa Madre di Biancavilla.

Salvuccio Furnari, inoltre, si è soffermato su alcune notizie biografiche dell’autore, a 170 anni dalla nascita, evidenziando la lungimiranza di una classe politico-amministrativa ed ecclesiale che a fine Ottocento volle arricchire ed abbellire il centro storico del proprio paese con la costruzione del campanile e la rimodulazione delle facciate delle chiese più importanti.

L’intervento ha suscitato nei presenti l’orgoglio dell’appartenenza alla comunità biancavillese che in tale monumento (“u campanaru”) riscopre la propria identità.

Tale tipologia di iniziative si colloca all’interno di una programmazione tesa a incentivare la crescita culturale dell’utenza, portata avanti con lungimiranza dalla dirigenza del “Cenacolo Cristo Re” e dal Modulo Salute Mentale di Adrano.

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Riconoscimento alla famiglia di Valentina Salamone dal Telefono rosa

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Riconoscimento alla famiglia di Valentina Salamone, la giovane biancavillese uccisa nel 2010 in una villetta di Adrano, da parte del Telefono rosa di Bronte. Un modo per esprimere un «segno di gratitudine per la loro opera di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne».

Nella pergamena assegnata, a firma della presidente Antonella Caltabiano, si legge: «Gli animi forti sono come uragani che non si fermano davanti a nulla. Sono capaci di trasformare il dolore in forza… sono coloro che fanno la differenza».

Presenti i genitori di Valentina, Nino Salamone e Pina Ventura. Il riconoscimento è stato dato nell’ambito del gala per gli “Ambassadors 2019”, in cui l’associazione di Bronte ha conferito le onorificenze e allo stesso tempo ricordato le vittime di femminicidio.

Tra gli “ambasciatori” selezioni c’è il giornalista Simone Toscano, che per il programma “Quarto grado” si è occupato approfonditamente del caso della giovane di Biancavilla, per la cui uccisione la Corte d’assise di Catania ha condannato all’ergastolo Nicola Mancuso.

Oltre a Valentina, “Telefono rosa” ha voluto rendere omaggio alla memoria di Laura Russo, accoltellata nel 2014 a San Giovanni La Punta, Veronica Valenti, accoltellata nel 2014 a Catania, Giordana Di Stefano, accoltellata nel 2015 a Nicolosi con un riconoscimento ai rispettivi familiari.

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