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Cronaca

Ladri “miserabili” entrano in casa, rubati anche i giocattoli del bambino

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di Vittorio Fiorenza

Ignoti che entrano in casa, nella zona dei boschi di Biancavilla, e fanno razzia. Accade di consueto nelle nostre aree di villeggiatura, soprattutto nei mesi invernali. Ma nell’ultimo episodio, avvenuto in contrada “Maio”, i ladri in azione si sono distinti per sfacciata “insensibilità”. Miserabili al punto da portare via persino alcuni giocattoli del figlio dei proprietari.

Gli intrusi hanno rotto il catenaccio dell’ingresso e una volta entrati nell’immobile hanno rovistato nelle stanze. Alla fine della loro “visita” hanno portato via due lumi, un frullatore, uno spremiagrumi e persino una macchina a batteria ed altri giocattoli del bambino.

Miserabili, appunto. «Sono entrati nella mia proprietà, anche se all’interno non c’era alcun oggetto di valore. Ma la cosa che più mi ha creato dispiacere e amarezza –racconta a Biancavilla Oggi il proprietario della casa– è avere visto che sono arrivati al punto di rubare dei giocattoli del bambino. Assurdo. Non sono andato nemmeno alla stazione dei carabinieri perché per un così misero bottino non vale la pena andare a denunciare. Purtroppo denunce di questo tipo cadono nel vuoto».

Un atteggiamento, quello di evitare le denunce per episodi simili, molto diffuso. Eppure portare a conoscenza dei carabinieri anche fatti di questo tipo (per quanto si ritenga un’inutile prassi burocratica) non va sottovalutato. Serve ad azionare l’allarme e non è mai da escludere che incrociare le informazioni provenienti da diverse denunce possa portare ad identificare i responsabili di tali meschinità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Ubriaco non si ferma all’alt, poi inveisce contro i carabinieri: arrestato 48enne

Bloccato dai militari dopo un inseguimento: deve rispondere di minaccia, resistenza ed oltraggio

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I carabinieri della stazione di Biancavilla hanno arrestato il 48enne biancavillese Alfio Sarvà, resosi reponsabile di omessa custodia di cose sottoposte a sequestro, minaccia, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. L’uomo è stato denunciato anche per guida sotto l’effetto di alcol.

I militari, mentre perlustravano le vie cittadine, hanno incrociato una Fiat Punto, il cui guidatore zigzagava pericolosamente, mettendo a repentaglio l’incolumità dei passanti. Azionato il lampeggiante, i carabinieri gli hanno intimato di fermarsi, ma per tutta risposta si è espresso con gestacci, accelerando l’andatura e cercando un’improbabile fuga.

Immediatamente è scattato l’inseguimento che, poi, si è  concluso in via Bernini, quando i carabinieri hanno bloccato la Punto con l’auto di servizio, rendendosi immediatamente conto che l’uomo era visibilmente in preda ai fumi dell’alcol.

Nel corso del preliminare accertamento dei militari è risultato che l’autovettura fermata era già posta sotto sequestro perché utilizzata in assenza della necessaria copertura assicurativa, quindi hanno condotto l’uomo, che continuava ininterrottamente ad inveire contro di loro, presso l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla per essere sottoposto ad alcoltest al fine di determinarne il tasso alcolemico.

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Cronaca

Cede il freno a mano e l’auto “fugge” via, intervento dei volontari della Gepa

Il mezzo, parcheggiato nello spiazzale antistante la chiesa “San Francesco”, si è mosso fino al viale

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Era stata parcheggiata nello spiazzo antistante la chiesa “San Francesco” di Biancavilla. Ma evidentemente il freno a mano non era stato azionato correttamente, così l’auto si è mossa fino a finire al centro della carreggiata di viale Cristoforo Colombo. Per fortuna non c’è stata alcuna conseguenza.

Sono stati alcuni volontari dell’associazione Gepa a notare il mezzo e a riposizionarlo, dopo avere avvertito la proprietaria, che era in chiesa, assieme ad un’altra donna. Pericolo scongiurato, ma la disattenzione poteva costare cara.

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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