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Cronaca

Abusò ragazzo con ritardi mentali Emessa condanna a 4 anni e 8 mesi

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Condanna per Salvatore Neri, insegnante elementare di Biancavilla, per abusi sessuali compiuti nei confronti di un ragazzo (all’epoca dei fatti frequentava l’Istituto Alberghiero di Santa Maria di Licodia) affetto da inferiorità psichica.

L’uomo, 68 anni, è stato arrestato dai carabinieri biancavillesi, in esecuzione di un ordine per l’espiazione di pena detentiva ai domiciliari emessa dal Tribunale di Catania, relativo ad una condanna a 4 anni e 8 mesi 8 di reclusone per reati contro la persona.

Neri, noto a Biancavilla anche per avere svolto in passato attività politica ed avere ricoperto per un breve periodo il ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche giovanili con il sindaco Pietro Manna, era stato posto ai domiciliari nel febbraio 2016, su disposizione della Procura di Catania.

L’ordinanza del Gip del Tribunale di Catania era stata eseguita da personale del Compartimento Polizia Postale di Catania e dell’Arma dei carabinieri.

Le indagini erano state avviate dai carabinieri della stazione di Santa Maria di Licodia dopo avere appreso della presenza sui cellulari di alcuni studenti di immagini che ritraevano la giovane vittima in atteggiamenti intimi Neri.

Il pubblico ministero ha immediatamente ascoltato alcuni dei minori ed altre persone in grado di riferire sui fatti, delegando la Polizia Postale ad ulteriori accertamenti tecnici nonché ad una perquisizione locale ed informatica nei confronti dell’arrestato.

Numerosi e gravi gli elementi probatori emersi che hanno consentito all’autorità giudiziaria di emettere l’ordinanza. Adesso la condanna, che dovrà essere espiata nell’abitazione del docente.

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Cronaca

Aggredisce e minaccia la madre: «Ora t’ammazzo», arrestato un 35enne

Intervento dei carabinieri, a seguito di un’accorata richiesta di aiuto di una donna maltrattata

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La telefonata ai carabinieri è arrivata da una casalinga 63enne. Un’accorata richiesta di aiuto. Ancora una volta, la donna era stata picchiata dal figlio, che pretendeva denaro per l’acquisto di alcol, droga o giocare ai video poker. Immediato l’intervento dei militari: arrestato un 35enne per maltrattamenti contro familiari ed estorsione.

Appena arrivati nell’abitazione, i carabinieri hanno trovato la donna attorniata dai familiari, marito e tre figli, tra cui il 35enne. La donna, che sin dà subito è apparsa emotivamente provata, pur non volendo affidarsi alle cure dei sanitari, nonostante mostrasse i segni delle percosse, soprattutto sulle braccia e sul collo, ha comunque deciso di confidarsi con i militari, raccontando quanto appena accaduto.

Dalla ricostruzione dei fatti, è quindi emerso come il figlio avrebbe da lei preteso l’ennesima somma di denaro, questa volta di 30 euro, che sarebbe riuscito ad ottenere solo dopo averla aggredita. In quel frangente, provvidenziale sarebbe stato l’intervento del padre 70enne, che in difesa della moglie, sarebbe intervenuto bloccando l’uomo.

Il 35enne, a quel punto, soddisfatto, dopo essere uscito per alcune ore, sarebbe rincasato solo in serata, completamente ubriaco, dando il via ad un nuovo litigio. Dopo aver fatto cadere una bottiglia di birra sul pavimento, si sarebbe infatti nuovamente scagliato contro la povera madre, dandole la colpa dell’accaduto. La reazione dell’uomo sarebbe stata minacciosa: «Colpa tua se la birra mi è caduta a terra, ora t’ammazzo». E poi si sarebbe scagliato contro una porta, danneggiandola insieme ad altre suppellettili.

Effettivamente, anche alla presenza dei militari, il 35enne non si è calmato, proseguendo anzi con le minacce alla madre: «Appena torno (dal carcere) t’ammazzo».

La donna aveva già presentato una denuncia nei confronti del figlio per analoghi fatti. Motivo per cui, i carabinieri hanno stavolta arrestato il 35enne, trasferendolo nel carcere di piazza Lanza, a Catania.

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