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Cronaca

Carabinieri fanno irruzione a casa: due armi sequestrate, un arresto

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I Carabinieri della Compagnia di Paternò hanno arrestato il 25enne Salvatore Amato di Biancavilla, poiché ritenuto responsabile di detenzione di arma clandestina, detenzione illegale di armi comuni da sparo nonché munizionamento comune e da guerra.

Gli uomini del Nucleo Operativo, al termine di un’attività info-investigativa, hanno fatto irruzione nell’abitazione del giovane. Dopo la perquisizione sono state rinvenute e sequestrate: una pistola semiautomatica cal. 9 modificata, munita di serbatoio; un’altra pistola semiautomatica a salve cal. 8, priva di tappo rosso, munita di serbatoio; una confezione contenente 14 munizioni cal. 380; due confezioni contenenti complessivamente 60 munizioni cal. 22.

Le armi e le munizioni erano state abilmente occultate nell’intercapedine esistente tra le tegole e la struttura in legno del tetto che le sorregge.

La pistola cal. 9, perfettamente funzionante, nei prossimi giorni sarà inviata agli esperti del Ris di Messina per essere sottoposta ad esami tecnico-balistici che ne potrebbero stabilire l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi. L’arrestato, come disposto dall’autorità giudicìziaria, è stato relegato agli arresti domiciliari.

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Cronaca

Sfruttati 5 tunisini, a Biancavilla rumeno denunciato per caporalato

Paga da fame e persino minacce di morte per i lavoratori impiegati nella raccolta delle arance

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Un “caporale” che sfruttava i lavoratori, anche con minacce di morte. Per queste ragioni, i carabinieri di Biancavilla hanno denunciato un rumeno.

L’uomo avrebbe non soltanto trasportato cittadini extracomunitari nei terreni agricoli del Paternese per la raccolta delle arance. Ma avrebbe pure lucrato sulla loro paga, facendo la cresta sulla quota riconosciuta dalla ditta.

Allargati i controlli alla sua abitazione, i militari hanno scoperto 5 persone tunisine, tra i 22 e i 41 anni, irregolari sul territorio nazionale, anche loro impiegati in lavori in campagna.

Durante l’ispezione, accertato, con il supporto dei tecnici dell’Enel, l’allaccio abusivo alla rete elettrica dell’intero stabile dove alloggiavano i tunisini su indicazione del rumeno, motivo per cui quest’ultimo è stato denunciato anche per furto di energia elettrica.

I lavoratori sono stati, invece, denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale. Emesso, dunque, il provvedimento del questore di Catania per l’espulsione.

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