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Cronaca

Escursionista si smarrisce sull’Etna, soccorso nei boschi di Biancavilla

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Smarrito sui sentieri dell’Etna e ritrovato nei boschi di Biancavilla. Sono stati i finanzieri del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Nicolosi, con l’ausilio di un elicottero del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Catania, a soccorrere, a quota 1960 metri, un escursionista che si era smarrito.

In particolare, l’uomo, che aveva deciso di passare la notte sull’Etna, nelle prime ore della mattinata, riavviandosi verso la propria autovettura, non era riuscito più a trovare il giusto sentiero di ritorno e quindi dopo aver vagato per qualche ora, spaventato e colto dal freddo, ha deciso, alle 05.45 circa, di allertare i soccorsi, chiamando il numero unico di emergenza 112.

La Sala Operativa del 118, ha attivato contestualmente i soccorritori delle Fiamme Gialle di Nicolosi e, per le eventuali esigenze di supporto, il Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Catania.

I Finanzieri hanno immediatamente preso contatti telefonici con l’escursionista per ottenere indicazioni di riferimento utili ad individuare la sua posizione, allertando i volontari del Soccorso Alpino Speleologico Siciliano.

Le ricerche, che si sono protratte per circa due ore, si sono concluse con il ritrovamento del disperso all’interno del demanio Filiciusa Milia nei pressi del Rifugio San Gualberto, nel territorio del comune di Biancavilla.

Per accelerare le operazioni di recupero, atteso che il malcapitato versava in condizioni di ipotermia, i Finanzieri, dopo aver individuato un’area di possibile atterraggio, hanno richiesto l’intervento di un elicottero dei Vigili del Fuoco che, intervenuto sul posto, ha provveduto all’elitrasporto dell’escursionista fino al Rifugio Sapienza, dove il turista è stato affidato alle cure della Guardia Medica lì presente.

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Cronaca

“Ambulanza della morte”, in Appello pena concordata a 13 anni per Scalisi

La sentenza riformula così la condanna a 30 anni, che era stata inflitta in primo grado con rito abbreviato

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Pena ridotta in secondo grado per Agatino Scalisi, uno dei “barellieri” imputati nell’ambito dell’inchiesta “Ambulanza delle morte” a Biancavilla.

La Corte d’Assise d’Appello di Catania (presidente Stefania Scarlata) lo ha condannato a 13 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. È stata così riformata la sentenza di primo grado, che con rito abbreviato, aveva condannato l’imputato a 30 anni di carcere.

In Appello, con un concordato, esclusa l’aggravante del “mezzo insidioso” e riconosciute le attenuante generiche prevalenti sulle aggravanti.

Scalisi, assistito dall’avv. Antonino Tomaselli, era stato indagato dal pm Andrea Bonomo della Procura di Catania – dopo il clamore del servizio de Le Iene con le rivelazioni di Luca Arena – assieme a Davide Garofalo, condannato all’ergastolo in primo e secondo grado, con rito ordinario. Per quest’ultimo procedimento, seguito dall’avv. Turi Liotta, si attende il pronunciamento della Cassazione.

Entrambi gli imputati avrebbero agito – secondo l’accusa – con un’iniezione di aria in vena, uccidendo pazienti terminali appena dimessi dagli ospedali di Biancavilla e Paternò, nel breve tragitto verso casa. Un’azione volta ad accaparrarsi 200-300 euro come “provvigione” sui funerali con il placet di esponenti mafiosi.

Scalisi è stato accusato della morte di una paziente, Maria Giardina. A Garofalo vengono attribuiti i decessi di tre persone: Salvatore Gagliano, Agatina Triscari e Salvatore Cadile. Le vittime sono tutte di Biancavilla.

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