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Editoriali

Il terremoto di “Biancavilla Oggi”: ottobre record, boom di visite e clic

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Le scosse di terremoto e la grande paura. La conta dei danni ed il raduno davanti alle effigi dei santi patroni. La telefonata di Luigi Di Maio al Consiglio Comunale (anticipata proprio da queste pagine) e la successiva visita dello stesso vicepremier. Un susseguirsi di fatti ed eventi, che Biancavilla Oggi ha seguito minuto per minuto, confermandosi un riferimento insostituibile nel panorama giornalistico locale. Non solo notizie e aggiornamenti in tempo reale. Ma anche punti di vista ed approfondimenti esclusivi.

La preferenza di voi lettori per la nostra informazione è stata sbalorditiva. Il mese appena trascorso ha fatto registrare a Biancavilla Oggi un record assoluto di visite rispetto ai quattro anni di presenza online. Un numero di utenti che ha consultato le nostre pagine con un balzo di +25% al confronto con il precedente record, risalente al dicembre 2016. In particolare, la notte del forte terremoto e la giornata del 6 ottobre, in appena 24 ore, il nostro sito ha ricevuto le visite che di solito si registrano in 7-10 giorni di cronaca “ordinaria”.

Risultati strabilianti, possibili grazie alla fiducia che ci riconoscete e che è sempre in costante crescita. Un’ulteriore motivazione per fare meglio e non deludere le aspettative di una informazione al servizio dei nostri lettori. Gli unici padroni che riconosciamo e nei confronti dei quali rinnoviamo la fedeltà al programma editoriale con cui ci siamo presentati nel 2014: essere «L’altra informazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Commento

1 Commento

  1. giampiero

    5 Novembre 2018 at 13:52

    grande servizio per la comunità

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Editoriali

Noi e il post domenicale di Anthony Barbagallo (in attesa di quello di Letta)

Abbiamo scomodato persino il segretario regionale del Partito Democratico: quale onore…

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EDITORIALE

Quando pensi alla storia della Sinistra siciliana ti vengono in mente giganti come Pio La Torre ed Emanuele Macaluso e la loro determinazione coraggiosa contro i vili attacchi della mafia e dei poteri oscuri. Poi, in una fredda domenica di dicembre del 2021, vedi rimbalzare su Facebook un post del segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, in posa con il suo fedelissimo biancavillese Giuseppe Pappalardo (noto per avere mosso i suoi passi politici giovanili con l’azzurro Ottavio Garofalo e cresciuto poi alla corte di Raffaele Lombardo).

Un post in cui il coraggiosissimo Barbagallo –presa una pausa dagli immani problemi isolani– bolla come “vile attacco” un nostro editoriale, che persino scolaretti elementari riconoscerebbero essere un democraticissimo esercizio di libera stampa e libera critica svolto da una testata di provincia. La stessa, Biancavilla Oggi, che ha osato ospitare ed intervistare due pericolosissimi pensatori della portata di Alfio Distefano (presidente del Pd) e Carmelo Mignemi (già candidato sindaco del Centrosinistra).

Il succo di tutta la questione -signore e signori- sta tutto qui. Mignemi, sfacciatissimo, ha svelato ed affermato, in particolare, che i “barbagalliani”, alle ultime Amministrative, abbiano sostenuto quoti quoti Antonio Bonanno (uno di destra, compare di Salvo Pogliese), lasciando inabissare la lista del Pd al 2% (il risultato più misero mai ottenuto da una forza di sinistra in oltre un secolo di storia politica a Biancavilla). Che scoop!

Una roba da super eroi, che umilia la vera comunità delle democratiche e dei democratici di Biancavilla, con cui noi ci sentiamo di condividere memoria, valori e sensibilità. Ma veniamo al dunque, sperando ansiosamente che pure Enrico Letta diventi un lettore e un commentatore di Biancavilla Oggi.

Quando un capo partito sostituisce i militanti con madre, zia, sorella, fratello, cugini, parenti fino al settimo grado, dipendenti e fornitori… Quando frulla la comunicazione politica a quella aziendale (c’è chi crede che il Pd di Biancavilla si sia messo a vendere caldaie)… Quando alla dialettica democratica preferisce alimentare la rissa becera sui social… Quando usa un intero patrimonio politico, piegandolo alla spasmodica e smaniosa rivalsa di sedersi sulla poltrona di primo cittadino… Quando denuncia tutti quelli che lo contestano, chiedendo soldi per risarcimento danni… Quando tenta di soffocare le voci non compiacenti e si scaglia contro un giornale, questo giornale… Allora sì che è tutto chiaro e cristallino.

Siamo di fronte ad uno stile, ad un linguaggio, ad azioni, a tic ed ossessioni che appartengono alla più classica cultura politica di stampo berlusconiano delle origini. Puoi cambiare insegne, etichette, maglie e bandiere, ma l’imprintig non si cancella mai: è proprio vero.

In definitiva, è quando vedi il post domenicale di Barbagallo che realizzi come la modificazione genetica ed antropologica della Sinistra non rappresenti un gravissimo rischio. È semplicemente un fatto già avvenuto.

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