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Cronaca

Scoperti una piantagione di canapa ed 1,5 kg di marijuana già essiccata


Al termine di una prolungata attività d’indagine, i carabinieri, accedendo ad un fondo di contrada San Giovanni, in territorio di Biancavilla, hanno sorpreso un 30enne intento a curare la coltivazione: arrestato e posto ai domiciliari.


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I carabinieri della stazione di Biancavilla hanno arrestato in flagranza un 30enne, già gravato da precedenti di polizia, poiché ritenuto responsabile di coltivazione illecita e detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine di una prolungata attività d’indagine, i militari, accedendo ad un fondo agricolo di contrada San Giovanni, in territorio di Biancavilla, hanno sorpreso l’uomo mentre era intento a curare una piantagione di canapa indiana composta da circa 50 piante, di varia metratura, dotata di un moderno impianto di irrigazione.

Approfondendo l’ispezione dei luoghi, all’interno di un casolare sono stati rinvenuti tre barattoli in vetro contenenti complessivamente 1,5 Kg di marijuana, già essiccata e pronta per essere dosata e posta in vendita, nonché diverso materiale utilizzato proprio dagli spacciatori per confezionare le dosi di stupefacente da piazzare al dettaglio.

La droga e il materiale sono stati posti sotto sequestro, mentre l’arrestato attenderà il giudizio per direttissima agli arresti domiciliari.

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Cronaca

Sfruttati 5 tunisini, a Biancavilla rumeno denunciato per caporalato

Paga da fame e persino minacce di morte per i lavoratori impiegati nella raccolta delle arance

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Un “caporale” che sfruttava i lavoratori, anche con minacce di morte. Per queste ragioni, i carabinieri di Biancavilla hanno denunciato un rumeno.

L’uomo avrebbe non soltanto trasportato cittadini extracomunitari nei terreni agricoli del Paternese per la raccolta delle arance. Ma avrebbe pure lucrato sulla loro paga, facendo la cresta sulla quota riconosciuta dalla ditta.

Allargati i controlli alla sua abitazione, i militari hanno scoperto 5 persone tunisine, tra i 22 e i 41 anni, irregolari sul territorio nazionale, anche loro impiegati in lavori in campagna.

Durante l’ispezione, accertato, con il supporto dei tecnici dell’Enel, l’allaccio abusivo alla rete elettrica dell’intero stabile dove alloggiavano i tunisini su indicazione del rumeno, motivo per cui quest’ultimo è stato denunciato anche per furto di energia elettrica.

I lavoratori sono stati, invece, denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale. Emesso, dunque, il provvedimento del questore di Catania per l’espulsione.

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