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All’ospedale di Biancavilla effettuato il primo prelievo di organi: traguardo storico

L’atto di generosità di una paziente, cui è stata accertata la morte cerebrale, consente ora di salvare altre vite

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Eseguito all’Ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla il primo prelievo multiorgano della struttura. L’intervento ha consentito il prelievo di fegato, reni e cornee da una donna ricoverata nel Presidio ospedaliero, che aveva espresso in vita la volontà di donare gli organi.

«La scelta compiuta dalla donatrice rappresenta un esempio di grande valore civile e umano. Ai familiari desideriamo esprimere vicinanza per il momento che hanno affrontato», sottolinea il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio.

«Questo risultato – prosegue – conferma il percorso di crescita che l’Asp di Catania sta portando avanti nell’ambito della rete donazione-trapianti, ma anche la diffusione di una cultura della donazione sempre più consapevole nel nostro territorio e l’impegno dell’Azienda nel dare il proprio contributo al sistema regionale di donazione e trapianti».

La procedura di donazione è stata seguita dall’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Biancavilla, diretta da Antonio Magrì. Ha collaborato la Direzione medica del Presidio, guidata da Giovanni Bandieramonte, con il supporto del coordinatore locale per i trapianti, Vincenzo Valastro, di Giuseppina Furnari, dirigente medico di Rianimazione, e con il coordinamento del Centro Regionale Trapianti. Fondamentale anche il supporto del personale infermieristico del Blocco operatorio e della Terapia Intensiva, che hanno seguito tutte le fasi della procedura.

«Un percorso di donazione richiede competenze cliniche, organizzazione e piena integrazione tra professionalità diverse – sottolinea il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Giovanni Francesco Di Fede -. Il risultato raggiunto a Biancavilla conferma il livello di maturazione raggiunto dalla rete aziendale nella gestione di procedure ad alta complessità assistenziale. A tutti i professionisti coinvolti va il ringraziamento dell’Azienda per il lavoro svolto e la qualità dell’assistenza garantita».

Una scelta di generosità

Il prelievo multiorgano è stato eseguito da un’équipe specialistica proveniente da Palermo, nell’ambito della rete regionale dei trapianti, mentre il prelievo delle cornee è stato effettuato dagli specialisti dell’UOC di Oculistica dell’Ospedale di Acireale, diretta da Giuseppe Scalia, e del Servizio di Oftalmologia dell’Ospedale di Paternò, guidato da Giuseppe Spina.

L’accertamento della morte e le successive operazioni di prelievo degli organi si sono svolte secondo i protocolli previsti dalla normativa nazionale e dalla rete trapianti. Il collegio medico era composto da Vincenzo Valastro, Giovanni Bandieramonte, Alessandro Bulgari, dirigente medico dell’UOC di Neurologia dell’Ospedale di Caltagirone, e Alessandra Di Maria, tecnico di neurofisiopatologia dell’UOC di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale di Acireale.

La volontà di donare gli organi può essere espressa in vita al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, presso gli Uffici delle Aziende sanitarie, attraverso l’Aido oppure con una dichiarazione scritta datata e firmata. La donazione di organi e tessuti rappresenta una scelta libera e consapevole che può offrire nuove possibilità di cura a molte persone in attesa di trapianto.

Gli elogi del sindaco Antonio Bonanno

Un risultato «reso possibile – evidenzia il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno – dalla professionalità e dal cuore di un’equipe straordinaria che ha affiancato il gruppo di professionisti provenienti da Palermo».

«Questo risultato – ha detto ancora il primo cittadino – non è solo un successo chirurgico. È la prova che il nostro ospedale cresce, si qualifica e assume sempre più rilievo nell’intero territorio provinciale e regionale. Una struttura capace di offrire risposte avanzate, diventando punto di riferimento anche per procedure di altissima specialità come il prelievo di organi a fini di trapianto. A nome di tutta l’Amministrazione comunale e della città di Biancavilla, dico grazie a questa squadra per aver dimostrato che la sanità pubblica del nostro territorio è viva, efficiente e all’altezza delle migliori realtà».

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Istituzioni

Via della Montagna, scatta il limite di 30 km/h: installati nove dossi artificiali

Decisione dell’amministrazione comunale per rendere più sicura l’arteria, spesso teatro di incidenti

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Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via della Montagna, a Biancavilla. L’intervento, disposto dall’amministrazione comunale, prevede una serie di misure per ridurre la velocità dei veicoli e migliore le condizioni di sicurezza lungo l’intero asse viario.

Decisa l’installazione di nove dossi artificiali, collocati in corrispondenza dei punti ritenuti maggiormente critici, e l’istituzione della Zona 30, con la conseguente riduzione a 30 k,/h del limite massimo di velocità.

È inoltre previsto il completo rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali, che verranno realizzati in versione rialzata, con l’obiettivo di aumentarne la visibilità e la protezione per i pedoni.

Alla base della decisione c’è un’istruttoria tecnica che ha evidenziato una situazione ritenuta critica sotto il profilo della sicurezza stradale. Vengono così richiamati la presenza costante di pedoni, il notevole flusso di traffico, soprattutto nelle ore serali, e il verificarsi di diversi incidenti (il più grave, nell’agosto 2023, nel quale perse la vita il giovane Vincenzo Tomasello) o comunque di condizioni che determinano un elevato rischio.

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Fuori città

Itinerari culturali diventano percorsi di terapia per gli ospiti del “Cenacolo”

Gruppo di utenti della comunità biancavillese in visita ai castelli di Motta Sant’Anastasia, Paternò e Adrano

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Nuova attività culturale realizzata dalla Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico del territorio etneo. Protagonista dell’iniziativa, un gruppo di utenti della struttura, accompagnato dagli educatori Filadelfio Grasso e Giulio Restivo, che hanno proposto un’escursione trasformandola in un’occasione concreta di crescita culturale, socializzazione e partecipazione.

Il percorso ha condotto il gruppo alla riscoperta di alcuni dei più significativi castelli della zona etnea. Seguendo la Valle del Simeto e la Piana di Catania, l’itinerario è partito da Motta Sant’Anastasia, per poi raggiungere Paternò, dove il dongione domina la storica collina, e quindi Adrano. I tre maestosi manieri sono stati ammirati, osservati e commentati nelle loro specifiche peculiarità.

A guidare il gruppo nella lettura storica dei luoghi è stato Salvuccio Furnari, cultore di storia del territorio. Furnari ha arricchito il percorso con aneddoti, leggende e approfondimenti storici, accompagnando i partecipanti in un affascinante viaggio nel tempo.

Particolarmente significativo il momento dedicato al castello di Adrano: ha suscitato grande ammirazione e interesse l’allocazione del museo civico intitolato al prof. Saro Franco. Le visite hanno riguardato inoltre il castello-abbazia di Maniace e la fortezza sul mare di Aci Castello.

La cultura come terapia

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di conoscenza dei beni architettonici e culturali presenti nel territorio in cui gli ospiti vivono la loro quotidianità e sviluppano il proprio percorso terapeutico-riabilitativo. In questo contesto, la conoscenza del territorio diventa uno strumento educativo capace di stimolare curiosità, autonomia, relazione e partecipazione attiva.

Le finalità prefissate dal progetto sono state pertanto raggiunte. Favorite la conoscenza e l’acquisizione di nuovi riferimenti storici e architettonici. Offerte agli utenti l’opportunità di vivere il territorio non come una realtà distante, ma come parte integrante della propria esperienza personale e sociale.

L’arricchimento culturale rappresenta, infatti, un importante elemento di crescita, non soltanto individuale ma anche collettiva. Ne è stata una significativa conferma l’esperienza vissuta dagli utenti. Al loro rientro hanno condiviso con entusiasmo quanto appreso e vissuto con gli altri ospiti della struttura, trasformando così l’esperienza individuale in partecipazione comunitaria.

Il direttore generale Giosuè Greco auspica che questo progetto pilota possa rappresentare uno stimolo per le altre agenzie educative, per gli istituti scolastici e per le aggregazioni giovanili del territorio, affinché vengano programmate con sempre maggiore attenzione attività ed escursioni di questo tipo. L’esperienza del “Cenacolo Cristo Re” dimostra, ancora una volta, come la cultura, la conoscenza del territorio e il lavoro educativo possano intrecciarsi efficacemente, creando occasioni di partecipazione, scoperta e crescita condivisa.

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