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«Cimitero, chiedo un maggiore decoro nella confraternita del Ss. Sacramento»

Lettera in redazione su una serie di criticità: appello al governatore e al parroco della chiesa madre

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Sono una cittadina di Biancavilla e volevo sottoporre all’attenzione di Biancavilla Oggi e dell’opinione pubblica lo stato dei luoghi del cimitero di pertinenza dell’Arciconfraternita del “Santissimo Sacramento”. Mi capita spesso di andare a fare visita ai miei defunti e le condizioni generali lasciano a desiderare, soprattutto se confrontate con quelle delle altre confraternite, interessate nell’ultimo periodo a lavori di sistemazione, ristrutturazione e pure di abbellimento. Al di là di interventi straordinari, mi chiedo come sia possibile che non si intervenga nemmeno per piccole e banali manutenzioni.

È da mesi che vedo, per esempio, pezzi di ponteggi in ferro appoggiati su una ringhiera: a che servono? Perché non si rimuovono? Ci sono pareti scrostate, basterebbe un po’ di calce e intonaco: perché nessuno lo fa? Al secondo piano, ci sono mattoni in vetro trasparente mancanti o frantumati in una parte della pavimentazione: sono così da mesi, ma anziché sostituirli si preferisce mettere sopra un “foratino” o ritagli di marmo come “segnale” di pericolo. Da mesi, su una parete di un sottoscala sono appoggiate lastre di marmo: che ci vuole a toglierle? Vi sembra ordinato tenerle lì?

Le caditoie sono piene di escrementi di piccioni e di fiori secchi: ma chi si occupa delle pulizie non le può rimuovere anziché farli accumulare al punto da non permettere il deflusso dell’acqua? Non parliamo poi dei cavi elettrici per alimentare le lampade votive: fili penzolanti tra i loculi, allacci aggrovigliati nastro adesivo alla meno peggio. Ma così si lavora? È tutto a norma? In uno dei due ingressi al piano terra, c’è uno spazio con un ripiano in marmo che sembra essere un accenno di altare. Curatelo, abbellitelo: non ci vuole un architetto. Curate pure le aiuole all’ingresso, anziché lasciare quel verde spennacchiato.

Si tratta di piccole accortezze che darebbero un’immagine più ordinata e decoroso e, allo stesso tempo, maggiore sicurezza per i visitatori. C’è un senso di disordine e superficialità: è evidente. Dispiace e stupisce che non si faccia attenzione ad interventi di così ordinaria amministrazione. Capisco che si tratti della confraternita più grande, ma non è giustificabile questo andazzo.

Faccio appello, quindi, al governatore dell’Arciconfraternita del “Santissimo Sacramento” e al parroco della chiesa madre: fatevi un giro tra i loculi e cominciate dalle piccole cose. Prendete esempio dalle altre confraternite. Per la parte di sua competenza, il sindaco vigili e, se lo ritiene utile, manifesti i suoi richiami. Basterebbe risolvere una criticità al giorno per guadagnare in qualche settimana il decoro necessario. Nel rispetto dei morti che lì riposano e nel rispetto dei vivi che vi fanno visita.

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Cenere dell’Etna, all’isola ecologica prevale il “fate voi” senza nessun aiuto

Un nostro lettore racconta l’esperienza avuta da due utenti al centro di raccolta di via della Montagna

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© Foto Biancavilla Oggi
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Scrivo per evidenziare un’esperienza di una persona che ha avuto problemi all’isola ecologica di Biancavilla. È andata a conferire la cenere vulcanica, accompagnata da una vicina di casa. Il dipende del centro di raccolta ha indicato loro un fusto, dicendo che le buste piene dovevano svuotarle loro stesse.

Così, con non poca difficoltà, le due utenti hanno dovuto spaccare le buste e svuotare il contenuto. Si sono sporcate, hanno respirato la polvere e si sono affaticate con i pesi delle buste. Due persone di una certa età trattare in questo modo!

In altri comuni – mi è stato detto – avrebbero pulito le strade e le buste di cenere sono state raccolte porta a porta. Noi, qui a Biancavilla, invece, abbiamo ancora strade piene di terra espulsa con le eruzioni dell’Etna. Quante persone devono cadere (come, peraltro, è già capitato) affinché vengano pulite?

Girata la segnalazione al Comune, dal municipio si fa sapere che verrà verificata la condotta assunta dal personale del Centro di raccolta di via della Montagna. Quanto alla pulizia delle strade o alla raccolta porta a porta della cenere – viene sottolineato – bisogna fare i conti con i costi, che ricadrebbero comunque sulle bollette dei cittadini.

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Zona “Cicalisi”, quel basolato lavico sconnesso: veicoli finiscono nella buca

Via Paganini, un nostro lettore: «Sono quasi certo che una strada così non si trovi nemmeno in Africa»

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È una questione che riguarda il decoro urbano, ma anche e soprattutto la sicurezza di chi sta alla guida di un mezzo, soprattutto a due ruote. Strade dissestate e con buche: a Biancavilla non c’è una via che non presenti criticità, a prescindere che il manto stradale sia fatto di bitume, mattoni o basolato lavico.

L’ultima delle segnalazioni dei nostri lettori ci arriva dalla zona “Cicalisi”, a pochi passi dal plesso elementare “San Giovanni Bosco”: buche profonde sul basolato completamente sconnesso.

«Volevo segnalare – leggiamo nel messaggio recapitato alla nostra redazione – una situazione di pericolo presente ormai da anni. Ma adesso in maniera consistente in via Nicolò Paganini, inizio di via Sandro Botticelli. Sono quasi certo che una strada così non si trovi nemmeno in Africa. Mentre fotografavo, una macchina vi è andata dentro con le imprecazioni giustificate dell’automobilista. Mi chiedo se ci finisse dentro uno dei nostri baldi e audaci centauri motorizzati cosa succederebbe».

AGGIORNAMENTO

Su intervento del Comune, la basola è stata sistemata. Una riparazione veloce, un rattoppo. Il fondo dell’intera arteria resta in condizioni non ottimali.

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