Politica
La sfida di Mignemi per Biancavilla: «Ci metto faccia, cuore e anima»
Tre liste a suo sostegno: Biancavilla 2.0, SiAmo Biancavilla ed il Pd (unico simbolo di partito presente in questa tornata elettorale). Carmelo Mignemi, riferimento dell’area Sammartino, si presenta con questo equipaggiamento politico per concorrere alla corsa della sindacatura nel centro etneo.
«La mia candidatura, a differenza di altre, nasce a Biancavilla e non in sedi catanesi, io ci metto la faccia, il cuore e l’anima», assicura, parlando con i giornalisti nel comitato elettorale vicino al plesso Marconi («lo stesso che ci ha portato fortuna in tante battaglie elettorali di successo»).
Sposato e padre di due figli, coordinatore infermieristico presso l’Istituto oncologico mediterraneo di Viagrande, Mignemi è stato consigliere comunale dal 2008 al 2013 tra le fila del Centrodestra. I dettagli del programma elettorale saranno comunicati nelle prossime settimane.
Questione primaria riguarderà –indica Mignemi– l’offerta sanitaria nel territorio che passa attraverso l’apertura del nuovo plesso ospedaliero “Maria Santissima Addolorata”, a condizione che i servizi vengano potenziati. In quest’ottica, Mignemi pensa all’attivazione di «un partenariato con l’Asp di Catania per la creazione di ambulatori oncologici, una sorta di front-office per la prevenzione e lo screening».
Seguiranno altri obiettivi di programma, sintetizzati in 10 punti. «Certo è –sottolinea Mignemi– che indicheremo punti essenziali e soprattutto proposte che si possono realizzare e mantenere. Prenderemo quanto di buono è stato già costruito dall’amministrazione uscente, completeremo i progetti in corso e daremo il nostro contributo “insieme per un futuro migliore”».

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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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Alba
1 Maggio 2018 at 18:58
Uno nelle file di destra…si candida con la sinistra…praticamente per la poltrona..come glorioso…prende di buono le cose fatte dell’amministrazione uscente..glorioso…praticamente il nulla…si stanno mobilitando per parenti ed amici per le poltrone ma soprattutto per non fare un cazzo…Aime…Biancavilla è messa male ma troppo male…