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Elezioni politiche del 4 marzo, incontro di Symmachia e Ad Maiora

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A Villa delle Favare, un incontro promosso dalle associazioni Symmachia e Ad Maiora sugli ingranaggi della nuova legge elettorale, che disegnerà gli assetti di Camera e Senato, nelle elezioni del prossimo 4 marzo.

È stata una conversazione informale, ricca di spunti di riflessione e di una significativa partecipazione di giovani di Biancavilla e Adrano.

Rosario Di Grazia, dottore di Ricerca in Giurisprudenza, e Ludovico Vitale, dottore in Giurisprudenza, hanno illustrato le principali differenze rispetto alle leggi elettorali precedenti e, attraverso alcune slide, hanno mostrato le opzioni di voto ammesse dalla legge.

Diverse le domande poste dai giovani, soprattutto sulle peculiarità del nuovo sistema elettorale: i collegi uninominali, le liste bloccate e il voto disgiunto che è vietato dalla legge.

«È una legge elettorale complessa, di difficile interpretazione ma che presenta alcune migliorie rispetto al Porcellum – hanno spiegato Di Grazia e Vitale – i cittadini si ritroveranno due schede in cui scegliere un “pacchetto completo”, cioè votare una lista prescelta significa votare pure il candidato uninominale, senza possibilità di voto disgiunto e senza dover scrivere il nome di candidati. Non ci sarà premio di maggioranza e non ci saranno liste bloccate lunghe: nella scheda ci saranno i nomi di non più di quattro candidati per lista”.

Ad introdurre i lavori sono stati i presidenti di “Symmachia” e “Ad Maiora” rispettivamente Calogero Rapisarda e Gessica Floresta: «Ci siamo accorti che sono tanti i cittadini che non sanno come si vota, da qui è nata l’esigenza di realizzare quest’incontro per chiarire i tanti dubbi di una legge complicata. La grande partecipazione di giovani ci spinge a continuare su un percorso comune con idee e progetti che attueremo insieme nelle prossime settimane, pure su altri temi».

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Biancavilla ricorda Paolo Borsellino a 30 anni dalla strage che segnò l’Italia

Piantato un albero di ulivo, simbolo di speranza: «Il profumo della libertà contro il puzzo dell’indifferenza»

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Trent’anni fa la strage di via D’Amelio. Trent’anni dalla barbara uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Biancavilla ha ricordato quell’evento -succeduto alla strage di Capaci- che ha segnato la storia della nostra Repubblica.

In piazza Falcone e Borsellino, dove si trova il monumento cittadino dedicato ai due magistrati antimafia, è stato piantato un albero di ulivo come simbolo di pace e di speranza.

«Ciascuno di noi ha il dovere di coltivare la memoria per 365 giorni l’anno», ha detto il sindaco Antonio Bonanno, affiancato dall’assessore all’Educazione civica, Enza Cantarella. Con loro, una parte del clero biancavillese, il comandante della stazione dei carabinieri, Fabrizio Gatta, e la presenza di tanti giovanissimi biancavillesi. Soprattutto ragazzi dei grest parrocchiali e dei gruppi di boy scout.

«Ricordare Borsellino 30 anni dopo la strage vuol dire -ha sottolineato Bonanno- far memoria di come egli incarnò alla perfezione la figura del servitore dello Stato che lottava per l’affermazione della legalità. Alla stessa maniera del suo amico Giovanni Falcone. Grazie a Paolo Borsellino, l’Italia comprese che la lotta alla mafia non doveva essere una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale che deve coinvolgere le giovani generazioni».

«Per questa ragione -ha evidenziato il sindaco- è stata particolarmente significativa la presenza di tantissimi ragazzi».

Due di loro hanno letto brevi passi dei discorsi che Borsellino pronunciò durante gli incontri con i giovani: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Alla fiaccolata di Palermo in fascia tricolore

In serata, il primo cittadino ha partecipato a Palermo alla fiaccolata in ricordo di Borsellino. Lo ha fatto indossando la fascia tricolore, in rappresentanza di tutta Biancavilla.

«Da anni -ha ricordato- partecipo a questo appuntamento per testimoniare la stima nei confronti di Paolo Borsellino che ha dato la vita (assieme a lui 5 agenti della scorta) per affermare legalità e giustizia in tutta Italia. Partecipare alla fiaccolata da sindaco mi rende ancora più orgoglioso. So, infatti, di onorare la memoria di un grande magistrato rappresentando tutta la mia comunità che attinge a quei valori per i quali Borsellino ha lottato».

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