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Cronaca

Carabinieri di Biancavilla in azione: arresti, denunce e perquisizioni


Due arresti per evasione, tre soggetti denunciati, venti perquisizioni domiciliari e 42 persone identificate. Sono i numeri del servizio di controllo del territorio effettuato nei giorni scorsi dai carabinieri della stazione di Biancavilla.


 

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Due arresti per evasione, tre soggetti denunciati, venti perquisizioni domiciliari e 42 persone identificate. Sono i numeri del servizio di controllo del territorio effettuato nei giorni scorsi dai carabinieri della stazione di Biancavilla, in collaborazione con i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Paternò.

A finire in manette, ancora una volta, è stato il 59enne Alfio Ricceri, in esecuzione di un provvedimento restrittivo in carcere emesso dal Tribunale di Catania. L’uomo si era reso responsabile di evasione in più occasioni – l’ultima volta il 28 marzo scorso. Una condotta che ha determinato l’aggravamento della misura detentiva: adesso è stato rinchiuso nel carcere catanese di Piazza Lanza.

Analoga attività dei carabinieri nei confronti del 39enne romeno Gheorghe Zamfir. Arrestato anche lui in esecuzione di un provvedimento restrittivo in carcere emesso dal Tribunale di Catania. Evaso dai domiciliari lo scorso 12 aprile, adesso è stato trasferito a piazza Lanza.

Nel corso dei controlli dei militari, denunciate tre persone, tra le quali una donna, per furto aggravato. Ognuna di queste, come accertato dai militari e dai tecnici dell’Enel, aveva allacciato il contatore elettrico privato alla pubblica illuminazione. Nello stesso contesto operativo sono state, infine, eseguite 20 perquisizioni domiciliari ed identificati 42 individui.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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