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Cronaca

Un altro imprenditore collabora: scatta il blitz antiracket “Reset”


Emesse sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. La nuova operazione è stata condotta dai carabinieri e segue di quattro mesi il blitz “Onda d’urto”, che fu innescato dal titolare di un’agenzia di pompe funebri. 


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Da sinistra: Carmelo Vercoco, Vincenzo Monforte, Alfio Muscia, Angelo Girasole, Alberto Gravagna e Alfio Petralia

C’è una seconda “puntata” dell’operazione “Onda d’urto” eseguita a Biancavilla dai carabinieri lo scorso dicembre. Un’ulteriore appendice, denominata “Reset”, dell’attività investigativa della Procura Distrettuale di Catania che ha portato ora a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. L’attività è stata realizzata all’esito di articolata indagine, nell’ambito della quale un altro imprenditore, costretto da diversi anni a pagare  somme di denaro a titolo di “protezione”, ha collaborato con le forze dell’ordine, confermando il già grave quadro indiziario.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale,  ha emesso i provvedimenti nei confronti dei sei soggetti bancavillesi, tutti appartenenti alla criminalità organizzata, e gravemente indiziati in ordine al reato di estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso. Nello specifico i destinatari sono stati Carmelo Vercoco, 44 anni, Vincenzo Monforte, 31 anni (già coinvolto nell’operazione “Onda d’urto”), Alfio Petralia, 40 anni, Alfio Muscia, 39 anni, Angelo Girasole, 41 anni, ed Alberto Gravagna, 32 anni.

I provvedimenti cautelari tengono conto -come detto- di una lunga e complessa attività  d’indagine nei confronti di appartenenti al vecchio clan, attivo nel comune di Biancavilla e considerato articolazione della famiglia catanese “Santapaola-Ercolano”. I riscontri investigativi svolti, caratterizzati anche da attività tecniche di intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre a riprese video, hanno permesso di ricostruire minuziosamente l’azione estorsiva, e di evidenziare i ruoli e le dinamiche del gruppo.

L’indagine, svolta a quattro mesi di distanza dall’operazione “Onda d’Urto”, evidenzia ulteriormente una vicinanza dell’ Arma dei Carabinieri alla cittadinanza di Biancavilla ed evidenzia la serrata attività volta a infrangere il muro del silenzio ancora presente nella provincia catanese.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria gli arrestati sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Catania Bicocca, ad esclusione di Monforte, già recluso nel carcere di  Siracusa.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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