19092019GOODNEWS:

Furto di vini pregiati a Taormina, arresti a Biancavilla e ad Adrano

Il colpo fu messo a segno lo scorso anno nel noto locale “Tiramisù” di Taormina. Seguì anche la richiesta di un riscatto perché il proprietario potesse riottenere le 200 bottiglie per un valore di 40mila euro. 

 

Carabinieri della compagnia di Taormina, assieme ai colleghi di Paternò, in azione alle prime luci dell’alba a Biancavilla e ad Adrano per eseguire tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari emessi dal Gip di Messina per i reati di furto aggravato in concorso e tentata estorsione sempre in concorso.

Le persone coinvolte sono Salvatore Santangelo, classe 1978, residente ad Adrano, e Alfio Petralia e Antonino Nicosia (quest’ultimo già noto alle cronache di qualche anno fa), rispettivamente classe ’69 e ’91, entrambi residenti a Biancavilla.

L’operazione, denominata “Tiramisù”, nasce nel maggio 2016, quando ignoti, col viso coperto da passamontagna, danneggiato il lucchetto di ingresso e il sistema di videosorveglianza, presero d’assalto nella notte il noto ristorante “Tiramisù” di Taormina, rubando circa 200 bottiglie di vini pregiati per un valore di 40mila euro.

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Da sinistra, Salvatore Santangelo, Alfio Petralia e Antonino Nicosia

Le modalità usate per commettere il reato erano estremamente violente: la vetrina che proteggeva i vini, mandata completamente in frantumi, il sistema d’allarme sradicato dal muro e lanciato, per essere annullato, all’interno di un bidone contenente dell’acqua, il lucchetto e la porta laterale sinistra distrutti. Il locale era stato completamente messo a soqquadro e quasi distrutto.

Gli autori, peraltro, non avevano esitato a richiedere il pagamento di un riscatto, minacciando, in caso contrario, la distruzione dell’intera refurtiva: il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno” applicata alla ristorazione di qualità.

In seguito alla denuncia sporta dal proprietario, i militari iniziavano un’intensa indagine che portava presto all’individuazione dei tre soggetti arrestati.

Le indagini consentivano di accertare come il mandante del colpo fosse Santangelo, mentre gli altri erano stati materiali esecutori: Petralia, in particolare, era il palo e l’autista dell’autovettura utilizzata per caricare e trasportare la refurtiva. Il primo ora è rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza, mentre gli altri due sono stati posti ai domiciliari.

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