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I braccianti del Sifus rivendicano la “riconferma delle giornate lavorative”

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di Vittorio Fiorenza

Assemblea di braccianti agricoli nella sala consiliare del Comune di Biancavilla organizzata dal Sifus. L’organizzazione sindacale guidata da Maurizio Grosso è impegnata in una serie di incontri nel Catanese per una campagna di rivendicazioni a favore dei lavoratori.

Tra queste, quella di più stretta attualità riguarda la cosiddetta “riconferma delle giornate lavorative”. Un meccanismo di garanzia che il Sifus vorrebbe reintrodotto. Consentirebbe ai lavoratori, nel caso di impossibilità a lavorare per cause indipendenti da loro (per esempio condizioni meteo avverse), di beneficiare, da un punto di vista assistenziale e contributivo, delle giornate accumulate nell’anno precedente.

Ecco perché, secondo il sindacato, è da considerare “monca” la richiesta (avanzata al governo Gentiloni e alla Giunta Crocetta) di calamità naturale dovuta alle gelate che hanno colpito le campagne siciliane, fino a danneggiare i frutti e a fare schizzare i prezzi al mercato.

Se alla stessa non viene legata questo meccanismo a tutela dei lavoratori (100mila siciliani, di cui quasi il 30% in provincia di Catania), gli unici beneficiari saranno le aziende.

Altre rivendicazioni del Sifus sono «una efficace lotta contro il lavoro nero e il riconoscimento del lavoro bracciantile quale usurante ai fini pensionistici».

Nei prossimi giorni, annuncia Maurizio Grosso, il Sifus incontrerà una rappresentanza di deputati regionali e, il mese prossimo, i parlamentari nazionali.

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Politica

Antonio Bonanno rinuncia all’aumento del proprio “stipendio” di sindaco

Notevole risparmio per il Comune: la scelta ricadrà in automatico pure su tutti gli amministratori

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Una legge regionale ha aumentato le indennità di funzione dei sindaci. Un atto che ricade, a cascata, anche sugli altri amministratori (vicesindaci, assessori, presidenti del Consiglio Comunale e consiglieri).

A Biancavilla, però, il primo cittadino ha rinunciato a tale aumento di “stipendio”. Antonio Bonanno lo ha già formalmente comunicato al segretario generale. Gli uffici comunali, quindi, sono tenuti al calcolo delle “spettanze”, così come finora è avvenuto, senza ulteriori carichi per l’ente.

«La mia decisione –spiega Bonanno– è coerente con il mio primo atto da sindaco. Appena insediato, tagliai del 30% le indennità del sindaco e degli amministratori».

Il risparmio economico per il Comune di Biancavilla è in via di definizione da parte degli uffici competenti. Certo è che si tratta di somme non di poco rilievo.

«Gli effetti della rinuncia –sottolinea ancora Bonanno– portano a un notevole risparmio. L’aumento delle indennità dei sindaci ridetermina, infatti, anche il compenso massimo mensile percepibile dagli assessori, dai consiglieri comunali e dal presidente del Consiglio Comunale. Per le regioni a statuto speciale, come la Sicilia, gli aumenti sono a carico degli enti interessati. Graverebbero, cioè, sulle casse del Comune di Biancavilla e questo non possiamo permettercelo».

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