Politica
Il Gruppo misto fa marcia indietro ma il Partito democratico mette il freno

di Vittorio Fiorenza
La scelta del gruppo misto di votare le variazioni di bilancio ha una valenza politica, ma non necessariamente avrà ripercussioni sulla composizione della Giunta comunale. In estrema sintesi, è il ragionamento del segretario del Pd di Biancavilla, Giuseppe Milazzo, dopo l’ultima seduta consiliare, che ha registrato il voto favorevole anche dei consiglieri Grazia Ventura, Vincenzo Chisari, Dino Furnari e Salvatore Giuffrida.
Una svolta clamorosa, visto che da mesi i quattro seguono una linea di intransigenza e rigore contro la coalizione del sindaco Glorioso, al punto da chiedere l’azzeramento della Giunta per farne una tecnica. Ecco perché il loro improvviso cambio di rotta ha destato perplessità trasversali e indignazione dal Centrodestra. Possibile adesso che vogliano un proprio assessore in Giunta? Un aspetto su cui il Pd frena.
«La scelta del Gruppo Misto di votare con la coalizione di maggioranza è “unilaterale”, non c’è stato nessun passaggio di chiarimento rispetto ai mesi scorsi», puntualizza il segretario Milazzo. «Se tale voto –continua– significa una richiesta di reingresso in maggioranza, questa dovrà essere discussa e approfondita, così pure l’eventuale progetto futuro che “essi” dicono di voler già condividere». Ad ogni modo, mette le mani avanti Milazzo, «ci conforta che tale determinazione, così come dichiarato e ribadito dagli stessi, sia avvenuta senza richieste di cariche di governo o istituzionali».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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Anna
25 Novembre 2016 at 13:01
Che gente inutile, non gliene frega nulla dei Cittadini. Sanno solo farsi I cavoli propri. Quanto siamo caduti in basso .E mi dispiace per il dott Furnari,: vai a fare il tuo lavoro,la politica non e’ cosa per te
santino
23 Novembre 2016 at 17:27
l’incoerenza dilaga in Consiglio comunale, neppure la capacità di mantenere ferma una posizione, ma la spina dorsale dove ce l’hanno questi 4?io resto allibito