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Auto in fiamme in via Tutte Grazie: è il terzo episodio in un paio di anni

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Il fumo che ha avvolto via Tutte Grazie a causa dell’incendio

di Vittorio Fiorenza

Non sono stati trovati contenitori o tracce di liquido infiammabile che possano autorizzare a parlare con certezza di incendio doloso. Certo è, però, che l’auto andata in fiamme in via Tutte Grazie fa salire ad almeno tre gli episodi che in un paio di anni interessano i mezzi dello stesso proprietario (una guardia giurata), nello stesso punto della strada e in ore serali o notturne.

I vigili del fuoco del distaccamento di Adrano che sono intervenuti sul posto si sono ritrovati davanti a fiamme che hanno interessato la parte anteriore del veicolo, una Lancia Libra, e un nuvolone di fumo in tutta la strada, traversa di viale Europa. I danni che ha riportato l’auto, comunque, non sono stati gravissimi. Sono intervenuti pure i carabinieri.

Il proprietario del mezzo ha sostenuto che le fiamme si siano sprigionate a causa di un cortocircuito. Ai militari, tuttavia, non è sfuggito il dettaglio che anche in altre recenti occasioni, in via Tutte Grazie si è presentato lo stesso scenario ai danni della stessa persona. Ecco perché i carabinieri mantengono alta l’attenzione, considerando i fatti nella loro sequenza e senza sottovalutare alcuna ipotesi.

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Cronaca

Violenza sessuale su una donna di Biancavilla: 4 anni di carcere al marito

Sentenza del Tribunale di Catania a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza di genere

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La bloccava con il peso del proprio corpo, rendendola inerme, e la costringeva ad atti sessuali non consenzienti. Episodi ripetuti, intervallati da minacce, mortificazioni, umiliazioni. «Sei una stupida puttana, sei di mia proprietà», le diceva.

Un vero e proprio inferno nascosto tra le quattro mura di casa con sedie e tavoli scagliatile addosso. E poi calci, pugni e schiaffi, fino a rendere necessario il ricorso alle cure mediche per edemi e contusioni al volto.

Vessazioni che una donna di Biancavilla ha subìto per anni, fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare il marito. I fatti, protrattisi tra il 2013 e il 2015, sono stati ricostruiti attraverso le indagini del sostituto procuratore Fabio Regolo. Nella fase iniziale, imposti all’uomo l’allontanamento da casa ed il divieto di avvicinamento.

Poi il processo, davanti la quarta sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Eliana Trapasso. Nel corso di un’udienza, una delle figlie ha testimoniato a sostegno della madre. La sentenza è arrivata adesso, a ridosso di questa Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Un verdetto che condanna l’uomo ad una pena di quattro anni e due mesi di reclusione, oltre alle spese processuali, per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Stabilita una provvisionale di 10mila euro. In sede civile, da quantificare la somma esatta per il risarcimento dei danni patiti dalla vittima.  

Il caso della donna biancavillese (da tempo lontana dal marito), assistita dall’avv. Pilar Castiglia, è arrivato al primo grado di giudizio. Ma tante altre vittime non hanno lo stesso coraggio e la stessa determinazione di affidarsi alla giustizia. Troppi abusi, aggressioni, minacce e umiliazioni che devono essere scoperchiati. Solo con la denuncia si può interrompere il vortice di relazioni pericolose. Va ribadito sempre il valore della denuncia, oggi più che mai, in questa giornata che ci ricorda come la violenza di genere resti un fenomeno diffuso e da contrastare anche a Biancavilla.

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