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Cronaca

Due episodi di stupro e minacce: allontanati dal giudice due uomini

Casi distinti seguiti dal centro Calypso: dalle denunce emergono dettagli choc di violenza e persecuzione

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di VITTORIO FIORENZA

Ancora episodi di violenza e maltrattamenti nei confronti di donne a Biancavilla. Ancora una volta è il centro Calypso a farli emergere con l’assistenza legale del suo presidente, l’avv. Pilar Castiglia, che ha ottenuto specifici provvedimenti giudiziari: l’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento con l’avvertimento che le misure, se violate, possono aggravarsi.

E ancora una volta è Biancavilla Oggi a raccontare e a denunciare pubblicamente fatti che vedono protagonisti uomini violenti, spesso insospettabili e con un’immagine e una condotta formalmente irreprensibile.

Due casi diversi, due distinte misure cautelari prese dai Giudici per le indagini preliminari Giuliana Sammartino e Anna Maggiore del Tribunale di Catania, dopo avere esaminato le richieste dei pm e i fascicoli di indagine sulle querele di due donne biancavillesi.

In un caso, una moglie ha denunciato il marito per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personale. Nell’altro caso, un’altra donna ha accusato il suo ex convivente di minacce.

Il copione sembra lo stesso di quello di tante altre vittime di uomini incapaci di relazionarsi, di amare, di rispettare, se non attraverso calci, pugni, umiliazioni, insulti e minacce. Ed è ancora più triste che in queste due storie ci sono di mezzo anche dei figli.

Il marito violento e manesco
Secondo quanto riportato nel provvedimento del giudice Sammartino, l’uomo, 53enne, costringeva la moglie, con cui era sposato da trent’anni, ad atti sessuali contro il suo volere, con il proprio peso le bloccava il corpo, rendendola inerme, mentre procedeva a sfilarle l’intimo.

L’uomo, in base alle accuse, era solito inveire contro la moglie: «Sei una stupida puttana, sei una brutta “scunchiuduta”, sei di mia proprietà, sei una creatina».

Referti medici, poi, mostrerebbero pure gli effetti di calci, pugni, schiaffi. Nella denuncia si fa riferimento a presunti tradimenti dell’uomo e a relazioni con donne conosciute via Facebook tramite falsi profili.

Il pm che ha seguito il caso ha chiesto per l’uomo la custodia in carcere, ma il giudice ha ritenuto che al momento siano sufficienti le misure di allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla moglie entro 100 metri.

L’ex convivente persecutore
Divieto di avvicinamento disposto dal giudice Maggiore pure per l’accusato dell’altro caso. Lui è un 26enne, originario del Calatino, sotto indagine per minaccia e violazione di domicilio. Lei, la vittima, è di Biancavilla.

Il giovane già in passato era stato ai domiciliari per maltrattamenti, sequestro di persona e stalking, reati per i quali aveva patteggiato una pena a due anni di reclusione ed ora pende un ricorso in Cassazione. Dopo un periodo di tranquillità, però, nuove azioni. In un’occasione, si è persino arrampicato fino al primo piano del cognato e da qui si è introdotto nella casa dell’ex convivente, al punto che sono intervenuti pure i carabinieri.

Avrebbe minacciato anche il padre di lei: «Vengo lì, ammazzo te e la tua famiglia, spacco il portone, prendo tua figlia e me la porto via». Da qui, il divieto disposto dal gip nei confronti del giovane di avvicinare non soltanto la sua ex convivente ma anche i familiari della donna.

Agli atti risulta anche una denuncia del 26enne contro questi per minacce. Ma il giudice non gli ha dato alcuna credibilità, vista l’assenza di riscontri e soprattutto i fatti precedenti.

© RIPRODUZIONE RISRERVATA

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Cronaca

Rissa tra biancavillesi e adraniti: denunciati in 8 (di cui 5 minorenni)

L’episodio, risalente allo scorso novembre, è avvenuto in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina

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La mega rissa era avvenuta a Biancavilla, lo scorso novembre, in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina. Adesso i carabinieri della stazione di via Benedetto Croce hanno concluso le indagini. L’esito? Denunciati in 8 per rissa aggravata. Aspetto sconcertante è che tra questi ci sono 5 minorenni. Due adraniti, di 16 e 21 anni, in particolare, devono rispondere anche di porto di armi od oggetti atti ad offendere, perché hanno partecipato con una mazza da baseball e un bastone di legno.

Era il 20 novembre 2023 quando una chiamata al 112 ha segnalato una zuffa tra ragazzi. All’arrivo della pattuglia, sulle panchine vi era soltanto un gruppo di giovani intenti a parlare pacificamente. Tutti avevano negato di aver litigato con alcuno.

I carabinieri non hanno lasciato correre. Hanno acquisito le immagini di videosorveglianza della zona, consentendo di individuare le targhe delle auto parcheggiate nella piazza. Si è risaliti così ai proprietari, tre dei quali di Adrano.

Convocati in caserma, i tre si sono presentati accompagnati dai figli minorenni, le cui dichiarazioni hanno fatto emergere come la lite avesse coinvolto un gruppo di ragazzi di Biancavilla e di Adrano, senza un apparente motivazione.   

Man mano che i Carabinieri hanno acquisito nuovi dettagli sulle dinamiche dell’evento e hanno individuato e ascoltato i testimoni oculari dei fatti, il quadro indiziario nei confronti degli 8 indagati è poi divenuto sempre più chiaro. I militari hanno anche comparato fotogrammi estrapolati dai file video della rissa e le fotografie dei profili social dei partecipanti.

Tra questi, in particolare, anche 2 minorenni di Adrano, che avevano già avuto problemi con la Giustizia per reati contro la persona e contro il patrimonio, mentre tutti e 3 i maggiorenni coinvolti sono risultati essere pregiudicati per vari reati, tra cui porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.

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