Connettiti con

Cronaca

Bimba di 5 anni ferita in un incidente, soccorsa dai giocatori del Biancavilla

Pubblicato

il

auto-a-bordo-della-quale-viaggiava-la-piccola-salvata-dai-giocatori- del-biancavilla

L’auto su cui viaggiava la piccola (Foto Tempostretto)

Piove a dirotto sulla Messina-Catania, si verifica l’incidente con una carambola che coinvolge tre auto, il bilancio è di sette feriti, la più grave una bambina di 5 anni di Comiso. A prestare i primi soccorsi sono stati i giocatori del Biancavilla, mentre erano in viaggio per andare a disputare un’amichevole. Sono stati loro, come informa il quotidiano “Tempostretto” di Messina, a prestare i primi aiuti alla piccola:

A soccorrerla ed estrarla dalle lamiere contorte dell’auto, dove era rimasta intrappolata, sono stati i giocatori del Biancavilla, che si stavano recando allo stadio Bacigalupo per disputare una partita amichevole con lo Sporting Taormina. Con loro c’era il tecnico, Nicola Basile. Si sono tutti prodigati per dare aiuto. Su tutti Giuseppe Carbonaro, ex calciatore professionista, adesso al Biancavilla. Sono stati gli stessi atleti a trasportare la bimba all’Ospedale S. Vincenzo di Taormina, dove sono stati prestati i primi soccorsi. Poi il trasferimento al Policlinico, nel capoluogo peloritano. I giocatori sono rimasti in contatto con i genitori, che non smettono di ringraziarli per quanto fatto.

Pur essendo ancora in prognosi riservata, le condizioni della piccola però sembrerebbero migliorare.

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

Pubblicato

il

È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili