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Turi Ventura, a dieci anni dalla morte: un’indimenticabile maschera comica

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di Vittorio Fiorenza

Dieci anni senza Turi Ventura. Tanto è passato dalla morte dell’attore amatoriale, protagonista di applauditissimi spettacoli teatrali dialettali con la compagnia “Quattro soldi”.

Scomparso nel 2005 all’età di 46 anni a causa di un malore improvviso, Turi Ventura, operaio edile, cominciò ad avvicinarsi alla recitazione in occasione di un corso serale presso la scuola media “Luigi Sturzo”.

Cimentandosi in commedie di autori locali ricche di comicità, nelle quali ogni biancavillese si riconosceva con i suoi difetti, le sue caricature, i suoi limiti, ma anche le sue virtù, Turi Ventura riusciva ad incarnare l’’anima autentica dei suoi compaesani. Quasi un’analisi sociologica del biancavillese medio. Lo faceva con autoironia e saggezza. E per questo i biancavillesi lo amavano.

Biancavilla Oggi lo vuole ricordare così, a dieci anni dalla scomparsa, con questa gallery di immagini tratte da alcune sue commedie al teatro comunale “La Fenice”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Da Biancavilla in direzione Catania: l’assurda calca sul vagone della Fce

Un’immagine eloquente inviataci da una nostra lettrice su come si viaggia sulla Circumetnea

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© Foto Biancavilla Oggi

Niente assembramenti, restrizioni sugli orari nei locali, regole su distanziamento, mascherine da indossare. D’accordo, serve a ridurre le occasioni di contatto e diffusione del coronavirus. Ma resta un aspetto critico ed irrisolto: quello dei trasporti pubblici. Un ‘esempio? La calca sulla Fce da Biancavilla verso Catania.

La foto che pubblichiamo è eloquente. Una nostra lettrice di Biancavilla l’ha inviata alla nostra redazione. «Mando delle foto di stamattina scattate in littorina. Ore 7, un solo vagone per Catania».

È venerdì mattina del 16 ottobre, ma è così tutti i giorni. Studenti e lavoratori pendolari si recano alle fermate della Ferrovia Circumetnea in attesa del treno diretto a Catania, passando per i vari paesi. Ognuno è diretto a scuola o in ufficio. C’è chi prende la littorina per andare in strutture pubbliche.

Questo è lo scenario: calca sul vagone. Viaggiatori ammassati occupano tutti i posti e gli spazi del corridoio. Nonostante portino tutti la mascherina, il contatto è troppo stretto. Comprensibile la preoccupazione. Eppure, c’è chi non può fare a meno del trasporto pubblico. In primis, gli studenti ma non soltanto loro. E quella foto della calca sulla littorina Fce, che da Biancavilla porta a Catania, fa una certa impressione. Soprattutto in un contesto -come quello delle ultime ore- in cui i contagi sono in aumento anche nel nostro comprensorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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