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Parchi gioco devastati: l’opposizione chiede sistemi di videosorveglianza

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Devastazione al parco “Diritti dell’infanzia”, che affianca via Maria Santissima Addolorata

Parchi gioco devastati con atti vandalici. Una distruzione ai danni di strutture comunali fruite dai bambini. A Biancavilla si verificano sempre più spesso. Di contro, non si sono mai avute notizie di controlli mirati o sanzioni elevate dalla polizia municipale. Un cortocircuito che, da una parte mostra la diffusa inciviltà e, dall’altra, l’assenza di un’autorità comunale che sappia svolgere il proprio compito.

In questi giorni, Biancavilla Oggi ha mostrato e documentato con video e foto lo stato pietoso in cui sono ridotti piazza “Martiri d’Ungheria” (il servizio di Tva non ha bisogno di ulteriori commenti) e il Parco “Diritti dell’infanzia” (vergogna: nemmeno l’intitolazione si riesce a fare rispettare).

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Ecco piazza “Martiri d’Ungheria”: cittadini incivili, Comune assente

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Si chiama parco “diritti dell’infanzia”, ma qui i bimbi giocano tra i rifiuti

Si tratta di due casi. Ma in realtà situazione analoghe si ripetono spesso in altri angoli di Biancavilla.

Di fronte all’incapacità di prevenire e reprimere tali episodi, i consiglieri di opposizione hanno protocollato una mozione per impegnare l’amministrazione Glorioso ad installare un sistema di videosorveglianza nelle piazze dotate di area gioco per bambini: piazza Falcone-Borsellino, piazza Sgriccio, parco “Diritti dell’infanzia”, piazza “Martiri d’Ungheria”.

«Riteniamo opportuno installare degli impianti di videosorveglianza –spiega il consigliere Mauro Mursia di Forza Italia– nei parchi giochi che sono soggetti a frequenti atti vandalici, al fine di evitare un continuo dispendio economico da parte del Comune, dovuto alla continua manutenzione, e al fine di poter garantire la sicurezza e l’incolumità dei bambini e delle persone che li frequentano».

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Politica

«Il sindaco ci dica se ci sono le condizioni per stare in maggioranza»

Dopo lo “strappo” in aula, intervento del gruppo “Noi per Biancavilla”: toni amari ma conciliatori

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«Amarezza per quanto accaduto e pieno consenso sulla scelta politica adottata dal consigliere Fabrizio Portale».

Si esprime in questi termini, Nino Finocchiaro, responsabile del gruppo “Noi per Biancavilla”, rappresentato in Consiglio Comunale da Portale. Il riferimento è allo “strappo” verificatosi in aula, quando il consigliere non ha partecipato al voto per la scelta dei componenti biancavillesi per l’assemblea dell’Unione dei Comuni della Val Simeto (Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia e Centuripe). Un voto che, di fatto, ha escluso Portale, preferendo altri tre componenti di maggioranza (Rosanna Bonanno, Giorgia Pennisi e Marco Cantarella), oltre all’unico componente di minoranza, Melissa Pappalardo, eletta di diritto.  

«Tale scelta operata con il consenso del sindaco Antonio Bonanno ha di fatto tradito gli impegni assunti nei riguardi della nostra lista, già esclusa da ogni rappresentanza istituzionale sia in Giunta che in Consiglio Comunale», attacca Finocchiaro, facendo eco alle dichiarazioni già espresse a caldo da Fabrizio Portale a Biancavilla Oggi. Quest’ultimo aveva “avvisato” il primo cittadino di valutare l’uscita dalla coalizione di maggioranza.

La richiesta al sindaco Bonanno

«Chiediamo al sindaco, quale garante degli impegni assunti con la nostra lista e con oltre mille cittadini che l’hanno votata, di conoscere – ribadisce ora Finocchiaro – se sussistono ancora le condizioni politiche che hanno dato luogo all’accordo in sede di campagna elettorale e se ritiene ancora necessaria ed indispensabile la nostra presenza all’interno della maggioranza».

I toni di Finocchiaro sono comunque conciliatori: «Il nostro consigliere, nell’interesse della Città, nonostante il trattamento subito è disponibile a sostenere come ha sempre fatto, tutti gli atti amministrativi che il sindaco e la Giunta Municipale fino ad oggi hanno adottato e adotteranno, previo coinvolgimento sulle scelte importanti per la nostra città. Non si può pretendere che una forza politica possa sostenere l’attività dell’amministrazione comunale, se dovesse persistere un atteggiamento di chiusura e di esclusione sulle scelte che l’amministrazione e la maggioranza che la sostiene compiono nell’adozione degli atti amministrativi».

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