Connettiti con

Chiesa

Il vecchio governatore del Rosario che diede spazio e fiducia ai giovani

Pubblicato

il

A Pasqualino Scandura, scomparso all’improvviso all’età di 82 anni, si deve nel 2003 quel ricambio generazionale all’interno dell’Arciconfraternita custode del “Cristo alla colonna”, che contagiò poi tutte le altre congregazioni. 

 

pasqualino-scandura-confrate-del-rosarioL’Arciconfraternita Maria Santissima del Rosario di Biancavilla accoglie con tristezza la notizia della scomparsa di Pasqualino Scandura, e si stringe alla famiglia in questo momento così difficile.

Eletto governatore a gennaio del 1999, resse la confraternita fino al dicembre 2003, per ben cinque anni.

A lui si deve l’apertura della confraternita del Rosario – con non poche perplessità degli altri confrati e delle altre confraternite – all’ingresso di circa venti giovani che per primi aderirono ad una confraternita biancavillese dopo decenni di oblio.

In confraternita è stato sempre schietto nel dibattito interno e proiettato al rinnovamento. Era devoto al Cristo alla colonna e fino all’ultimo ha sostenuto i “suoi” giovani confrati nell’opera di cambiamento iniziata a partire dal 2008 quando, grazie anche a lui, quei giovani – in un primo tempo ammessi solo come “confrati onorari” – sono diventati effettivi e parte integrante.

Indimenticate da parte di Dino Laudani, Nino Pastanella, Alfredo Catalfo e Rino Marino le lunghe chiacchierate di quell’ottobre 2003, quando per la prima volta, nel suo salone da barbiere (ormai ritrovo di amici) a piazza Collegiata, gli chiesero di entrare nella confraternita. Lui – ottimista e orgoglioso di quell’interesse per la “sua” confraternita – non poté che dire un sì convinto e necessario per un ricambio generazionale mai avvenuto prima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiesa

Suor Cristiana da Biancavilla scrive a Papa Francesco, il Vaticano le risponde

La clarissa del monastero “Santa Chiara” indirizza al Santo Padre due precise richieste

Pubblicato

il

Una lettera indirizzata a Papa Francesco per sottolineare l’importanza degli Angeli Custodi e del buon umore. Una lettera firmata da suor Cristiana Scandura del Monastero “Santa Chiara” di Biancavilla. Parole dolci a cui il Vaticano ha risposto, assicurando la benedizione del Santo Padre.

Suor Cristiana si è rivolta al Papa «con la confidenza di una bimba piccola che sa di essere compresa e amata teneramente dal Padre suo e che perciò è sicura di potergli palesare i desideri che ha nel cuore».

«Desidero dirLe che mi piacerebbe tanto –ha specificato la clarissa biancavillese– che fosse divulgata maggiormente la devozione ai nostri Santi Angeli Custodi, che ben se lo meritano per tutto il da fare che gli diamo, ma che forse oggi sono un po’ trascurati. Pensavo concretamente all’indizione di un anno santo in loro onore o a qualsivoglia altra iniziativa (mi sembra che non sia mai stata emanata un’enciclica sugli Angeli) che permetta ai cristiani di attenzionare di più questo prezioso dono che il Signore ci ha fatto».

«L’importanza del buon umore»

Ma non è soltanto questo il motivo per cui suor Cristiana ha indirizzato la sua lettera a Papa Francesco. «L’altro motivo per cui Le scrivo è questo. Mi piacerebbe tanto –specifica ancora– che si aggiungesse alle 7 opere di misericordia spirituale, un’ottava opera: quella della gioia o del buon umore, intendendo con ciò la capacità, certamente attinta nel Signore, di regalare anche un semplice sorriso a chi ci sta accanto».

Nota per la sua ironia che spesso applica in contributi video che condivide tramite Whatsapp e pubblicati da Prospettive (l’organo di informazione dell’Arcidiocesi di Catania), suor Cristiana Scandura spiega le ragioni di questa richiesta: «Tale desiderio nasce dal fatto che da qualche anno constato che nella nostra società si sta smarrendo la capacità di sorridere e di stupirsi delle cose semplici e dalla speranza di promuovere l’impegno di vivere e promulgare il Vangelo della gioia».

La risposta dalla Segreteria di Stato

Le sue parole sono arrivate in Vaticano. Ed ora, da Roma, su carta intestata della Segreteria di Stato- Prima sezione “Affari generali”, mons. L. Roberto Cona ha inviato una lettera di risposta. Di seguito il testo.

«Con cortese lettera del 23 dicembre scorso, Ella ha voluto indirizzare al Santo padre Francesco espressioni di filiale gratitudine e, rendendolo partecipe della propria devozione agli angeli, ha unito alcuni graditi omaggi. Riconoscente per i sentimenti che hanno suggerito tale gesto, Sua Santità assicura il suo ricordo nella preghiera e, mentre invoca su di lei, sulle consorelle e sulle persone care, per l’intercessione della Beata Vergine Maria, grazie e consolazione divine, per un rinnovato impegno nella diffusione della conoscenza e dell’amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, volentieri imparte l’implorata benedizione apostolica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili