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C’erano una volta i comunisti, la Madonna tra falce e martello

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È il mese dedicato alla Madonna e anche nella sede della sezione “Palmiro Togliatti” del Pci ha fatto tappa l’icona di Maria Santissima dell’Elemosina. Un’immagine assurda, ridicola o segno del cambiamento dei tempi? Certo è che dissolve un’epoca: i “compagni” si sono davvero estinti.  

 

di Vittorio Fiorenza

L’icona della Madonna dell’Elemosina nella sede del Partito Comunista di Biancavilla. Un’immagine, basta questa sola immagine, per dissolvere un’epoca e mandare in archivio il Novecento. Assurda, ridicola, blasfema o segno del cambiamento dei tempi. Giudicatela come volete, ma questa è stata la scena che si è presentata oggi pomeriggio.

Nel mese dedicato alla Madonna per il tradizionale giro nelle case e nei luoghi pubblici, una tappa dell’icona bizantina è stata proprio nella sede della sezione “Togliatti”. Al seguito del quadro sacro, un piccolo gruppo di fedeli e padre Pino Salerno, prevosto di Biancavilla. Inevitabile il momento di preghiera, osservato anche dagli anziani “compagni” biancavillesi.

«Non ci sono colori politici, tutti siamo figli di Dio», ha spiegato padre Pino, affianco all’icona di Maria Santissima dell’Elemosina, sovrastata dai simboli della Falce e Martello.

Tra imbarazzi e stupori, l’ultimo baluardo comunista rimasto a Biancavilla è stato “invaso” così dai ferventi cattolici devoti della Vergine Maria.

Nei muri della storica sede del partito, tappezzata con qualche manifesto che ricorda le imprese spaziali di Yuri Gagarin della “Grande Madre Russia”, fanno ancora sfoggio certi ritratti in bianco e nero del secolo scorso. Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Che Guevara, Enrico Berlinguer e Pio La Torre sembravano guardare inorriditi da tutt’altra parte. Ma è stata soltanto un’impressione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 Commenti

4 Commenti

  1. Salvo Diolosà

    9 Maggio 2015 at 21:46

    Da Salvo Diolosà: si sono venduto un oltre secolo di storia. La religione è l’oppio dei popoli. Un comunista non può mai accettare l’esistenza di Dio. La rivoluzione la volete fare con l’ostia consacrata? Ma all’assurdo, a Biancavilla, non c’è mai limite. Comodisti, non comunisti. Chiudete quella sezione e fategli una cappella.

  2. Antonio Nicolosi

    9 Maggio 2015 at 21:42

    E questi sono comunisti? Da strapazzo, mi fate ridere… Comunisti da sagrestia… ahahahahaha

  3. inotropismo

    7 Maggio 2015 at 17:37

    anche per i comunisti c’è speranza !

  4. Karl Marx

    6 Maggio 2015 at 22:44

    Sono stati in giunta con il Pdl e hanno appoggiato Glorioso al ballottaggio, quando due settimane prima ne avevavo dette di tutti i colori. Cosa vi aspettate dai finti-comunisti di Biancavilla? La rivoluzione? ahahahahahahahahahaha

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A caccia del virus: 1766 test in due giorni, scoperti a Biancavilla 25 contagiati

Tamponi alla popolazione scolastica e agli ospiti del “Cenacolo”, l’incidenza dell’infezione è risultata dell’1,4%

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di VITTORIO FIORENZA

È stata una vera e propria “caccia” al virus. Due giorni intensi che a Biancavilla hanno permesso di effettuare test anti-Covid nei locali esterni del Centro Operativo Misto. Il metodo scelto è stato quello del “drive-in”: persone in fila e prelievi alle narici senza scendere dalle proprie auto.

Le squadre dell’Usca (Unita Speciali di Continuità Assistenziali), in maniera del tutto gratuita, hanno sottoposto a tamponi “rapidi” 1766 persone. Un campione considerevole che ha fatto emergere la positività al virus in 21 casi: 18 adulti e 3 bambini. A questi se ne sono aggiunti altri 4, non residenti a Biancavilla.

Si tratta di alunni, insegnanti, personale scolastico e genitori che hanno dato volontariamente la loro disponibilità, dimostrando senso civico. Lo screening ha interessato pure 161 persone ospitate nelle strutture dell’Opera Cenacolo Cristo Re: qui soltanto una persona ricoverata è risultata positiva, a dimostrazione della grande attenzione del personale e della direzione.

Sui 25 soggetti risultati contagiati è stato effettuato immediatamente il test molecolare per un’indagine virale più accurata ed una ulteriore conferma, che arriverà a giorni. Ad ogni modo, adesso sono in isolamento. Una misura che permetterà di evitare così di arginare la diffusione de virus e l’infezione di altre persone, soprattutto in ambito familiare e scolastico. Dettaglio non da poco se si considera che le scuole riapriranno regolarmente, dopo lo stop imposto con un’ordinanza del sindaco.

L’incidenza del contagio al coronavirus, su un campione così considerevole, è stato quindi dell’1,4%. «È certamente un ottimo dato che conferma, mi preme ribadirlo una volta ancora, l’opportunità delle contromisure prese nelle ultime settimane. Insomma, cominciamo a raccogliere i frutti della azioni messe in campo», ha commentato il sindaco Antonio Bonanno.

Volendo fare una stima di massima del contagio sull’intera popolazione biancavillese, applicando la quota dei tamponi positivi rivelati in questi due giorni, è facile ipotizzare che a Biancavilla le persone a che avrebbero contatto il coronavirus potrebbero essere oltre 300. Un numero basso o elevato? Certo è che ha un potenziale sulla lievitazione dell’infezione virale da non sottovalutare. Per questo, è necessario seguire tutte le precauzioni di distanziamento e protezione individuale.    

Quello effettuato a Biancavilla è il primo screening programmato in tutta la Sicilia, in 112 comuni, e predisposto dall’assessorato regionale alla Salute. È stato il commissario del team Covid dell’Asp di Catania, Pino Liberti, ad inserire Biancavilla, su richiesta del sindaco Antonio Bonanno.  

«È giusto rendere merito alla preparazione, competenza e sensibilità dimostrata dai medici intervenuti», sottolinea Bonanno. «Hanno apprezzato l’organizzazione della due giorni, dimostrando una grande attenzione nell’affrontare il momento. Fantastici i bambini: in alcuni casi, forse anche più coraggiosi degli adulti!».

Una macchina organizzativa che ha coinvolto apparati del Comune con il coordinamento dell’assessore alla Protezione civile, Francesco Privitera, affiancato dal funzionario Alfio Santangelo. E i gruppi di volontariato delle associazioni cittadine che hanno assicurato ancora una volta il loro prezioso contributo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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