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Mozione in Aula: «Ok alla donazione degli organi sulla carta di identità»

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Proposta del Centrodestra presentata al Consiglio Comunale per incentivare l’alto gesto di altruismo. Lo consente una legge del 2010, mai presa in considerazione.

 

di Vittorio Fiorenza

Esprimere l’assenso alla donazione degli organi attraverso una dichiarazione da riportare nella propria carta di identità. Tanti comuni italiani hanno adottato questa soluzione per incentivare il semplice, quanto nobile gesto di solidarietà umana. In tal senso non si è ancora mossa, però, l’amministrazione comunale di Biancavilla.

Così, al Consiglio Comunale è stata depositata una mozione dai consiglieri del Centrodestra per impegnare la giunta, se approvata, a «predisporre ogni atto idoneo al fine di introdurre nelle attuali procedure di rilascio e rinnovo dei documenti di identità o in qualsiasi momento un Cittadino ne faccia richiesta, la registrazione della volontà del cittadino alla donazione degli organi».

Non solo: la proposta mira anche a «predisporre, in concerto e mediante l’Assessorato alla Salute della Regione, un protocollo d’intesa con il Sistema Sanitario Nazionale, per la trasmissione delle adesioni raccolte, nel Sistema Informativo Trapianti del Ministero della Salute».

Si tratta di una possibilità, quella dell’utilizzo del documento di riconoscimento per tale fine, consentito dal Decreto Milleproroghe del 2009, convertito in legge nel 2010, ma mai a Biancavilla presa in considerazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Lanza Dino

    31 Marzo 2015 at 23:58

    Ma quindi basta che uno vada in comune a fare richiesta e gli applicano un timbro (o simili)?! oppure bisogna richiedere una nuova carta?

    • Cittadino

      1 Aprile 2015 at 12:40

      Si tratta di una proposta che deve essere ancora discussa in Consiglio Comunale. Le modalità saranno decise successivamente.

      • Lanza Dino

        2 Aprile 2015 at 0:26

        Speriamo venga approvata…

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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