Connettiti con

Cronaca

Rissa nella zona delle giostre, «Uno aveva anche un coltello»

Pubblicato

il

rissa-giostre-sberno

Il momento dell’intervento di una pattuglia dei carabinieri

di Vittorio Fiorenza

Rissa tra la folla, nella zona delle giostre del quartiere Sberno, a Biancavilla. Secondo diverse testimonianze, alcuni ragazzi, dopo qualche parola di troppo, sono passati alle mani. E pare che nella disputa sia anche uscito fuori un coltello. La ressa e la confusione a fare da sfondo alla lite.

Ai carabinieri, in effetti, è arrivata la segnalazione di una rissa, ma quando sono arrivati sul posto, i militari della stazione di Biancavilla non hanno notato nulla di strano perché probabilmente i protagonisti della vicenda si erano già dileguati. Oggi, comunque, nessuno si è presentato in caserma per eventuale querela di parte.

Già in serata, tuttavia, è stato un susseguirsi di voci ed ognuno aggiungeva un elemento, un dettaglio in più. C’è chi riferisce di un ragazzo ferito ad una mano e chi dell’intervento dei carabinieri, costretti addirittura a sparare alcuni colpi di pistola in aria per sedare gli animi. Voci incontrollate, ma infondate e quindi non confermate dal comando della compagnia dei carabinieri di Paternò, che pur avendo saputo della lite in zona Sberno, non ha poi riscontrato notizie oggettive.

L’accaduto, per quanto ridimensionato rispetto alle voci, ripropone la questione della sicurezza e delle esigenze di ordine pubblico in una festa che, anno dopo anno, assume sempre più i caratteri di un evento di massa, caotico e disordinato, difficile da controllare e gestire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

Pubblicato

il

È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili