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«Esulta, o Chiesa», applaudito il concerto per padre Pino Salerno

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La corale della basilica, diretta da Filedelfio Grasso, con padre Pino Salerno

È stato presentato nella basilica “Maria Santissima dell’Elemosina” di Biancavilla “Esulta, o Chiesa”. È stato un concerto di canti sacri tratti dalla Messa omonima per Assemblea, coro a tre voci miste e organo, composta da Filadelfio Grasso e dedicata al prevosto, padre Pino Salerno, nel 25esimo anniversario del suo sacerdozio.

Ha eseguito i brani la corale polifonica della basilica. All’organo, Vincenzo Benina, al violino Giovanni Cucuccio, al sax contralto Salvatore Scarfalloto, alla tromba Emanuele Bellocchi e ai timpani Alessandro Rapisarda.

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Un momento del concerto

Numerosa e qualificata la partecipazione del pubblico, che ha apprezzato i nuovi canti che sono stati pubblicati a cura della parrocchia.

Il prevosto, don Pino Salerno, ringraziando i coristi, gli strumentisti e il direttore.

E ha anche sottolineato che la presenza di una Schola Cantorum all’interno della parrocchia è di notevole importanza.

Importante sia per il servizio che rende costantemente alla liturgia e alle funzioni che si svolgono in basilica e all’esterno che per il fatto di rappresentare un punto di aggregazione giovanile, sano e coinvolgente.

«Il mio giubileo sacerdotale – ha dichiarato don Pino – vuole essere una festa in onore del sacerdozio, della vocazione alla vita consacrata a Dio. Sia quindi un modo per attirare a Cristo e alla vita sacerdotale nuovi giovani coraggiosi ed entusiasti».

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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