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Cronaca

Blitz “Report”, il Tribunale del riesame rimette in libertà Alfio Giuffrida

L’avv. Turi Liotta: «Abbiamo sostenuto l’insussistenza dei gravi indizi di reità e l’inesistenza di ragioni cautelari»

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di VITTORIO FIORENZA

Alfio Giuffrida torna in libertà. L’imprenditore edile di Biancavilla, coinvolto nell’inchiesta antimafia “Report” condotta dalla Guardia di finanza di Catania e coordinata dalla Dda, era stato posto ai “domiciliari”. Su istanza del suo legale, l’avv. Turi Liotta, il Tribunale del riesame di Catania, ha annullato l’ordinanza di custodia domiciliare.

«Abbiamo sostenuto sia l’insussistenza dei gravi indizi di reità del reato contestato, sia l’inesistenza di ragioni cautelari», viene sottolineato dalla difesa.

Le motivazioni della decisione della quinta sezione penale del Tribunale etneo, presieduta dal giudice Ignazia Barbarino, saranno depositate entro 45 giorni.

Giuffrida, persona incensurata, è incappato nell’inchiesta – che ha portato a 18 arresti e ad una quarantina di indagati – in una serie di circostanze per il recupero di un credito derivante dall’esecuzione di lavori in un locale di Catania.

All’imprenditore biancavillese vengono contestati fatti riferiti al periodo tra il dicembre 2017 e il febbraio 2019. Episodi, ricostruiti con intercettazioni ambientali e telefoniche, che lo vedono coinvolto con gli indagati Girolamo Brancato (esponente del clan “Laudani”) e Antonino Puglisi.

Agli arresti domiciliari da metà dicembre, l’imprenditore biancavillese riacquista adesso la sua libertà e affronterà, così, gli sviluppi e le tappe del procedimento penale scaturito dall’operazione “Report”.

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Cronaca

Condanna a 8 anni e 6 mesi per traffico di droga: arrestato a Biancavilla

L’uomo, catanese di 46 anni, ritenuto esponente dei “Sardo”, articolazione del clan “Cappello-Bonaccorsi”

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Sono stati i Carabinieri della Stazione di Biancavilla ad arrestarlo: Salvatore Boncaldo, 46 anni, catanese. I militari hanno così eseguito un ordine per la carcerazione emesso dal Tribunale di Catania.

L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari nella comunità “Sentiero speranza” di Biancavilla, è stato condannato dai giudici etnei a 8 anni e 6 mesi di reclusione.

Il reato commesso è associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Fatti commessi a Catania nel periodo che va da ottobre 2013 a giugno 2014, nelle vesti di appartenente al gruppo criminale dei “Sardo”, articolazione del clan mafioso dei “Cappello-Bonaccorsi” di Catania.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Enna.  

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