Istituzioni
Carabinieri, in congedo dopo 35 anni di servizio il magg. Roberto Rapisarda
Tra gli incarichi ricoperti nella sua lunga carriera, quello di comandante della stazione di Biancavilla
Fu alla guida della stazione dei carabinieri di Biancavilla per quattro anni, durante i quali si è distinto per il rapporto instaurato con i cittadini e le diverse realtà sociali. Al suo periodo di servizio si legano diverse attività (dalle operazioni “Onda d’urto”, “Reset”, “Città blindata” ai fatti e alle violenze della “fiera del bestiame”). «Io, un carabiniere tra la gente», il titolo dell’intervista rilasciata nel febbraio 2019 a Biancavilla Oggi, in occasione del suo trasferimento ad altro incario.
Adesso, compiuti 60 anni di età, il Maggiore Roberto Rapisarda ha concluso il proprio servizio attivo nell’Arma dei Carabinieri, ponendo termine a un percorso professionale lungo oltre trentacinque anni, contraddistinto da dedizione, elevata professionalità e profondo senso delle istituzioni. Il suo ultimo incarico è stato quello di Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Acireale, assunto nel marzo 2025, a coronamento di una carriera articolata e ricca di esperienze operative e di comando.
L’arruolamento nel 1990
Arruolatosi nell’Arma nel settembre del 1990, dopo la formazione presso le scuole allievi di Velletri e Firenze, il Maggiore Rapisarda ha mosso i primi passi da sottufficiale in Lombardia, prestando servizio dapprima alla Stazione Carabinieri di Casargo e successivamente a quella di Olginate, in provincia di Lecco, dove ha consolidato le basi della propria esperienza territoriale. Negli anni successivi, la sua carriera ha assunto una significativa connotazione operativa in ambito navale. Dopo aver frequentato il corso per comandante di motovedetta d’altura, ha prestato servizio ad Alghero come vicecomandante di motovedetta, svolgendo anche incarichi a Oristano e Tortolì, per poi assumere il comando della Motovedetta d’Altura di Lampedusa, esperienza particolarmente intensa e formativa in un contesto delicato come quello del controllo delle frontiere marittime e dei flussi migratori.
Sempre in qualità di Maresciallo, ha poi guidato la Stazione Carabinieri di Lampedusa, successivamente quelle di Fiumefreddo di Sicilia, Palagonia e Biancavilla, distinguendosi in territori complessi e delicati sul piano del contrasto alla criminalità e della tutela della sicurezza pubblica. Nel 2006 ha inoltre preso parte a una missione internazionale in Iraq, ulteriore testimonianza della sua disponibilità al servizio anche in scenari operativi internazionali.
Nel 2021 il passaggio al ruolo Ufficiali ha segnato una nuova fase della sua carriera, con la nomina a Sottotenente e le successive promozioni fino al grado di Maggiore. Da Ufficiale ha comandato il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Randazzo e, infine, quello di Acireale, mettendo a disposizione dell’Istituzione il patrimonio di esperienza maturato in decenni di servizio operativo.
Roberto Rapisarda, non soltanto un carabiniere
Ma Roberto Rapisarda non è stato soltanto un Ufficiale dell’Arma. Parallelamente alla carriera militare, ha coltivato una profonda sensibilità umana e culturale che lo ha portato a distinguersi anche come scrittore e volontario impegnato in missioni umanitarie. La sua esperienza diretta con il fenomeno migratorio vissuta durante il servizio a Lampedusa, ha trovato espressione nel romanzo “Vite Annegate”, opera intensa e profondamente attuale dedicata al tema dell’immigrazione e della dignità umana. Il libro ha ottenuto significativi riconoscimenti, tra cui il Premio Letterario Nazionale “Circe”, assegnato per la capacità di offrire una riflessione autentica e disarmante su un fenomeno che continua a interrogare le coscienze.
Accanto alla scrittura, Rapisarda ha dedicato parte del proprio tempo anche all’impegno umanitario in Africa, partecipando come volontario a missioni nei Paesi più poveri del continente. Tra queste, particolarmente significativa l’esperienza vissuta a Mbweni, poverissimo villaggio della Tanzania, dove ha prestato il proprio aiuto in favore di oltre 100 bambini orfani ospitati nel “Villaggio della Gioia”. Un’esperienza che ha ulteriormente consolidato quella visione profondamente umana e solidale che ha accompagnato tutta la sua vita personale e professionale, fondata sulla convinzione che dietro ogni emergenza, ogni conflitto e ogni fenomeno migratorio vi siano anzitutto persone, storie e dignità da riconoscere e tutelare.
Un ufficiale di grande esperienza
Nel corso della sua lunga carriera, il Maggiore Rapisarda ha ricevuto numerosi riconoscimenti e attestazioni di merito per l’attività investigativa e di comando svolta, distinguendosi per professionalità, equilibrio e spiccato senso del dovere.
Con il suo congedo, l’Arma dei Carabinieri saluta non soltanto un Ufficiale di grande esperienza, ma un uomo che ha interpretato la divisa come autentico servizio alla collettività, dentro e fuori l’uniforme, lasciando un esempio di umanità, dedizione e valori che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per i colleghi e per le nuove generazioni di Carabinieri.
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Istituzioni
Punto nascite, scambio di “frecciate” tra i sindaci di Bronte e Biancavilla
Polemica di Giuseppe Gullotta, gli replica Antonio Bonanno: «Non prenda a bersaglio il nostro ospedale»
Il “punto nascite” dell’ospedale di Bronte chiude definitivamente, su decisione dell’Asp di Catania. Una scelta che, secondo le previsione, dovrebbe riversare l’utenza verso l’ospedale di Biancavilla. Di tutt’altro avviso è il sindaco di Bronte, Giuseppe Gullotta, che prende una dura posizione, al punto da innescare la reazione del primo cittadino di Biancavilla, Antonio Bonanno.
Ma andiamo con ordine. La chiusura del reparto di Bronte è contenuta in un provvedimento a firma del direttore generale dell’Asp, Giuseppe Laganga Senzio. Immediato il commento del sindaco Gullotta: «Si è sostenuto che la chiusura di Bronte avrebbe consentito di accentrare e potenziare il Punto nascita di Biancavilla. Vedrete che non sarà così. Da quando il Punto nascita di Bronte è stato sospeso quello di Biancavilla non ha registrato un considerevole incremento di nascite di bambini del nostro comprensorio. E la spiegazione è semplice: chiunque costretto a spostarsi da Bronte, invece che fermarsi a Biancavilla, grazie ad una viabilità agevole, preferisce arrivare al più quotato Ospedale di Nesima distante da Biancavilla pochi minuti di auto».
Parole che al sindaco di Biancavilla sono sembrate dettate da “campanilismo”. E ha sentito il dovere di rispondere «con lo spirito di chi crede nel confronto leale, ma anche – si legge in una sua nota – con la fermezza di chi ha a cuore il bene della propria comunità».
La dura reazione di Bonanno
Antonio Bonanno bolla come “inopportuno” il commento di Gullotta, il quale «per sostenere le ragioni del proprio territorio, finisce con il mettere in discussione il lavoro e la struttura di un ospedale di un altro Comune».
«Quando, in passato, ho dovuto difendere il nostro presidio sanitario, l’ho fatto con passione e impegno, senza mai sminuire – sottolinea Bonanno – le legittime istanze che venivano da Bronte o da Paternò. Perché la salute non è un campo di battaglia tra campanili, ma un diritto universale da tutelare insieme. Il sindaco Gullotta si dice sicuro che con la chiusura del “Punto nascite” di Bronte, le pazienti si recheranno all’ospedale di Nesima».
«Detto ciò, sento il dovere – prosegue Bonanno – di fare chiarezza sul nostro “Punto nascite” di Biancavilla, che rappresenta un presidio fondamentale per l’Asp etnea. Da gennaio di quest’anno, abbiamo finalmente un direttore di struttura complessa, i 10 dirigenti medici previsti in pianta organica sono tutti in servizio e il numero delle ostetriche è al completo. A questi si aggiungono i punti di forza che rendono il nostro ospedale sicuro e affidabile: la Pediatria, la Neonatologia e la Rianimazione, che garantiscono assistenza tempestiva e qualità in ogni fase del parto. Sono condizioni oggettive che assicurano a ogni donna che sceglie Biancavilla un percorso sereno e protetto. Noi facciamo la nostra parte, offrendo servizi efficienti e personale dedicato».
Da qui, il suggerimento di Bonanno a Gullotta: «Porti avanti la sua battaglia con determinazione ma senza coinvolgere il nostro “Punto nascite” come termine di paragone o, peggio, come bersaglio. Ogni territorio ha le sue sfide e le sue eccellenze. Noi siamo qui per collaborare, non per competere. E lo faremo sempre con il sorriso, ma con la schiena dritta, perché la salute dei nostri cittadini non ammette strumentalizzazioni».
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Istituzioni
Via della Montagna, scatta il limite di 30 km/h: installati nove dossi artificiali
Decisione dell’amministrazione comunale per rendere più sicura l’arteria, spesso teatro di incidenti
Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza di via della Montagna, a Biancavilla. L’intervento, disposto dall’amministrazione comunale, prevede una serie di misure per ridurre la velocità dei veicoli e migliore le condizioni di sicurezza lungo l’intero asse viario.
Decisa l’installazione di nove dossi artificiali, collocati in corrispondenza dei punti ritenuti maggiormente critici, e l’istituzione della Zona 30, con la conseguente riduzione a 30 k,/h del limite massimo di velocità.
È inoltre previsto il completo rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali, che verranno realizzati in versione rialzata, con l’obiettivo di aumentarne la visibilità e la protezione per i pedoni.
Alla base della decisione c’è un’istruttoria tecnica che ha evidenziato una situazione ritenuta critica sotto il profilo della sicurezza stradale. Vengono così richiamati la presenza costante di pedoni, il notevole flusso di traffico, soprattutto nelle ore serali, e il verificarsi di diversi incidenti (il più grave, nell’agosto 2023, nel quale perse la vita il giovane Vincenzo Tomasello) o comunque di condizioni che determinano un elevato rischio.
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