Storie
Dal Belgio alle falde dell’Etna per rimuovere i rifiuti e salvarci la faccia con i turisti
L’esempio di Luca, Elisa e dei loro amici, che non si rassegnano di fronte all’inciviltà e alle discariche a cielo aperto
La presenza di turisti provenienti dall’estero, l’imbarazzo ad accoglierli tra le discariche che rovinano la bella cartolina dell’Etna, la volontà ad agire perché gli incivili non la facciano franca. Così si è formato un gruppo di giovani, deciso a rimuovere i rifiuti dalle strade del nostro comprensorio che portano alle Vigne di Biancavilla e Adrano. Giovani muniti di palette, rastrelli e sacchetti «sotto nessuna influenza politico-religiosa, ma –così si definiscono– tutti liberi cittadini mossi solo da un senso civico».
“Sicilia clean” è il nome del gruppo. E lo scopo è molto simile a quello di un altro gruppo, “Team Green Biancavilla”, già promotore della pulizia di diverse strade del paese.
A raccontare a Biancavilla Oggi le motivazioni che hanno spinto diverse persone a prendersi cura del nostro territorio è Elisa Vadalà: «La storia comincia quando il mio amico Luca gestiva una casa vacanze, la maggior parte degli ospiti che accoglieva erano turisti provenienti dall’estero. Tutti lamentavano lo stesso problema: “Avete un’isola bellissima rovinata da tanta spazzatura”. A tutti noi è capitato di metterci nei panni del turista, di scattare foto ricordo delle nostre vacanze e mostrare ad amici e parenti le meraviglie che abbiamo visitato. Chi viene in Sicilia viene catturato dalle meraviglie paesaggistiche che il territorio ha da offrire ma al contempo prova pudore persino a mostrare ad amici e parenti quanto queste meraviglie siano alterate da immondizia e inciviltà. Proprio a causa di quest’immondizia chi viene in Sicilia lo fa solo una volta, rovinando così le nostre possibilità di business in questo settore».
Una situazione non tollerata, ma anche non accettata da Luca, di origine siciliana, che ha vissuto parecchi anni in Belgio e ritornato qui da poco. Si è trovato di fronte ad una situazione per lui sconcertante, ogni volta che un turista sottolineava lo stato di degrado e inciviltà lo mettevano in imbarazzo. Qualche settimana fa Luca è stato raggiunto qui in Sicilia da un amico belga per trascorrere un periodo di vacanza. Andando in giro per il nostro comprensorio, i due non hanno potuto fare a meno di notare quante fossero le micro discariche a cielo aperto che deturpavano la stupenda vista dell’Etna. Non ci hanno pensato due volte, sono ritornati sul posto, muniti di guanti, sacchi e tanta buona volontà per ripulire un tratto della strada.
«Appena sentita la loro storia –racconta ancora Elisa– mi sono subito aggregata ed adoperata al massimo affinché il loro gesto venga visto e condiviso da più persone possibili. Trovo sconcertante che un esempio di tale senso civico provenga da chi non vive qui, a tale proposito speriamo di infonderlo nei nostri concittadini. Abbiamo creato già un evento e costituito un gruppetto per continuare il lavoro iniziato dai ragazzi, abbiamo provveduto di tasca nostra all’acquisto del materiale per la rimozione dell’immondizia. L’evento –sottolinea Elisa– è stato un successo, siamo riusciti a rimuovere una discarica, composta da rifiuti di vario genere: vestiti, rifiuti edili, talvolta trovando bollette e lettere contenenti dati sensibili e persino una vasca in Eternit, abbiamo cercano di differenziare plastica, vesto e lattine. Abbiamo raccolto circa un centinaio di sacchi, Luca è riuscito a recintare la zona e costruire dei cartelli ad hoc con su scritto “Non sporcare la natura, c’è l’isola ecologica, grazie per la vostra comprensione».
Un’azione occasionale? Non proprio. «Prossima domenica –annuncia Elisa, ricordando che sono presenti su Facebook– organizzeremo un ulteriore evento per rimuovere l’ultima micro discarica rimasta nella strada. Con la speranza di ricevere supporto dai comuni di Adrano e Biancavilla per provvedere all’innesto di telecamere e misure preventive per evitare futuri atti vandalici».
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Storie
Jonathan Spedalieri, il calciatore biancavillese è passato allo Spezia
Formazione nel settore giovanile della Fiorentina, esordito tra i professionisti nel 2020 a Potenza
Prosegue con successo la carriera calcistica di Jonathan Spedalieri, originario di Biancavilla, classe 2002. È stata “Spezia Calcio” a comunicare di aver acquisito le prestazioni sportive del difensore Jonathan Spedalieri, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029.
Nato a Biancavilla, dove vive la famiglia, Spedalieri è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Fiorentina, per poi esordire tra i professionisti a Potenza nella prima parte del campionato 2020/21. Una stagione che da gennaio lo ha visto protagonista in Primavera con il Napoli, chiudendo con la promozione in Primavera 1.
Nel mercato invernale 2022 è passato alla Fermana, in Serie C, dove in tre stagioni ha totalizzato 66 presenze e 5 reti. Nell’estate 2024 è approdato quindi al Renate, imponendosi al centro della difesa lombarda con 71 presenze, 6 reti e 2 assist in due stagioni.
Difensore centrale dotato di esperienza e di un’importante fisicità, Spedalieri è pronto ora a mettere le proprie qualità al servizio delle Aquile.
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Storie
Federico Ambrogi, la storia sconosciuta del partigiano eroe di Biancavilla
Sergio Mattarella gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile, Antonio Bonanno: «Intitoliamogli una via»
Il suo nome non dice nulla a Biancavilla. Nemmeno la sua storia è nota nel centro etneo. Eppure, Federico Ambrogi, sottobrigadiere della Regia Guardia di Finanza nato nel 1918 a Biancavilla e morto nella seconda guerra mondiale, fu un partigiano eroe con nome di battaglia “Elio”. In occasione dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli aveva riconosciuto alla memoria la medaglia d’oro al merito civile.
Il militare della Fiamme Gialle aderì alla Resistenza, militando in una formazione partigiana del Friuli Venezia Giulia. Ambrogi, il 13 febbraio 1945, sull’altopiano del Cansiglio, rimase vittima di uno scontro a fuoco conseguente a un’operazione di rastrellamento da parte delle truppe tedesche.
La motivazione dell’onorificenza conferita dal Quirinale: «Mirabile esempio di amor patrio e di attaccamento ai valori della libertà e della democrazia, spinti fino all’estremo sacrificio».
A curare la relazione ministeriale finalizzata al riconoscimento della medaglia è stato il Colonnello Gerardo Severino, ufficiale in congedo della Guardia di Finanza e stimato storico militare. È stato lui a ricostruire con passione e rigore la vicenda umana e professionale del sotto brigadiere Federico Ambrogi. La si può leggere nel libro «Il partigiano “Elio”, ovvero storia di Federico Ambrogi», edito dal Museo storico della Guardia di finanza.
Un volume che ricostruisce meticolosamente sia la storia della famiglia e della terra d’origine di Ambrogi, sia la scelta giovanile di arruolarsi nella Regia Guardia di Finanza e i successivi trascorsi nelle fila del Corpo, ma anche i momenti salienti della sua vita fino alla morte.
Bonanno: «Una via da intitolare ad Ambrogi»
Per il sindaco Antonio Bonanno, la figura del militare di origini biancavillesi va conosciuta e onorata. «Avanzo pubblicamente – ha detto – la proposta di intitolare una via o una piazza di Biancavilla a Federico Ambrogi. Non possiamo permettere che il suo nome resti confinato nelle pagine di un libro, per quanto prezioso. Dobbiamo scolpirlo nella pietra delle nostre strade, perché ogni giorno i nostri giovani possano chiedersi chi fosse quell’uomo e imparare a onorare il valore del sacrificio per la libertà».
«Federico Ambrogi probabilmente non condivideva le mie stesse idee. Ma la memoria di un uomo che ha combattuto per la libertà, che ha speso la propria vita in nome di valori universali come la giustizia e la democrazia, non può e non deve essere ostaggio di logiche di schieramento. Riconoscere il suo esempio – sottolinea Bonanno – significa andare oltre le appartenenze, oltre le bandiere partitiche, oltre ogni calcolo opportunistico. Perché la libertà non è di nessun partito».
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