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Un cittadino lancia petizione online: «Consegnateci il nuovo ospedale»

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Gentile redazione di Biancavilla Oggi,

mi chiamo Alfio Rubino, ho 34 anni, e mi definisco un “biancavillese doc” abituale lettore di Biancavilla Oggi. Invio questa mail in quanto vorrei chiedere il vostro supporto poiché ho lanciato una petizione online a favore dei cittadini biancavillesi affinché si acceleri l’apertura del già pronto ospedale di Biancavilla.

Il mio prossimo passo sarà proprio quello di scendere fisicamente in piazza per la raccolta delle firme.

Tutto questo interesse nasce da uno spiacevole episodio di disservizio capitato al già ospedale esistente a mia figlia di 5 anni, di cui ho rilasciato una dichiarazione pubblica all’emittente Video Star.

Mi sto impegnando in prima persona perché quello che è capitato alla mia piccola non vorrei che capitasse agli altri bambini, come purtroppo sta avvenendo ma sono pochi gli utenti che fanno le segnalazioni. Lo faccio per il bene della nostra collettività.

Non ho nessun potere politico, ma credo che in questa mia iniziativa seva la volontà della gente di farsi sentire.

Certo che la presente venga accolta, porgo i miei ringraziamenti e congratulazioni per il vostro giornale. Qui sotto il link della petizione online.

ALFIO RUBINO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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«Schiamazzi notturni e strade usate come urinatoi, qui non si può dormire»

Gli abitanti della zona del plesso “Marconi” si rivolgono a “Biancavilla Oggi” e lanciano un Sos

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Nemmeno di notte si può dormire in pace. Ci scrivono gli abitanti delle vie che costeggiano il plesso elementare “Guglielmo Marconi” del 1° circolo didattico. Siamo in pieno centro, a Biancavilla e la quiete è soltanto un lontano ricordo.

«Disturbi notturni con schiamazzi fino a tarda notte, musica ad alto volume, c’è chi urina nelle vie e nelle saracinesche dei garage. C’è chi butta lattine, sacchettini, plastica a terra. C’è chi lancia le bottiglie di birra e le rompe a terra».

Questo scrivono i residenti, rivolgendosi a Biancavilla Oggi, nella speranza che possa intervenire qualcuno e ponga fine ad una situazione che è diventata intollerabile.

«È impossibile da vivere questa situazione –viene sottolineato– tutto il vicinato non riesce più a dormire. Si pensava che in inverno questo “casino” si placasse, ma invece persiste».

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