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Ecco la nuova chiesa “Santissimo Salvatore” di Biancavilla. In un video, curato da Salvo Diolosà e Giovanni Stissi, padre Salvatore Verzì presenta alla comunità l’interno dell’edificio sacro, realizzato con fondi della Conferenza Episcopale Italiana e un contributo del Comune.

A tre anni dall’avvio dei lavori con la simbolica posa della prima pietra, l’opera adesso è stata completata. Il 5 giugno prevista la cerimonia di dedicazione con l’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina, la comunità parrocchiana ed il sindaco Antonio Bonanno.

Padre Verzì specifica che, a causa del Covid, l’ingresso sarà contingentato. Ma sarà allestito un maxischermo per consentire ai fedeli e agli abitanti del quartiere di seguire la cerimonia. Intanto, il breve video mostra la nuova chiesa così come si presenta oggi. Linee moderne su progetto dell’ing. Maurizio Erbicella.

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Chiesa

Al grido di «Viva San Placido» aperto il sacello del patrono di Biancavilla

Il “rito delle tre chiavi” svela il simulacro del martire benedettino: simbolo dell’identità civica

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È un rituale antico che marca la comunanza tra l’autorità ecclesiale e quella civile di Biancavilla. Un rituale che “certifica” come le festività in onore del santo patrono rappresentino una manifestazione plurisecolare dell’identità civico-culturale.

È la “sbarrata” del sacello di San Placido, all’interno della cappella settecentesca a lui dedicata, affrescata da Giuseppe Tamo, che è il cuore pulsante della basilica di Biancavilla. Non un giorno qualsiasi o casuale, ma il 23 settembre, giorno storico per la nostra città, nel quale si ricorda il decreto del vescovo Andrea Riggio (correva l’anno 1709), che dichiarava San Placido patrono e protettore di Biancavilla.

La “cameretta” in cui è custodito il simulacro è stato aperto attraverso tre chiavi (ognuna legata a nastri di diverso colore). Il loro utilizzo in sequenza ha azionato, seppur simbolicamente, il meccanismo della cosiddetta “sbarrata”. Una chiave è quella del sindaco, un’altra è del presidente del circolo dei devoti e la terza è del prevosto parroco. Un rituale ripristinato nel 2018 per interessamento di Placido Lavenia, attuale presidente del circolo che raggruppa i devoti. All’apertura del sacello sono seguiti un applauso e un “Viva San Placido”, rinnovando una tradizione che ha attraversato i secoli.

La stessa descritta nella novella “San Placido” scritta da un giovane Federico De Roberto, che scelse l’ambientazione della Biancavilla dell’Ottocento, all’epoca del colera. E che è stata riproposta da Nero su Bianco Edizioni con l’aggiunta di preziosissimi contributi storico-letterari di Antonino Di Grado, Rosaria Sardo e Placido A. Sangiorgio.

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