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Pasqua al “Cenacolo”, pensieri e preghiere scritti in bigliettini e “lanciati” in cielo

Iniziativa sociale ed educativa nella struttura di via San Placido che ospita persone con disagio mentale

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In questa Pasqua insolita, silenziosa e senza colori, un gesto di inclusione sociale da parte del “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla: la comunità terapeutica assistita che ospita persone con disagio mentale ha voluto compiere un segno significativo e visibile di presenza e di appartenenza territoriale.

Coordinati dagli operatori in questi giorni precedenti la Santa Pasqua, nella propria camera, gli ospiti hanno scritto ciascuno un pensiero di riflessione sul momento difficile e particolare che stiamo attraversando, non solo come società nel complesso ma anche sotto l’aspetto individuale.

Infatti in questa circostanza, per le particolari esigenze e le misure di prevenzione, sono state sospese sia le attività esterne che i contatti con i parenti per evitare ogni rischio collegato al coronavirus.

Queste limitazioni ed altri accorgimenti messi in atto all’interno della struttura di via San Placido hanno spinto gli ospiti a volere esprimere i loro sentimenti e la loro speranza, non solo con la preghiera ma anche con un gesto visibile.

Tutte le loro riflessioni, quindi, sono state trascritte in bigliettini che, legati ad un grande pallone aerostatico colorato, sono stati indirizzati al cielo nel pomeriggio della Domenica della Resurrezione, in un momento gioioso e di condivisione.

«Tale attività –viene specificato dagli operatori– ha avuto il duplice significato di preghiera verso l’Altissimo affinché questa epidemia possa nel più breve tempo finire, e nello stesso tempo di visibilità e solidarietà verso il territorio».

L’iniziativa è stata resa possibile in questo momento di chiusura sociale, grazie anche alla disponibilità e all’intervento dell’assessore comunale alla Protezione civile, Francesco Privitera che si è fatto anello di congiunzione con la ditta Kart, che ha fornito il grande pallone aerostatico, regalando attimi di felicità e di festa agli ospiti.

L’evento, per l’alta valenza socioeducativa, è stato favorito dalla direzione generale amministrativa e sanitaria dell’Opera Cenacolo Cristo Re che ne ha condiviso gli obiettivi.

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In città

A 29 anni dall’orrore mafioso di via D’Amelio, Biancavilla non dimentica

Il ricordo di Paolo Borsellino e della sua scorta, il sindaco Bonanno cita le parole del magistrato

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Ventinove anni fa la strage mafiosa di via D’Amelio. Biancavilla non dimentica le vittime di quell’orrore. Una cerimonia semplice di commemorazione si è tenuta in piazza Falcone-Borsellino, davanti ai monumenti dedicati ai due magistrati antimafia.

Presenti il sindaco Antonio Bonanno con gli assessori, il presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà. E ancora, rappresentanti dei carabinieri e della polizia municipale, oltre a volontari delle associazioni cittadine.

«Ho ricordato –ha detto il sindaco– le parole di speranza di Borsellino, secondo il quale la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni. Sono le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale».

«Nonostante il sacrificio di vite umane, la speranza –ha sottolineato Bonanno– non è mai venuta meno. Il ricordo commosso di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – serve a mantenere alto il nostro impegno».

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