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Quei fiori nuziali sotto il ponte: romanticismo? No, cafonaggine

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Composizioni floreali, lasciate lì, proprio sotto il ponte. Detta così, sembra qualcosa di romantico. Invece, è l’ennesimo episodio di inciviltà. Quei resti di piante e fiori, probabilmente derivanti da una cerimonia nuziale o comunque un festoso ricevimento, sono rifiuti lasciati da chi non ha alcuna sensibilità di rispetto civico e ambientale.

Buttati lì, sotto il ponte che segna il confine tra Biancavilla e Santa Maria di Licodia. Oltre alla composizione, si vedono le spugne che servono per sistemare i fiori. Nelle vicinanze sacchi pieni di rifiuti (compresi indumenti), qualche copertone e –immancabili– materiale edile e pezzi frantumati di cemento-amianto.

In mezzo a tutto questo materiale, anche alcuni atti cartacei, tra cui qualche fattura del Servizio Elettrico Nazionale che riporta il nominativo dell’intestatario. Si tratta di una donna residente in via Filippo Turati, a Biancavilla, da ritenere quindi prima “indiziata” di questo ennesimo abbandono indiscriminato di rifiuti. Inciviltà a tinte “rosa”, verrebbe da dire. Già, come il colore dei sacchi della spazzatura.

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Lo spettacolo di fuoco dell’Etna visto da Biancavilla squarcia il buio della notte

L’eruzione in corso appare ben visibile dalle terrazze e dai balconi delle abitazioni: uno show unico

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Uno spettacolo. L’Etna è uno show visto da Biancavilla. Bagliori rossi che risaltano sullo sfondo del nero della notte come pennellate di un dipinto. Lingue di fuoco che, per un gioco di prospettive, sembrano sovrastare le case e “baciare” la chiesa del Rosario (guarda anche la foto sotto).

L’attività eruttiva in corso dal cratere di sud-est è ben visibile pure da Biancavilla con la colata che è diretta verso la Valle del Bove. Altra colata con attività esplosiva anche dalla cosiddetta “Voragine” e dalla Bocca nuova.

Il rosso fuoco sui crateri sommitali del Vulcano “squarcia” la notte e incanta quanti possono ammirare uno spettacolo unico dalle terrazze o dai balconi di casa.

Fenomeni che stanno avvenendo nello stesso momento in cui pure lo Stromboli erutta.

«E no, non sono fenomeni collegati. Sono due vulcani –specifica il vulcanologo dell’Ingv di Catania, Boris Behncke – che sono praticamente sempre in attività, e nel loro repertorio ci sono anche frequenti trabocchi di lava (l’ultimo trabocco lavico dello Stromboli risale alla primavera del 2020)».

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