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Benvenuta Ludovica, prima bimba di Biancavilla nata nel nuovo ospedale

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di Vittorio Fiorenza

Sala parto in piena funzione nel nuovo plesso ospedaliero “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Nelle prime 48 ore dall’entrata in funzione, le nascite registrate nel reparto di “Ostetricia e Ginecologia” sono state già tre.

L’ultimo arrivo, alle 22.30 di martedì, è stato quello di Ludovica, una bellissima bambina di 3 kg e 600 grammi, per la gioia di mamma, Loredana Grigorio, e papà, Salvo Costa. È lei la prima bimba di Biancavilla nata nella nuova struttura sanitaria, che ha avviato l’operatività lunedì mattina.

Un lieto evento, che assume pure un valore “storico”, immortalato con una foto ricordo con la piccola in braccio alla mamma, attorniata dal personale medico ed infermieristico. Un’immagine che segna l’avvio delle attività ospedaliere con tutti i migliori auspici che una nuova vita venuta al mondo può simboleggiare.

Un’inaugurazione della sala parto avvenuta con tre fiocchi rosa. Ludovica è stata preceduta, infatti, da Sofia, nata alle 10.50 (i genitori sono Simona Ventura e Andrea Reina di Adrano), e il giorno prima, alle 13.08, da Giorgia (anche lei figlia di una coppia adranita, Maria Concetta D’Agate e Francesco Censabella), la prima nascita in assoluto nel nuovo ospedale.

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Da Biancavilla agli Emirati Arabi: lo chef Laudani e la sua “cucina creativa”

«Sono orgoglioso di essere “biancavilloto”, adoro gli arancini di Navarria: un sapore che mi porto dietro»

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È cresciuto e ha studiato in provincia di Bergamo, ma le sue origini sono di Biancavilla: «Un paese che porto sempre nel cuore». Antonino Laudani è uno chef affermato, ha girato mezzo mondo. La sua ultima tappa professionale è negli Emirati Arabi. La sua è una cucina creativa e raffinata, che risente della tradizione italiana e mediterranea: «Il risotto ai frutti di mare è un piatto che porto sempre con me». Le sue radici siciliane? Una bandiera che non lascia mai. Ovunque si sia trovato: dal Congo, dove a Brazzaville nel 2015 aprì il suo primo ristorante, alla Turchia e alla Spagna (come sous chef specializzato nei piatti italiani). Poi, in Inghilterra, durante l’emergenza Covid. Infine, negli Emirati Arabi, prima a Ajman e dopo a Ras al-Khaimah, ma con uno sguardo al futuro rivolto a Dubai.    

«Oramai – dice Antonino Laudani a Biancavilla Oggi – sono quasi 3 anni che vivo e lavoro qui e dopo tanti anni di sacrifici e precedenti sofferenze lavorative sono finalmente riuscito a diventare chef di un ristorante e successivamente chef executive di un altro. Lavoro per un ristorante fine dining italiano, con cucina creativa. Mi occupo della parte di sviluppo del menù, costi, fornitori, gestione del personale in cucina. Mi piace molto essere arrivato a questo nuovo punto di partenza nella mia vita. Ho l’obiettivo di portare il ristorante dove lavoro ad alti livelli, ma per scaramanzia non anticipo niente».

Alle spalle, lo chef Antonino ha un lungo percorso, fatto con sacrifici e determinazione. «All’età di nove anni e mezzo – ci racconta – io e la mia famiglia ci siamo trasferiti da Biancavilla in provincia di Bergamo, a causa delle limitazioni lavorative che purtroppo la Sicilia offre. Feci il mio percorso di studi medio e poi superiore alberghiero a Bergamo. Ho lavorato in un ristorante della mia zona, purtroppo anche il nord Italia ha i suoi limiti ed il lavoro regolare era molto difficile da trovare. Così nel 2015 andai fuori dall’Italia».

Ma anche al di là dei confini nazionali, Laudani resta fortemente legato alle sue origini: «Sono molto orgoglioso di essere un biancavilloto, ho dei bei ricordi del mio paese natale. Quando posso, ritorno per trovare i miei nonni ed i mie zii. E soprattutto per mangiare gli arancini di Navarria: è un sapore che mi porto dietro sin da quando ero piccolo. Mi piace ricordare i momenti passati a camminare per la via principale di Biancavilla, ammirare la chiesa madre e la sua grande piazza. Purtroppo, devo ammettere che se non avessi lasciato la Sicilia e poi l’Italia non sarei forse arrivato alla posizione che attualmente ricopro».

Da qui, un appello dello chef Antonino Laudani: «Vorrei poter dire ai giovani ragazzi e ragazze di Biancavilla di prendere la decisione di migliorarsi e, se serve, anche a costo di lasciare il proprio paese. Non abbiate paura. Soffrirete un po’, per poi imparare e stare meglio in futuro. E questa cosa vi renderà estremamente forti e motivati».

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