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Benvenuta Ludovica, prima bimba di Biancavilla nata nel nuovo ospedale

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di Vittorio Fiorenza

Sala parto in piena funzione nel nuovo plesso ospedaliero “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Nelle prime 48 ore dall’entrata in funzione, le nascite registrate nel reparto di “Ostetricia e Ginecologia” sono state già tre.

L’ultimo arrivo, alle 22.30 di martedì, è stato quello di Ludovica, una bellissima bambina di 3 kg e 600 grammi, per la gioia di mamma, Loredana Grigorio, e papà, Salvo Costa. È lei la prima bimba di Biancavilla nata nella nuova struttura sanitaria, che ha avviato l’operatività lunedì mattina.

Un lieto evento, che assume pure un valore “storico”, immortalato con una foto ricordo con la piccola in braccio alla mamma, attorniata dal personale medico ed infermieristico. Un’immagine che segna l’avvio delle attività ospedaliere con tutti i migliori auspici che una nuova vita venuta al mondo può simboleggiare.

Un’inaugurazione della sala parto avvenuta con tre fiocchi rosa. Ludovica è stata preceduta, infatti, da Sofia, nata alle 10.50 (i genitori sono Simona Ventura e Andrea Reina di Adrano), e il giorno prima, alle 13.08, da Giorgia (anche lei figlia di una coppia adranita, Maria Concetta D’Agate e Francesco Censabella), la prima nascita in assoluto nel nuovo ospedale.

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La “rinascita” di Giovanna: «La mia odissea col Covid, salva per miracolo»

A due anni dalla guarigione, la testimonianza umana e la gratitudine di una donna tenace

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Ci sono eventi che sembrano trapassati, ma che invece hanno lasciato segni profondi. Di Covid si soffre meno e si parla poco. Eppure, per tante famiglie resta una ferita aperta. Ha provocato morte e sofferenza. E chi ce l’ha fatta, non può fare a meno di gioire alla vita.

La testimonianza di Giovanna Schillaci, una donna di Biancavilla, che ha rischiato tanto a causa del coronavirus, è intrisa di umanità autentica e gratitudine.

«Oggi una data importante per me che non dimenticherò mai. Il 28 gennaio 2021 –racconta Giovanna– inizia la mia lunga odissea. Arriva l’ambulanza a prelevarmi in gravissime condizioni: polmonite bilaterale interstiziale da Covid. La mia vita è in pericolo. Solo un miracolo potrà salvarmi».

«Ed eccomi oggi, dopo due anni con dei segni indelebili e molteplici sofferenze. Ma molto gioiosa e grata, prima a Dio e poi ai medici professionisti che abbiamo nel nostro ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. Loro mi hanno curata con dedizione e amore ed oggi sono qui a raccontare la mia terribile disavventura».

Un’esperienza difficile, superata grazie alla struttura sanitaria di Biancavilla, che nell’emergenza fu convertita completamente al trattamento dei malati Covid.

Giovanna non dimentica quei camici bianchi che le sono stati a fianco. E li nomina uno per uno.

«Sono rimasti nel mio cuore e li custodirò per tutta la vita: la Dottoressa Maria Altomare, la dottoressa Martina Paternò, il dottore Salvo Spadaro, la psicologa Dottoressa Graziella Zitelli e la dottoressa Cristina Amato. Hanno messo anima e corpo per salvarmi e farmi ritornare a casa dalla mia meravigliosa famiglia, che non vedeva l’ora di riabbracciarmi e coccolarmi. Ringrazio tutti gli altri medici e infermieri che mi sono stati vicini, facendomi pesare meno la solitudine e il mio calvario. Grazie di cuore a tutti i miei angeli custodi».

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