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Cultura

L’omaggio dei Bianchi per i cento anni dalla nascita di Nello Sciacca

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Una serata dell’Arciconfraternita dei Bianchi, nella chiesa del Purgatorio, per rendere omaggio alla memoria di Nello Sciacca, magistrato, scrittore e collaboratore di giornali (numerosi i suoi scritti su Biancavilla pubblicati sulla terza pagina de “La Sicilia”).

In occasione del centenario della sua nascita, la congregazione religiosa, di cui Sciacca faceva parte, ha stampato un libretto con suoi scritti legati ai ricordi di infanzia sulla confraternita e sulla Madonna Addolorata.

Alla conferenza di presentazione, in una chiesa del Purgatorio gremita, il governatore Salvuccio Furnari ha sottolineato come Sciacca e la sua famiglia fossero legati alla devozione della Vergine, il cui simulacro viene portato in processione nel Venerdì santo.

Al pubblico, Nello Sciacca, è stato presentato attraverso i suoi scritti. Dopo la lettura della biografia da parte di Sonia Sangiorgio, la nuora Luisa Mirone Sciacca ha letto due contributi del magistrato-scrittore: uno sull’Addolorata e l’altro sui ricordi di una festa da ballo alle Vigne. La Biancavilla che fu, tanto cara a Nello Sciacca.

Nel corso della serata, il sindaco Giuseppe Glorioso ha consegnato una targa alla vedova Maria D’Angelo Sciacca. Presenti i figli Nicoletta, Mariano e Milena.

Tra gli interventi, anche quello di padre Pino Salerno, che dell’Arciconfraternita dei Bianchi è assistente ecclesiastico. Intermezzi musicali sono stati eseguiti da un terzetto diretto dal maestro Filadelfio Grasso.

LEGGI L’ARTICOLO

Nello Sciacca e quei gesti “paterni” nei confronti di Paolo Borsellino

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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