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Cultura

Davide nella Biancavilla del ’68, nuova fatica letteraria di Anna Stissi

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Edito da Youcanprint, “Fior di zagara” della scrittrice biancavillese contiene una cornice dettagliata sul paese etneo. Una storia incalzante di minacce, aggressioni, misteri. E un finale con una forte carica emotiva.

 

di Maria Francesca Greco

Una descrizione minuziosa del paese di Biancavilla, dalla chiesa madre al quadro della Madonna dell’Elemosina, dalle feste patronali alle vie del paese. Questa la cornice dell’ultimo libro, dal titolo “Fior di Zagara”, della scrittrice biancavillese Anna Stissi.

Un libro edito da “Youcanprint”, l’ultimo dopo il “Meraviglioso regno di Orion” del 2004, “Angeli spezzati” del 2011, “Figli dell’Eden” del 2012, che l’autrice ha voluto dedicare al padre, ai tempi passati, al paese di Biancavilla e alla sua gente.

fior-di-zagara-anna-stissiUn racconto ambientato nel ‘68, periodo della ribellione e delle proteste, quando il sesso e l’amore venivano cantati come leva da utilizzare per cambiare il mondo e gli uomini.

Il protagonista, il giovane Davide, si ritrova a vivere anch’egli inquieto e in cerca di risposte esistenziali. Viene mandato dal padre in Sicilia da uno zio prete.

L’incontro con Benedetta, figlia di un suo cugino, innesca una strana situazione: minacce, aggressioni e misteri. Ma il loro amore verrà messo a dura prova da molte persone che vorranno dividerli.

Una storia inizialmente lenta che nella seconda parte lascia il posto a un ritmo incalzante dal finale a sorpresa con una carica emotiva non indifferente.

“Fiori di Zagara” già nel 2007 ha partecipato al premio “Laboratorio delle Arti” di Milano per la poesia, narrativa e la saggistica, ottenendo un riscontro positivo da parte dell’organizzatore dell’evento, Domenico Cara, saggista, studioso d’arte e di letteratura, poeta, editore, giornalista pubblicista.

Presentazioni
A Biancavilla, martedì 10 novembre alle ore 16, presso il salone della chiesa “Sacro Cuore”. All’incontro, inserito nel calendario delle attività dell’Accademia della Terza età”, saranno presenti, oltre all’autrice, Alfia Milazzo, scrittrice e presidente della Fondazione “La città invisibile”, e Rosa Lanza, presidente dell’associazione biancavillese, oltre ai soci dell’accademia.

Ad Adrano, giovedì 19 novembre, alle ore16, presso il Palazzo Bianchi.

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Cultura

Anche il Comune di Biancavilla aderisce all’Ecomuseo della Valle del Simeto

Approvata delibera della Giunta Bonanno per sottoscrivere e sostenere l’ambizioso progetto

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Il Comune di Biancavilla ha formalmente aderito al progetto “Ecomuseo del Simeto”, nell’ambito della legge regionale del 2014 che istituisce gli ecomusei della Sicilia. Lo ha fatto attraverso una delibera della Giunta del sindaco Antonio Bonanno, la cui riunione ha visto la presenza di tutti gli assessori.

L’Ecomuseo del Simeto va inteso come strumento di pianificazione comunitaria. Con l’intento di valorizzare – il dinamismo sociale, per reinterpretare gli assetti strategici del territorio, verso l’auto-sostenibilità dei sistemi produttivi locali.

Compito Comune di Biancavilla (come di tutti gli enti pubblici che vi aderiscono) è promuovere le attività. E sostenerle dal punto di vista logistico ed economico.

Tra gli obiettivi del progetto: ripercorrere le tappe della storia sociale e ambientale del territorio; ristabilire legalità, equità sociale, inclusione ed equilibrio ecologico; riposizionare gli elementi materiali e immateriali del paesaggio in relazione con il valore d’uso a essi attribuiti dalla comunità; ricucire il rapporto sussidiario tra città e campagna; recuperare i manufatti e le pratiche di produzione locali per alimentare i circuiti dell’economia civile, circolare e generativa; riorganizzare la fruizione e la cura del territorio, anche mediante forme di ospitalità diffusa, riutilizzando, laddove possibile, immobili in disuso; riassaporare i gusti della campagna, attraverso una riscoperta delle ricette contadine, coinvolgendo nonne, esperti ed istituti alberghieri della Valle del Simeto.

Per dar seguito a queste finalità, sono stati individuati, quattro progetti pilota di comunità. Progetti integrati tra loro, da avviare nella fase di rodaggio dell’Ecomuseo del Simeto.

Esiste un Fiume

Questo progetto è funzionale a far riscoprire agli abitanti (e visitatori) il Simeto e i suoi affluenti, le bellezze naturali, storiche, artistiche e architettoniche. Ma anche le fragilità degli ecosistemi e le criticità determinate dalle attività antropiche, coinvolgendo attivamente naturalisti, agricoltori, artigiani, gli artisti della Valle. Il fiume diventa filo conduttore tra arte, cultura e relazioni socio-ecosistemiche.

Paesaggi Inclusivi

Questo progetto è funzionale a ricostruire le storie di marginalità e affrontare le questioni di esclusione sociale. In che modo? Attraverso pratiche di rivitalizzazione del patrimonio culturale e nuove narrazioni. Bisogna aprire le porte dell’Ecomuseo a tutta la comunità. E portare nel processo di riconoscimento e valorizzazione del patrimonio locale materiale e immateriale, le persone normalmente escluse dalla vita civica e dalle occasioni di partecipazione democratica.

Il Museo va in campagna

Questo progetto è funzionale a porre rimedio alla scarsa affluenza di visitatori nei musei locali e alla scarsa cura dei beni sparsi nel territorio. Il progetto intende: ricostruire le reti di fiume; praticare forme di archeologia partecipata; legare i musei e i siti archeologici del territorio; stimolare gli abitanti a ricostruire la propria storia e riflettere sul passato per ragionare criticamente sul presente e sul futuro, producendo contenuti che possano arricchire la memoria collettiva attraverso pratiche di museologia di comunità.

Il progetto è funzionale, inoltre, a rinsaldare il patto città/campagna attraverso una rilettura non solo del patrimonio custodito nei musei, ma anche di quello espresso dai centri storici in relazione con il più ampio contesto rurale, con i beni disseminati sul territorio ampio e con la dimensione dell’eredità immateriale, proponendo la nascita di corridoi culturali che si prestino anche all’attraversamento mediante modalità di mobilità dolce.

Nuove catene del valore

Questo progetto è funzionale ad attivare e sostenere la microeconomia locale volta a riscoprire la cultura del cibo e dell’artigianato, valorizzando sia le tradizioni sia le innovazioni, con uno sguardo rivolto ai giovani.

Il progetto intende generare nuove catene del valore legate all’attualizzazione delle produzioni e dei mestieri che hanno caratterizzato la Valle del Simeto nella storia e ai talenti che possono consentire oggi nuovi cicli dell’economia locale, partendo da un censimento puntuale e dalla ricucitura delle relazioni di fiducia e cooperazione tra operatori economici e abitanti.

Un percorso lungo vent’anni

L’idea di un ecomuseo nella Valle del Simeto è parte di un lungo processo avviato nei primi anni 2000 dalla società civile organizzata. Negli anni è stata costruita una sinergia con l’Università di Catania (in particolare con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura).

Con essa, pure i Comuni di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Centuripe, Motta Sant’Anastasia, Paternò, Ragalna, Regalbuto, Santa Maria di Licodia, Troina e, più recentemente, Catenanuova.

Altre collaborazioni, poi, con diversi enti istituzionali. Tra questi, il Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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