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Concerto per padre Pino Salerno diretto da Filadelfio Grasso

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Dopo un iter durato diversi mesi, la Corale polifonica della basilica “Santa Maria dell’Elemosina” di Biancavilla, questa sera, alle 20.15, presenta un’antologia di brani sacri e liturgici tratti dalla Messa per assemblea, coro a tre voci miste e organo dal titolo “Esulta, o Chiesa” di Filadelfio Grasso, composta per il 25esimo anniversario di sacerdozio di padre Pino Salerno, prevosto-parroco della basilica biancavillese e presidente dell’Opera Cenacolo Cristo Re.

I canti sono stati approvati dall’Ufficio Liturgico Diocesano, a firma del direttore padre Giovambattista Zappalà (Prot. 862/U/14 del 6 giugno 2014).

Lo spartito sarà dato in dono a tutti i musicisti liturgici della Diocesi e alle parrocchie del XIII Vicariato.

Il concerto sarà diretto dall’autore e sarà accompagnato dagli strumentisti Vincenzo Benina (organo), Salvatore Scarfalloto (sax contralto), Giovanni Cucuccio (violino), Emanuele Bellocchi (tromba) ed Alessandro Rapisarda (timpani).

La Messa sarà eseguita in tutte le sue parti il 14 settembre, quando il prevosto ricorderà il suo anniversario, e il 29 settembre nella celebrazione pontificale presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catania, mons. Salvatore Gristina.

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Cultura

Premiata la biancavillese Elena Cantarella per un saggio su Pippo Fava

Importante riconoscimento per l’artista, nota per il suo talento nella lavorazione della cartapesta

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Importante riconoscimento per l’artista biancavillese Elena Cantarella, maestra della lavorazione della cartapesta nella bottega catanese “Cartura”, fondata da Alfredo Guglielmino nel 1998.

Al Piccolo Teatro di Catania, Elena Cantarella ha ricevuto il premio storico-artistico della Fondazione Giuseppe Fava di Catania “Giovanna Berenice Mori”. Un premio intitolato alla compianta storica dell’arte e al suo appassionato lavoro di studio e ricerca dell’opera pittorica di Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia a Catania nel 1984.

Cantarella ha vinto scrivendo un saggio dal titolo “Giuseppe Fava. Oltre il segno”. «L’arte per Fava – scrive Cantarella – è testimonianza della continuità tra la sua attività di giornalista e quella di artista, non è solo uno sfogo, ma un’ineluttabile esigenza comunicativa, espressione concreta degli aspetti più profondi della sua anima».

«Il mezzo artistico – prosegue Cantarella – realizza la sua necessità di tradurre la realtà attraverso uno strumento che rispetto alla parola possa avere un linguaggio universale, senza abbandonare la sua intimità di significato: nelle immagini, nel colore, nel segno i suoi sentimenti si mescolano con quelli degli uomini e delle donne su cui posa lo sguardo».

Ad assegnarle il premio la commissione composta dal presidente della Fondazione Fava, da un rappresentante della famiglia Fava e da due docenti dell’Accademia di belle arti di Catania.

Una lettura innovativa sull’arte di Fava

Cantarella, secondo la motivazione, ha «presentato in modo puntuale e preciso, asciutto e piano il lavoro artistico di Giuseppe Fava, coniugandolo con le principali intenzioni artistiche, antropologiche e culturali dell’autore». E ha anche intercettato «l’ironica denuncia caricaturale che Fava mette continuamente in atto» attraverso «l’introspezione, il doppio, lo studio sui volti» e promuovendo una lettura innovativa e un «valido approfondimento dell’opera faviana».

All’intermezzo musicale curato da un quartetto d’archi dell’orchestra “MusicaInsieme” di Librino è seguita la cerimonia di premiazione del concorso giornalistico Giuseppe Fava “Apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità, le ingiustizie”.  Tra i vincitori di quest’ultimo concorso, una scuola del quartiere Zia Lisa di Catania, che ha realizzato una video-inchiesta molto coraggiosa, e un ragazzo di Giarre.

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