Cultura
Un gioiello di acume e una lezione di stile nel romanzo di Nino Milazzo
Due scrittori, due giornalisti, entrambi di origini biancavillesi: Nino Milazzo e Alfio Caruso. Una serata insieme, nell’ambito delle iniziative culturali in programma al Lido dei Ciclopi di Acitrezza. L’occasione è stata data dalla presentazione del romanzo di Nino Milazzo, “L’uomo dei tramonti che amava la politica” (Edizioni Città del Sole). Tra gli intervenuti, appunto, Alfio Caruso. L’attrice Egle Doria ha letto alcuni brani del libro.
Si tratta di una commovente e lucida riflessione sulla solitudine della vecchiaia, sulle delusioni, politiche e private, di un ex giornalista di successo che ripercorre la sua vicenda umana e professionale con sguardo appassionato ma consapevole dell’imminenza della fine.
Attualmente presidente del Teatro Stabile di Catania, Nino Milazzo è stato vicedirettore del “Corriere della Sera”, condirettore de “La Sicilia”, vicedirettore vicario de “L’indipendente”, direttore dell’emittente televisiva Telecolor. Ha collaborato ai programmi di Enzo Biagi.
***
È stato letto come un libro di lucida amarezza, un soliloquio intenso e malinconico sulla china e le disillusioni della vita. Ma “L’uomo dei tramonti che amava la politica” di Nino Milazzo, che potremmo ascrivere al genere della narrativa aubiografica, è molto di più.
È un gioiello di acume, un breviario sulla senilità, una lezione di stile. L’apatia dell’ottantenne giornalista di successo Federico Ilio è interrogativo di senso che tradisce passione per il tracciato dell’uomo e gusto dell’azzardo eterno.
La vita si fa, nella scrittura, periodo ipotetico. Il tempo, paradossalmente il trascorso, è in continuo divenire. Un’opera che dialoga con Cicerone e inconsciamente con Saramago: “Bisogna ritornare sui passi già percorsi, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”. Milazzo lo ha già fatto.
Placido A. Sangiorgio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cultura
Jimmy Sax, il musicista internazionale in concerto in piazza Roma il 4 ottobre
L’autore di “No man no cry”, con oltre mezzo miliardo di stream su Youtube, si sibirà per San Placido
Sarà Jimmy Sax, uno dei più conosciuti e apprezzati sassofonisti della scena internazionale, l’ospite musicale della festa di San Placido a Biancavilla. L’appuntamento è fissato per domenica 4 ottobre in piazza Roma, nell’ambito dei festeggiamenti dedicati al patrono della città. Una serata che punta dunque sulla musica e sul grande spettacolo, con l’arrivo a Biancavilla di un artista capace di conquistare il pubblico internazionale attraverso un originale connubio tra sassofono, musica elettronica e sonorità dance.
Jimmy Sax, nome d’arte del musicista francese Jeremy Rolland, è diventato popolare in tutto il mondo grazie soprattutto a “No Man No Cry”, brano che ha contribuito a trasformarlo in un fenomeno internazionale. Le sue esibizioni dal vivo sono caratterizzate dall’uso del sassofono come protagonista assoluto, inserito in arrangiamenti elettronici e ritmi coinvolgenti. Jimmy Sax vanta oltre mezzo miliardo di stream e un milione di iscritti su YouTube.
La sua presenza a Biancavilla è stata anticipata dal sindaco Antonio Bonanno: «Portare a Biancavilla un artista del calibro di Jimmy Sax è un regalo che facciamo alla nostra comunità e a tutti i visitatori che arriveranno da ogni parte della Sicilia. Sarà una festa della musica, un abbraccio collettivo che renderà la nostra città, per una notte, la capitale internazionale della musica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cultura
In Calabria premio al sacerdote Vincenzo Stissi, 77 anni dopo la morte
La comunità di Gallico rende omaggio al prete biancavillese, ricordato per il suo impegno di parroco
A 77 anni dalla sua morte, c’è una comunità che continua a ricordarlo con gratitudine. Non è quella dove nacque, ma quella dove esercitò il suo ministero sacerdotale. Gallico, alle porte di Reggio Calabria, ha conferito un Premio speciale alla memoria a don Vincenzo Stissi, sacerdote nato a Biancavilla nel 1877, cappellano militare durante la Prima guerra mondiale e, dal 1922 al 1939, parroco della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Una scelta che racconta quanto profondo sia rimasto il legame tra quella comunità e quel parroco.
La cerimonia, inserita nella XVII edizione del Premio Gallico, è stata dedicata alle personalità che hanno lasciato un segno nella storia del territorio. Tra loro, anche don Vincenzo, a conferma di una memoria che il tempo non è riuscito a cancellare. Per la famiglia è stato un momento di intensa commozione. A ritirare il riconoscimento è stato Mario Mazzaglia, pronipote del sacerdote. A lui è stata consegnata una targa da don Angelo Battaglia, odierno parroco.
«Anche se non eravamo presenti tutti – racconta a Biancavilla Oggi Grazia Mazzaglia, sorella di Mario – ci siamo emozionati tantissimo. Io ho perfino pianto. Ma la cosa che ci ha colpiti di più è stata l’accoglienza riservata a Mario. Ha incontrato persone che ricordavano ancora padre Stissi e perfino il nostro papà. Per noi è stata una gioia immensa».
La figura di Vincenzo Stissi l’abbiamo tracciata sulle pagine di Biancavilla Oggi, nell’ambito di una ricerca sui sacerdoti biancavillesi che hanno partecipato alla Grande Guerra. Un racconto in tre puntate che ha sottratto dall’oblio quei preti-soldato (oltre a Stissi, anche Placido Nicolosi e Pasquale Castro), che vissero l’esperienza della trincea.
Religioso carmelitano prima e poi sacerdote del clero secolare, Stissi attraversò alcune delle pagine più drammatiche del Novecento. Finita la guerra, seppe conquistare l’affetto della comunità di Gallico, alla quale dedicò tanti anni del proprio ministero sacerdotale e dove ricostruì la chiesa parrocchiale, distrutta dal terremoto del 1908. Morì a Biancavilla nel 1949.
«Anche Biancavilla ricordi padre Stissi»
«Avevo appena pochi anni quando morì – ci racconta ancora Grazia –. I ricordi sono quelli che mi hanno trasmesso mio padre e le zie Caterina e Anna, che gli furono vicine fino agli ultimi giorni. So che fu lui a portare nostro padre in Calabria, a farlo studiare, a permettergli di conseguire il diploma magistrale e a iniziare la carriera di insegnante. Era una persona che si prendeva cura degli altri».
E poi un desiderio che Grazia esprime attraverso Biancavilla Oggi, anche a nome di tutti gli altri nipoti e pronipoti: «Vorrei che padre Stissi fosse ricordato anche a Biancavilla». Un desiderio che nasce dal cuore di una famiglia, ma che può diventare anche una riflessione per tutta la città. Il premio conferito a Gallico consegna infatti a Biancavilla una domanda semplice e significativa: perché una comunità distante decine di chilometri continua a custodire con tanta riconoscenza la memoria di questo sacerdote (grazie pure ad un lavoro di ricerca di Domenico Mazzu), mentre nel suo paese natale il suo nome è quasi sconosciuto?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Chiesa2 settimane agoIl vescovo Renna s’infuria con il sindaco Bonanno e nega la benedizione papale
-
Chiesa2 settimane agoRenna si scusa per i toni con sindaco e clero, ma ribadisce le regole liturgiche
-
Chiesa2 settimane agoRenna vs Bonanno, Avvenire: «No abusi liturgici, una lezione per clero e fedeli»
-
Chiesa2 settimane agoEcco il testo delle lettere di Renna: «La messa non è il “contenitore” di tutto»




