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Nasce il comitato “no-triv” per contrastare le trivelle vicino al Simeto

di Salvo Sidoti
«Il comitato si propone di contrastare le speculazioni, il saccheggio e lo snaturamento di questo territorio; i fenomeni che arrecano danni alle persone e all’ambiente».
Questo l’obiettivo del comitato “No Triv Valle del Simeto”, sorto per fronteggiare le trivellazioni in atto da alcuni mesi in contrada Mandarano, in territorio di Centuripe, a seguito delle concessioni minerarie date dall’Enimed per la ricerca di idrocarburi.
Ricerca in corso in piena valle del Simeto, a Mandarano, nelle campagne di Centuripe al confine con una vasta area agricola del Catanese, che comprende i Comuni di Adrano, Biancavilla. S. M. di Licodia, Paternò e altri.
E il grido d’allarme per le perforazioni del territorio in piena valle simetina è stato lanciato in questi ultimi Comuni, tanto che la prima assemblea pubblica del comitato si è svolta al Palazzo Bianchi di Adrano, facendo registrare una nutrita partecipazione di cittadini, rappresentanti di altri comitati civici, ambientalisti, imprenditori agricoli, esponenti del Partito comunista e M5S, segno che l’attenzione è alta sulla problematica.
Le trivelle sono in azione in una vasta area a grande vocazione agricola e di grande interesse storico-paesaggistico. Da qui la preoccupazione dei promotori del comitato No Triv, i quali temono che la ricerca di idrocarburi possa danneggiare un’area che deve invece essere tutelata per le sue potenzialità agricole e turistiche.
In prima linea, tra i promotori del comitato No Triv, c’è l’ambientalista biancavillese Piero Cannistraci. «Le trivelle sono una violenza a questo territorio – dice – ecco perché nasce questo comitato, che non è ancora definito. Con l’incontro di Adrano, vogliamo estenderlo e coinvolgere anche altri comitati. Da soli non riusciremo a portare avanti le nostre battaglie».
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Muri e pilastri divorati dalla ruspa: iniziata demolizione di una casa abusiva
Provvedimento della Procura di Catania per un grande fabbricato tra le vie Canada e Brasile
Entrata in azione la ruspa incaricata di abbattere un immobile abusivo realizzato tra via Canada e via Brasile, nel centro abitato di Biancavilla. Un intervento – come anticipato da Biancavilla Oggi – eseguito in attuazione di un provvedimento della Procura della Repubblica di Catania.
Il fabbricato, costruito circa quindici anni fa, si presentava come una struttura su più livelli, mai completata e priva di rifiniture. Già dalle prime operazioni, il mezzo meccanico ha iniziato a sbriciolare pilastri e mura, segnando l’avvio concreto delle attività di demolizione.
L’intervento era stato pianificato nei dettagli nei giorni scorsi, a seguito di un coordinamento in sede di ordine pubblico, con l’obiettivo di garantire lo svolgimento delle operazioni in condizioni di sicurezza.
Sul posto è stato predisposto un dispositivo di sicurezza. Presenti carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia locale, polizia provinciale, corpo forestale e volontari della protezione civile. Una presenza finalizzata a prevenire eventuali criticità e assicurare il regolare andamento delle operazioni.
A differenza di precedenti interventi analoghi eseguiti in città negli anni passati, non si sono registrate particolari tensioni né problemi di ordine pubblico. Quella avviata oggi rappresenta l’ennesima azione di contrasto all’abusivismo edilizio sul territorio di Biancavilla, fenomeno che negli ultimi anni ha visto diversi interventi di demolizione, sia in centro urbano che nelle aree periferiche e a ridosso del Parco dell’Etna.
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Le ruspe di nuovo in azione: fissata la demolizione di un immobile abusivo
Forze dell’ordine mobilitate, dopo una riunione in Questura, per eseguire il provvedimento della Procura
Tornano in azione le ruspe, a Biancavilla, contro immobili costruiti in modo illegale. Fissate per il 14 aprile le operazioni di demolizione di un fabbricato abusivo nella zona di via Canada e via Brasile, in pieno centro abitato. Si tratta di un immobile a più livelli, non ancora rifinito e non abitato. La decisione che scaturisce da un provvedimento della Procura di Catania. Definite in una riunione tenutasi in Questura le modalità operative con l’obiettivo di coordinare le attività e garantire condizioni di sicurezza.
Per queste ragioni, il comando della polizia locale ha già predisposto una modifica della viabilità attraverso un’ordinanza. Il comandante Vincenzo Lanaia ha predisposto la chiusura al transito veicolare, il divieto di sosta e la rimozione forzata dei mezzi in via Canada e via Brasile, nel tratto compreso tra via Finlandia e via Pisacane. Le restrizioni entreranno in vigore a partire dal 13 aprile 2026 e resteranno valide fino al completamento delle operazioni di demolizione. La limitazione della circolazione nell’area interessata ha lo scopo di assicurare l’ordine pubblico e consentire il regolare svolgimento dei lavori, evitando rischi per cittadini e operatori.
Sono state diverse, negli ultimi anni, le demolizioni di costruzioni abusive a Biancavilla, ricadenti soprattutto in zona Vigne o all’interno del perimetro del Parco dell’Etna. Le prime due, ricadenti in pieno centro abitato, risalgono al 2014. Nel giro di pochi giorni erano stati rasi al suolo un’intera casa in via Cellini e un garage in via Canada.
Due fatti che avevano creato forti tensioni e messo a dura prova le forze dell’ordine per mantenere la calma e consentire le ruspe di eseguire i provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La demolizione più recente – dopo l’interruzione dovuta al periodo Covid – aveva riguardato una casa di contrada “Croce al vallone”. L’abbattimento era avvenuto nell’aprile 2024: esattamente due anni fa.
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Piero cannistraci
18 Dicembre 2017 at 10:05
Penso che dovremmo unire tutte le nostre forze, tutti quei movimenti e comitati spontanei, tutte le intelligenze ( e non sono poche) che lottano per un mondo migliore ed elaborare insieme progetti alternativi basati sulla SOSTENIBILITA’.
Ripensare il modello di sviluppo ed attuare un’economia circolare, utilizzando le energie rinnovabili e non gli idrocarburi.