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Coronavirus, caso di sospetto contagio a Biancavilla su una ragazza: attesi gli esami

Sintomi compatibili con quelli dell’infezione: trasportata al Cannizzaro, adesso è in isolamento domiciliare

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Immagine di repertorio
di Vittorio Fiorenza

La conferma a Biancavilla Oggi arriva da fonti sanitarie autorevoli: c’è un caso sospetto di “coronavirus” a Biancavilla. Si tratta di una ragazza di 25 anni, che ha accusato febbre a 39,5 nonostante l’assunzione di Tachipirina, tosse e difficoltà respiratorie. In casa sono intervenuti gli operatori del 118, che – con tutti gli accorgimenti e le precauzioni di sicurezza a loro tutela – hanno trasportato la giovane prima al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla e da qui al “Cannizzaro” di Catania.

Sulla ragazza, che lavora in un call center di Paternò, sono stati eseguiti tutti i protocolli di accertamento con il relativo tampone. I sintomi sarebbero compatibili con quelli dell’infezione di coronavirus, ma gli esiti degli esami si avranno soltanto tra 18 ore. La giovane, comunque, non è in gravi condizioni e ha potuto fare ritorno a casa, dove assieme ai familiari dovrà stare in quarantena, in caso di esito positivo.

Un isolamento domiciliare che, per la cronaca, la famiglia osservava già da alcuni giorni, dopo la comparsa dei primi sintomi.

Sul gruppo whatsapp dei colleghi di lavoro sta circolando un messaggio audio della stessa ragazza che rassicura tutti e che sottolinea di avere agito in modo corretto e con senso civico, alla comparsa dei primi sintomi, a tutela di quanti hanno avuto contatti con lei.

L’auspicio dei medici è che i sintomi possano non acuirsi e che la ragazza guarisca del tutto. Se gli esami dovessero dare, invece, conferma dell’infezione da Covid-19, sarebbe il primo caso di contagio a Biancavilla e la città prenderebbe piena cosceinza della gravità del momento.

Il sindaco Antonio Bonanno ha scritto una nota, confermando i dettagli riportati dal nostro giornale: «Una ragazza, nostra concittadina, accusando febbre e tosse ha responsabilmente deciso di verificare se avesse contratto o meno il virus. Gli esami sono stati effettuati all’ospedale Cannizzaro di Catania e si conosceranno domani. La giovane, sintomi influenzali a parte, sta bene e non avverte problemi alle vie respiratorie. È già tornata a casa ed è precauzionalmente in quarantena assieme alla sua famiglia. Ancora una volta, invito ognuno di noi ad uscire di casa solo in caso di necessità, lavoro o per andare a fare la spesa; osservando le regole che ci si è dati. Continuiamo ad utilizzare tutto il nostro buon senso! Ed al buon senso di ognuno di voi mi affido».

AGGIORNAMENTO

(15.3.2020) Negativo. Gli esiti del tampone effettuato sulla ragazza di Biancavilla hanno escluso il contagio da coronavirus. Una notizia che rassicura e che tutti avevano auspicato. Era stata la giovane stessa ad allertare i soccorsi, dopo avere accusato febbre e sintomi influenzali. 

Il sindaco Antonio Bonanno: «La nostra concittadina sottoposta al tampone è risultata negativa. Non ha contratto il virus. Sono felice per lei, per la sua famiglia e per le persone che sono state a stretto contatto con lei. Ma tutto questo non modifica di una virgola il momento che stiamo vivendo e l’atteggiamento che siamo tenuti e mantenere». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Impennata Covid, a Biancavilla il 30% di casi in più negli ultimi 15 giorni

Sono 183 i biancavillesi con positività al virus: +32 “nuovi ingressi” registrati in due settimane

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Non se ne parla, i “bollettini” hanno interrotto la loro periodicità. Ma il Covid non arretra. Anzi, secondo gli ultimi dati verificati da Biancavilla Oggi, nella nostra città c’è –in linea con il trend nazionale– un aumento dei nuovi casi.

Se confrontiamo le statistiche delle ultime due settimane, l’incremento dell’incidenza della positività al coronavirus è balzata di circa il 30%. Se 15 giorni fa, le persone positive a Biancavilla erano un centinaio, adesso quelle registrate sono 183. Nello specifico, i “nuovi ingressi” sono 32, quindi circa il 30% in più rispetto a due settimane fa.

Un salto non indifferente. Ma il dato –riferito al quadro offerto dall’Asp di Catania e dalla struttura commissariale Covid– è da ritenere sottostimato. C’è una realtà sommersa. A causa dei test che si fanno a casa, tanti casi di positività non vengono comunicati ufficialmente o arrivano alle autorità sanitarie con ritardo.

Da qui, la necessità della prevenzione e delle accortezze da seguire quando si frequentano luoghi pubblici. E per chi rientra nel target di età o di “fragili” condizioni di salute, l’opportunità della quarta dose del vaccino.

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