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Notti inquiete e incivili a Biancavilla, gruppo di cittadini scrive al prefetto

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Biancavilla vive una «insostenibile situazione di continuo e incontrollato disturbo della quiete pubblica nelle ore notturne, causato da baccano, schiamazzi e musica degli avventori dei locali pubblici, fino alle prime ore del mattino».

È quanto scrivono in una petizione pubblica, promossa online, da un gruppo di cittadini (di cui avevamo già parlato al momento della loro costituzione su Facebook), che si è rivolta alla Prefettura di Catania per chiedere specifici interventi. Una decisione che nasce dopo l’incontro con il sindaco Antonio Bonanno, che –a parere dei rappresentanti del gruppo– non ha portato a risultati concreti.

La denuncia pubblica riguarda diversi aspetti, «dal pericoloso transito di motoveicoli ad alta velocità con impianti di scarico modificato e rumoroso e alla circolazione di automobili con diffusione di musica e clacson ad altissimo volume».

Il gruppo evidenzia «la totale assenza di controllo del territorio cittadino riguardo il codice della strada e la circolazione di persone in stato di ebbrezza» e specifica che ha inoltrato «diverse segnalazioni in merito alle forze dell’ordine locali senza ottenere riscontro».

Da qui, la richiesta al prefetto affinché possa mette in atto «misure di intervento urgenti ed efficaci per ripristinare la legalità ed assicurare ai cittadini i diritti di quiete, ordine e salute pubblica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Comments

2 Comments

  1. Vincenzo Massimo Mastrocola

    17 Dicembre 2019 at 11:25

    Vorrei rispondere al signor Enrico.
    Non so cha lavoro faccia o che attivita’ svolga. Ma si immagini di lavorare fuori paese, E di doversi svegliare ogni mattina alle 630. o anche prima . E di vivere in prossimita’ di un qualche locale aperto spesso fino alle 3 del mattino. E di non riuscire a dormire per urla schiamazzi, autoradio al massimo volume, musica. Ogni giorno.
    E magari la mattina di trovare davanti al garage o al portone di casa bottiglie rotte, vomito ed altro. Immagini di ritrovarsi ad avere un colpo di sonno mentre guida la sera di ritorno dal lavoro . O di addormentarsi durante una riunione, di fronte a dei clienti.
    Questa putroppo non e’ immaginazione ma la realta che vivono centinaia di famiglie a Biancavilla.
    Cittadini a cui nessuno da ascolto. E che si sono uniti semplicemente per chiedere che vengano rispettati diritti basilari quali sicurezza, quiete, possibilita’ di riposo, pulizia, ordine. Purtroppo siamo lontanissimi dal giustizialismo, in quanto le risposte delle autorita’ sono assenti e i controlli inesistenti. Se le nostre istanze le sembrano insensate e prive di logica e di buon senso la prego di proporre lei una soluzione al problema. A meno che come temo il nostro problema non sia la fonte del suo business .

  2. enrico

    15 Dicembre 2019 at 12:20

    Forse quando anche il prefetto ignorerà le loro istanze, si renderanno finalmente conto di quanto siano insensate e prive di logica e buon senso.Si sta creando una 9ndata di giustizialismo folle

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Condotta Acoset bucata da ignoti, disservizi idrici in mezza Biancavilla

Notevole perdita d’acqua dalla rete di Ciapparazzo, interessata da un tentativo di allaccio abusivo

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Ignoti danneggiano una delle condotte dell’Acoset, forse nel tentativo di allacciarsi abusivamente, con la conseguenza che buona parte delle utenze di Biancavilla sono rimaste a secco. Ne dà comunicazione il sindaco Antonio Bonanno su informazioni fornite dall’azienda. Gran parte dei quartieri del centro etneo (con esclusione delle zone di viale dei Fiori e della Casina, per esempio) riceve dall’Acoset un’integrazione di circa 25 litri al secondo.

«L’Acoset – dice il primo cittadino – mi informa che un grave atto di illegalità accaduto durante la notte sta creando disagi alla nostra comunità. Un tentativo di allaccio abusivo alla rete idrica ha ridotto la portata della condotta Ciapparazzo, che serve buona parte del territorio di Biancavilla».

I tecnici Acoset hanno rilevato una grave perdita idrica, stimata in oltre 30 litri al secondo. «Un primo intervento con collare di riparazione non è stato sufficiente – si legge in una nota dell’azienda – a contenere la perdita. I nostri tecnici hanno quindi valutato che l’unica soluzione realmente risolutiva è la sostituzione integrale del tratto danneggiato: un intervento più impegnativo, ma necessario per garantire un ripristino sicuro e duraturo dell’infrastruttura, evitando il rischio di nuovi cedimenti a breve termine». Il tempo previsto per la riparazione è complessivamente di 24 ore.

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Disservizi elettrici, indennizzo in bolletta: ecco cosa fare per ottenerlo

Previsti dai 34 ai 100 euro in base alle ore di interruzione energetica: l’ultima parola spetta all’Arera

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I continui e prolungati disservizi elettrici subiti anche da diverse centinaia di famiglie di Biancavilla interrogano sull’eventuale diritto a un indennizzo in bolletta e al risarcimento degli eventuali danni (si pensi agli alimenti scongelati buttati via o ad elettrodomestici inutilizzabili). L’ultima parola, comunque, spetta all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).

Il primo requisito da conoscere è quello previsto dalla regolazione dell’ARERA: l’indennizzo automatico può essere riconosciuto solo se l’interruzione della fornitura è durata almeno quattro ore consecutive. È il caso di Biancavilla, dove alcuni quartieri hanno sperimentato un’assenza continua di energia elettrica per quasi 24 ore continue. Il ristoro economico aumenta progressivamente in relazione alla durata del blackout, secondo i criteri fissati dall’Autorità.

L’indennizzo automatico riguarda le utenze domestiche in bassa tensione e viene accreditato direttamente nella bolletta dell’energia, senza che il cliente debba presentare alcuna domanda. L’importo varia in base alla durata dell’interruzione e ad altri parametri tecnici stabiliti da ARERA.

Per disservizi di almeno 4 ore e fino a 8 ore l’accredito in bolletta è di 34,50 euro. C’è poi un incremento di 17,25 euro per ogni ulteriore periodo di 4 ore. Questo significa che quegli utenti biancavillesi che hanno raggiunto le 22 ore senza energia elettrica dovrebbero vedersi riconoscere in bolletta 103,50 euro.

Anche le utenze commerciali o artigianali (negozi, bar, uffici, laboratori, ecc.) hanno diritto all’indennizzo automatico, ma gli importi variano in funzione della potenza contrattuale e sono superiori a quelli riservati alle abitazioni.

Da valutare a parte il risarcimento danni

Diverso è il discorso per gli alimenti deteriorati nei frigoriferi e nei congelatori o per eventuali apparecchiature danneggiate. In questi casi non opera l’indennizzo automatico, ma è possibile chiedere il risarcimento dei danni a E-Distribuzione, gestore della rete elettrica.

La richiesta deve contenere il codice POD dell’utenza, l’indirizzo della fornitura, la descrizione del blackout, l’elenco dei beni danneggiati e una stima del loro valore. È consigliabile allegare fotografie, scontrini d’acquisto, se disponibili, e qualsiasi altro documento utile a dimostrare il danno.

E-Distribuzione esaminerà la documentazione presentata e valuterà la sussistenza dei presupposti per il risarcimento. L’indennizzo automatico e il risarcimento dei danni sono due strumenti distinti: il primo viene riconosciuto automaticamente se ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, mentre il secondo richiede una specifica istruttoria.

Per questo motivo è opportuno che i cittadini conservino tutta la documentazione relativa agli alimenti andati perduti o agli altri danni subiti e controllino le prossime bollette per verificare l’eventuale accredito dell’indennizzo previsto da ARERA.

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