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Cronaca

Nuovo collaboratore di giustizia fa tremare il clan di Biancavilla

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di Vittorio Fiorenza

L’ultimo suo arresto è di alcune settimane fa: coinvolto, assieme ad altri tre soggetti (tra cui la compagna) nell’operazione dei carabinieri “Callicari”, che ha spazzato via diverse piazze di spaccio di marijuana e cocaina di Biancavilla. Ma la sua foto segnaletica, nelle cronache, appare per la prima volta nel 2008, in occasione dell’operazione “The wall”.

Ha curato sempre lo spaccio di sostanze stupefacenti, nell’orbita del clan mafioso locale, con cui ha mantenuto i contatti con i vari esponenti di vertice che si sono susseguiti.

Da qualche giorno, Vincenzo Pellegriti ha deciso di collaborare con la giustizia, andando così a rinforzare la schiera di “pentiti”, utili a fare luce sulle dinamiche, gli affari e l’organigramma della criminalità organizzata nella zona etnea. E i tentacoli di quella biancavillese sono stati particolarmente agitati nell’ultimo decennio con una escalation di omicidi e agguati falliti e una forsennata corsa per accaparrarsi un posto di potere, soprattutto dopo il vuoto venutosi a creare dopo l’omicidio di Giuseppe Mazzaglia “Fifiddu”.

Finora, i contributi ai magistrati per svelare i segreti del clan biancavillese sono arrivati da collaboratori di Adrano, Paternò o Catania. È mancato il pentimento di esponenti organici al clan di Biancavilla. Casi a parte e ben distinti, infatti, sono quelli dei fratelli Luca e Giuseppe Arena, imprenditori diventati testimoni di giustizia, che hanno dato un preziosissimo impulso alla Dda di Catania, portando alle operazioni “Onda d’urto” e “Reset” e all’inchiesta sulla “ambulanza della morte”.

Ecco perché, ora, la decisione di Pellegriti (maturata nell’ambito del procedimento scaturito dall’ultimo blitz, “Città blindata”) costituisce una opportunità di rilievo per i magistrati catanesi e per le forze dell’ordine che hanno falciato a più riprese la mafia biancavillese, ma tanti aspetti devono essere ancora chiariti.

Pellegriti ha assistito alla lunga metamorfosi del clan locale, fino al suo spappolamento e alla formazione di sottogruppi agguerriti tra loro. Ed ha visto il susseguirsi degli esponenti di vertice, man mano che ognuno finiva morto ammazzato sotto il fuoco nemico o arrestato dalle insistenti operazioni di carabinieri e polizia: da Giuseppe Mazzaglia ad Alfredo Maglia, da Carmelo Vercoco ai fratelli Vito e Pippo Amoroso, da Alfio Monforte a Massimo Merlo.

Per questo, i magistrati puntano ad informazioni di primissima mano. E Pellegriti ha già cominciato a parlare, producendo i primissimi verbali.

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Cronaca

Volontari della parrocchia dell’Idria a sostegno degli alunni della “Sturzo”

“Pomeriggio insieme”: intesa tra padre Giovambattista Zappalà e la preside Concetta Drago

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© Foto Biancavilla Oggi

Nel periodo post pandemia si è assistito ad un aumento di ragazzi con difficoltà nell’ambito scolastico. Una delle motivazioni possibili è da attribuire alla didattica a distanza. La Dad ha lasciato, infatti, segni evidenti nella fascia adolescenziale.

Nasce in questo contesto, a Biancavilla, l’iniziativa di collaborazione tra la parrocchia Santa Maria dell’Idria e la scuola media “Luigi Sturzo”.

Alcuni volontari della parrocchia, tra cui docenti, ex docenti e professionisti, si sono resi disponibili a dedicare un po’ del loro tempo per gli alunni che vogliono migliorare il loro bagaglio culturale. 

La proposta di collaborazione rivolta dal parroco don Giovanbattista Zappalà e la disponibilità dei volontari sono state accolte favorevolmente e con spirito di grande cooperazione dal dirigente scolastico Concetta Drago. 

Il gruppo di volontari è stato denominato “Pomeriggio insieme”, volendo rimarcare dunque che il suo scopo non è solo arrivare ad una formazione scolastica. Ma anche stare assieme, svolgendo attività ricreative, oltre quelle legate allo studio. 

Le attività si svolgeranno ogni settimana, da lunedì a venerdì, dalle 15.30 alle 17.00 e saranno aperte a tutti i ragazzi che lo vorranno. Ulteriori informazioni potranno essere chieste in parrocchia o a scuola.

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