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Scuola

Il “Cenacolo” entra a scuola: successo contro ogni pregiudizio

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A giugno, con la chiusura dell’Anno Scolastico, anche il progetto “C.T.A.  Cenacolo Cristo Re incontra le scuole”, si è concluso.

Per l’equipe medico-socio psico-pedagogica della comunità terapeutica, l’iniziativa di incontrare gli studenti ha sortito gli effetti positivi che erano stati previsti, sperati e presentati ai dirigenti scolastici degli istituti del territorio (Biancavilla – Adrano), che ne avevano voluto accettare la proposta condividendone gli scopi educativi.

Il confronto tra operatori e popolazione studentesca a seguito della proiezione cinematografica del medio metraggio “Inseguendo un sogno”, scritto ed interpretato dagli stessi ospiti della comunità, ha ottenuto un riscontro sia emozionale che dialettico forte e serrato.

Sono venuti fuori i temi della salute mentale e del disagio giovanile che, se canalizzati e preventivamente diagnosticati e attenzionati, possono non creare le forti sofferenze che oggi coinvolgono tanti individui di ogni fascia sociale ed età.

Il pregiudizio e lo stigma verso la malattia mentale e le strutture preposte alla cura e riabilitazione come la comunità del “Cenacolo Cristo Re” sono stati affrontati e modificati nel giudizio corrente dei giovani studenti. Questo, assieme ad altri obiettivi era una delle mission più importanti del progetto.

Alla luce dei risultati ottenuti, validati dall’approvazione dei dirigenti scolastici e dei professori di riferimento coinvolti, nonché a maggior ragione anche dall’entusiasmo degli studenti partecipanti, la direzione generale dell’Opera Cenacolo, unitamente a quelle sanitaria e amministrativa della struttura, «si augurano che tale progetto possa il prossimo anno essere riproposto estendendolo ad altre istituzioni scolastiche, non solo del nostro territorio ma anche dei comuni viciniori».

La comunità “Cenacolo”, così facendo, sulla scia degli orientamenti venuti fuori con la Riforma Basaglia, si pone anche come momento, non solo di cura e riabilitazione, ma anche di prevenzione del disagio mentale nella nostra aggregazione sociale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Scuola

All’Istituto “Maria Ausiliatrice” fine anno scolastico in videoconferenza

La direttrice ha, comunque, rivolto l’invito a tutti ad un prossimo appuntamento “di presenza”

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di Filadelfio Grasso

Un anno insolito, particolare e triste che si legherà per sempre alla pandemia da Covid 19 e che ha visto, come in tutto il mondo, uno spiegamento di risorse che forse nessuno credeva di possedere.

Insegnanti che hanno dovuto praticare lo smart working per continuare a erogare un servizio di istruzione efficiente, attingendo a mezzi e risorse il più delle volte personali; bambini che, abbandonata presto l’idea di una vacanza anticipata e lunga, hanno dovuto fare i conti con lezioni e compiti a distanza; famiglie intere che hanno dovuto rimodulare l’organizzazione degli orari e degli spazi per permettere ai propri figli di seguire i programmi scolastici.

Le scuole biancavillesi (alcune delle quali riprendevano le lezioni dopo la chiusura dovuta al terremoto dell’ottobre 2018), si sono allineate all’andamento generale, riuscendo brillantemente a portare avanti i programmi e le lezioni, con notevole intelligenza e sacrifici non indifferenti da parte degli insegnanti e del personale tutto.

Una brillante idea, quella avuta dall’Istituto Maria Ausiliatrice di Biancavilla, di concludere con una videoconferenza alla quale hanno partecipato le insegnanti, le suore, i piccoli alunni e le famiglie. Un momento di incontro che ha suggellato il termine di un percorso (quello della quinta elementare) che aprirà nuovi orizzonti di crescita agli scolari immettendoli nelle scuole medie.

In questo contesto “virtuale” è stato presentato un video che ha raccolto l’esibizione di ciascun bambino nell’esecuzione di una poesia e di un canto, condivisi attraverso i canali social, che poi è stato montato dando vita a una esibizione unitaria e corale, con la partecipazione anche dei familiari.

«Non dimenticate il sogno che avete coltivato in questi anni – sono le parole dell’insegnante Carmela Schillaci al termine del video – perché vi renderà forti durante le tempeste e leggeri quando il sole splenderà».

La direttrice, suor Biagina Calanni Billa, ha invitato tutti, finita l’emergenza e le restrizioni della pandemia, a rincontrarsi presso l’Istituto di via Mongibello, punto di incontro storico dei giovani biancavillesi, per concludere “di presenza” il percorso scolastico, assieme alle famiglie, alle suore e alle altre insegnanti.

Lavoro a distanza, computer, social media, internet, spesso criticati per aver sconvolto la socialità tipica degli esseri umani, si sono oggi rivelati essenziali per portare avanti compiti e lavori che altrimenti avrebbero dovuto arrestarsi inesorabilmente, e ci dimostrano che spesso nei limiti imposti dai contesti e dalle vicissitudini umane, si cela il segreto di nuove abilità e più spiccate potenzialità che rendono l’essere umano forte pur nelle sue fragilità.

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Scuola

Gli auguri di Pasqua degli insegnanti della “Sturzo” sulle note di Louis Armstrong

Il messaggio di speranza dei docenti che cantano “What a wonderful world” di Louis Armstrong

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Ognuno a casa propria, ma tutti insieme ad augurare una Buona Pasqua 2020. Un gruppo di insegnanti della scuola media “Luigi Sturzo” ha realizzato un video per gli alunni, costretti a stare a casa e a seguire le lezioni a distanza.

Ma è anche un augurio rivolto alla comunità locale, in questo periodo di restrizioni per l’emergenza coronavirus.

Sono gli insegnanti che suonano e cantano “What a wonderful world” di Louis Armstrong. Un messaggio di speranza e di ottimismo, in un collage di volti. Sì, perché, nonostante tutto… «questo è un mondo meraviglioso».

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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