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I superpoteri di “WonderGiusy”, incontro a Biancavilla con Versace

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Un racconto illustrato rivolto ai bambini per riflettere sulle difficoltà della vita e sulla forza per superarle. Spesso basta un sorriso come arma per affrontare le sfide che la quotidianità ci risersa. Sfide come la disabilità, per esempio.

“Wonder Giusy” è una sorta di manuale alla positività, un invito a non scoraggiarsi. L’autrice è Giusy Verace, atleta paralimpica, oggi deputata di Forza Italia, nota al grande pubblico anche per avere partecipato ad un’edizione di “Ballando con le stelle”.

La pubblicazione, edita da Mondadori, è stata presentata a Biancavilla, a Villa delle Favare, per gli alunni del Primo circolo didattico “San Giovanni Bosco” e dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, dopo averla già letta in classe. Giusy ha incontrato e parlato con i ragazzi, i dirigenti scolastici Mario Amato e Agata Di Maita e gli insegnanti.

Un’occasione di riflessione, attraverso il personaggio di “WonderGiusy”.

«Tra le nuvole o nascosta dietro un arcobaleno, potresti un giorno intravedere WonderGiusy, la supereroina sempre pronta a salvare chi si trova in difficoltà. Con il suo superudito capta le richieste di aiuto delle persone, sceglie quali gambe indossare fra quelle da ballo, da corsa o da nuoto, e vola in missione sulla città! Un giorno sente una voce: è quella di Chris, un ragazzo costretto sulla sedia a rotelle, convinto che non riuscirà mai più a correre e a giocare a basket con gli amici. Lui ancora non sa che volare è correre un po’ più veloci, e correre è volare un po’ più lenti. Sfidando il malvagio Hater, che “scoraggia ogni coraggio”, WonderGiusy porterà Chris con sé in un viaggio alla scoperta dei propri superpoteri. Perché “superpotere” è voce del verbo superare ogni limite».

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Cultura

“San Placido” all’epoca del colera, Biancavilla nella novella di De Roberto

Il volume edito da “Nero su Bianco” adottato dagli alunni delle scuole medie “Bruno” e “Sturzo”

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Una novella corale ed affollata, ambientata nella Biancavilla dell’Ottocento, all’epoca del colera, con al centro la festa del patrono. “San Placido”, questo il titolo, fu scritta da Federico De Roberto, illustre esponente del Verismo. Ma a riscoprirla è stata la casa editrice “Nero su Bianco” di Biancavilla, che l’ha ripubblicata con la prefazione di Antonio Di Grado ed il contributo di Rosaria Sardo. Placido Sangiorgio ha, invece, curato la parte relativa all’ambientazione storica, svelando per la prima volta gli elementi che legano il racconto alla realtà biancavillese. È un vero e proprio gioiello di grande valore culturale, il volume della casa editrice diretta da Vittorio Fiorenza.

Adesso, per volere dell’amministrazione comunale, il libro è stato presentato nelle scuole medie “Antonio Bruno” e “Luigi Sturzo”. E le terze classi lo hanno adottato per uno studio, accompagnato dagli insegnanti di lettere.

Alla presentazione -accolta dalle dirigenti scolastiche Patrizia Gumina e Concetta Drago- l’assessore alle Politiche giovanili, Enza Cantarella, ha sottolineato l’intento educativo e didattico, che si vuole perseguire attraverso la promozione e la diffusione del volume. L’intervento centrale è stato affidato a Filadelfio Grasso, studioso di tradizioni locali e conoscitore della figura di San Placido. È toccato a lui dare le “coordinate” agli alunni per invitarli alla lettura della novella verista e alla conoscenza delle radici del culto e delle festività in onore del patrono.

Oltre a quella dell’editore Vittorio Fiorenza, non è mancata la presenza di Placido Lavenia, presidente del circolo “San Placido”, da anni impegnato già in incontri nelle scuole di Biancavilla per promuovere gli aspetti culturali di una devozione plurisecolare, che ha forgiato l’identità locale, su cui si riconosce la comunità cittadina.

Viaggio “verista” nella Biancavilla dell’800

Il grido «Viva San Placido!» è la simploche della novella di Federico De Roberto. Una trama dinamica e corale, un groviglio di tipi e situazioni che esplodono nella festa di inizio ottobre dedicata al patrono. Prevaricazioni e tradimenti si intrecciano a devozione popolare e missione sociale, in una giostra di caratteri venata di ironia.

“San Placido”: ecco riproposto uno dei “capitoli” che compongono la raccolta “La sorte”, pubblicata nel 1887. L’autore aveva 26 anni. Ma – come sottolinea Antonio Di Grado – è «possibile cogliere l’irrequietezza con cui l’esordiente si è aggiogato al carro degli amici e conterranei veristi».

Una novella che, sotto una nuova luce, con il contributo di Placido A. Sangiorgio e un saggio critico di Rosaria Sardo sulle varianti che non compaiono nell’edizione a stampa, trova qui la sua contestualizzazione storica, sociale e politica nella Biancavilla di fine ‘800.

Benché De Roberto non faccia espliciti riferimenti, gli elementi di vita paesana presenti nello scritto portano al centro etneo, dove la festa in onore del martire benedettino è, ieri come oggi, identitaria manifestazione del carattere civile.

Un concorso di creatività per San Placido

Oltre all’adozione del libro per le terze classi, le scuole medie di Biancavilla sono chiamate a partecipare ad un concorso di creatività, voluto dal circolo “San Placido”.

L’idea è quella di sollecitare gli alunni, magari ispirandosi alla novella di De Roberto o a come vivono loro la festività patronale, a creare degli elaborati artistici. Tecniche e stili vengono lasciati alla libertà di ognuno: disegno, pittura, fumetto…

Gli elaborati più significativi ed originali verranno, poi, trasformati in murales in alcuni spazi esterni dei due istituti scolastici.

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